2022…

Pensieri di inizio 2022, di quelli che all’improvviso affollano la mente e si ingarbugliano attorno a un nodo che si scioglie solo se ci sono abbastanza distrazioni.

I pensieri del nuovo anno si confondono con i buoni propositi, con i rimpianti di ciò che non è stato ancora fatto, con le speranze, le preoccupazioni e la quotidiniatà che fa, di noi, una marea di gente sulla stessa barca.

Se dovessi scrivere una lettera alla me del futuro, le racconterei di quello che accade attorno al mio involucro di sogni discretamente tenuti stretti tra le mani.

Le racconterei che dal 2020 c’è un virus chiamato covid che si è fatto protagonista e influenza le nostre vite. In un’atmosfera in cui le incertezze svelano ciò che è certo soltanto un pò alla volta, le direi che spesso mi sento persa.

Le regole cambiano velocemente, le mascherine sul volto si fanno più pesanti, il desiderio di viaggi si allontana come se non volesse farsi acchiappare.

Può capitare che un’esperienza poco felice diventi occasione per recuperare qualcosa di noi che credevamo persa.

Però… che fatica quella quotidiniatà in cui si deve essere responsabili abbastanza da privare noi stessi e gli altri della libertà piena di un tempo.

“Maestra, quando finirà il covid potremo toglierci le mascherine?” mi ha chiesto un bambino in un giorno in cui le voci di un compagno positivo erano attese alla porta dell’aula da un momento all’altro. Non tutti comprendono quello che accade in una scuola se non la si vive dal di dentro. Lo sanno gli insegnanti, i collaboratori, gli alunni, i genitori.

Quelle critiche prepotenti di chi in modo superficiale scrive sui social di categorie in preda a lamento e svogliatezza fanno male perchè non sono vere.

Noi tutti vorremmo una quotidiniatà più sicura e serena, meno oscurata dall’ombra di un virus che minaccia il poter stare insieme.

Accade che bambini piccoli siano costretti a indossare sul volto una mascherina per 5 ore (e si, anche la FFP2). Gli si chiede di fare merenda alla svelta o, addirittura di non farla affatto. Gli si chiede di non abbracciarsi, di non prestarsi oggetti, di restare seduti e lontani, ciascuno nel suo banco. Quante volte ho visto sui loro nasini ferite per quelle mascherine troppo strette! Quanta bravura nel dover sopportare quelle richieste così contrarie alla socialità che la scuola aveva sempre elogiato.

Quando sento parlare di eroi mi piacerebbe solo che tra quegli eroi, insieme a medici e infermieri, ci fossero tante altre categorie. I commessi dei supermercati per esempio (e non sto a spiegare perchè) ma, pure, i piccoli alunni che hanno rinunciato a tre anni, ormai, di infanzia spensierata. Sono spesso bambini che orgogliosamente vogliono raccontare di aver fatto il vaccino, bambini che resistono con mascherine sui loro visi o fanno uno sforzo non indifferente per giocare diversamente con i compagni.

Se c’è un pensiero fisso, in questo inizio 2022, è dedicato a loro perchè mai smetterò di scusarmi se ogni giorno pretendo che si rispettino quelle regole così rigide.

Tutto il resto, adesso, sembra noia, che siano viaggi, aspirazioni, cose da fare, propositi. Ma forse è solo uno di quei giorni in cui si deve tornare allo stare assieme attraverso il filtro del PC.

2022

Si poteva fare di più? Qual è la realtà nelle scuole in questo 2022?

La verità è che probabilmente c’è confusione a seconda di quanto sia più o meno organizzato il singolo Istituto. Probabilmente ci saranno bambini spaventati che cercheranno di nascondere un raffreddore o, pure, segreterie affannate nello star dietro a comunicazioni di nuovi positivi.

Ci sentiamo confusi e abbandonati.

Dove sono finite le promesse fatte? E i buoni propositi?  Dove sono le comunicazioni tempestive di nuovi casi? Dove sono i tamponi gratuiti, i controlli a tappetto o a campione, i metri tra un banco e l’altro, dove  le mascherine FFP2 da consegnare alle scuole?
Cerco risposte a domande molto simili ma la confusione non fa che aumentare.

Mi sento triste oggi, lo ammetto. Ma forse è solo uno di quei giorni in cui si deve tornare a stare assieme attraverso il filtro del PC.

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