Vaccino AstraZeneca… quanti timori, dubbi, incertezze, ripensamenti ma anche tante speranze.

Prima di usufruirne, ho cercato mille risposte in chi lo aveva già avuto prima di me. Molti, conoscenti e non, mi contattano in privato per capirne di più. Dopo quattro giorni dalla somministrazione, quindi, racconto la mia esperienza e i pensieri che a lungo continuano ad affollare la mia mente, cercando di rispondere alle domande più frequenti.

Cosa è il vaccino AstraZeneca e perché lo hai già potuto fare?

In attesa dell’approvazione di altri vaccini, AstraZeneca è, insieme a Moderna e Pfizer, uno dei tre vaccini attualmente autorizzati da AIFA e Agenzia Europea per i Medicinali. A differenza degli altri due vaccini, AstraZeneca agisce tramite un vettore adenovirale non-replicativo. Ora, io voglio assolutamente evitare di dare spiegazioni con inutili copia e incolla. Pertanto vi invito a leggere la documentazione ufficiale  sul sito dell’AIFA.

Di certo AstraZeneca è il vaccino che consentirebbe di prevenire le forme più gravi del Covid-19. Se ho potuto farlo prima del resto della popolazione, ad eccezione di personale sanitario e ultraottantenni, è perché gli operatori scolastici rientrano tra le categorie a cui erano destinate una certa precedenza e, aggiungerei, pure AstraZeneca.

Come sei stata contattata per il Vaccino AstraZeneca?

Ai primi di febbraio, la Regione Puglia aveva richiesto, agli Istituti Scolastici, il numero di persone interessate alla vaccinazione. Poi, all’improvviso, presso la scuola è arrivata la lista dei convocati da vaccinare per il giorno dopo, presso la ASL. Non c’era molto tempo per decidere cosa fare e, aggiungo, nessuno è obbligato a fare il vaccino. Nonostante questo, era già da diverso tempo che cercavo di capire cosa fare.

Vaccino astraZeneca

 

Dare il proprio consenso 

Dare il proprio consenso, firmando il modulo di circa 10 pagine, credo sia uno dei passaggi fondamentali. Dice tutto e niente, probabilmente, ma quello che conta è che lo state firmando, sia per rinunciare al vaccino che per accettare.

Nel consenso, come pure nell’allegato da cui si estrapola la documentazione da firmare, è spiegato cosa è l’AstraZeneca, come agisce, la composizione del medicinale, quali siano i possibili effetti collaterali, le controindicazioni e gli studi effettuati sulla popolazione. Tutto è scritto nel modo più semplice possibile ma questo non basta a rispondere ai dubbi che sicuramente ognuno potrà avere. Perché, volente o nolente, nel corpo mi ci infilate una sostanza di cui nemmeno chi lo ha studiato e approvato, conosce “perfettamente”.

Andiamo dunque alla parte del consenso, quello che, firmato,  vale per tutto il ciclo vaccinale (prima e seconda dose). Vi riporto i punti su cui più ho riflettuto.
  1. Ho letto, ho compreso, sono stato correttamente informato, ho rivisto con il Personale Sanitario, hanno risposto alle domande… Diciamoci la verità, se in mezza giornata vanno vaccinate 200 ma anche 100 persone, quanto tempo avrete per esaurire completamente le incertezze? In pratica, cercate di arrivare al vaccino preparati e convinti di ciò che volete fare.
  2. In caso di effetti collaterali, sarà mia responsabilità informare il medico curante per seguire le indicazioni. Peccato che se lo fate che cosa vi deve dire il medico? Se avete la reazione allergica mica tiene l’antistaminico! Se avete la febbre cosa può consigliarvi se non di prendere la Tachipirina? Cioè, pure loro stanno parecchio confusi e ve lo scrivo perché io ho provato a rompere le scatole al mio dottore.
  3. Il vaccino può causare reazioni avverse, con tanto di grassetto alla parola “avverse”. Questo punto lo riprendo più tardi.
  4. “Non è possibile al momento prevedere danni a lunga distanza”. Come, scusa? Mi state facendo firmare il consenso includendo questa piccola frase? Lasciatemi pensare… mi state dicendo che se a lunga distanza ho danni che allo stato attuale voi studiosi non conoscete, io comunque ho acconsentito e quindi mi attacco. Non posso replicare, ribellarmi, chiedere danni? Ecco, quella frase apparentemente superficiale perché menzionata brevemente tra gli ultimi punti del consenso, andrebbe discussa, spiegata dai virologi, professori, medici che vanno in TV. Fatelo, per favore.

La scheda anamnestica allegata al consenso

Si, no, non so. Dovrete mettere un po’ di crocette qui e là. Questa è la parte su cui, prima della somministrazione vaccinale, il personale si soffermerà. Se avete un’età superiore ai 55 anni, se soffrite di qualche patologia, se avete allergie particolari, sappiate, potreste non essere destinati all’AstraZeneca. Gli operatori valuteranno in sede se vaccinare o meno.

Una nota particolare su cui, ancora adesso, pretenderei più chiarimenti, è quella relativa alle donne in gravidanza o che progettano di avere figli nel periodo della somministrazione di prima e seconda dose. Evito qui di stare a dare informazioni che potrei io stessa aver compreso male ma se i soliti che vanno in TV volessero chiarire, mi sta bene.

Il giorno del vaccino

Ho la fobia degli aghi, sono onesta. Vedere su tutti i TG immagini di chissà quanti centimetri di ago che perforano il braccio come se dovesse arrivare all’osso, mi ha parecchio preoccupata. Invece la siringa è davvero piccola e si sente appena un pizzichino al braccio. La mia sorpresa, all’infermiera, l’ho così espressa “ma davvero hai già fatto?”. Perciò lasciate perdere ogni immagine vista alla TV e non spaventatevi per quel minuscolo esserino tra le mani del personale sanitario.

Chi più, chi meno, in ogni ASL o centro deputato alla somministrazione dei vaccini, sarà organizzato come meglio riesce, Ci saranno luoghi con file ordinate di persone distanziate che, magari, possono pure sedersi in attesa del loro turno, gestito secondo una lista o un numero in ordine di arrivo. Ma ci saranno anche ASL che non avranno pensato a dare ordine alla somministrazione di circa 200 vaccini per di più in una sola mezza giornata. Magari mancheranno gel igienizzante, distanziatori, liste di attesa o numeretti per capire a chi tocca prima e a chi poi. Ed è allora che la tensione sale, la gente si assembra come se questo servisse a finire prima, ci si litiga o si arriva tesi e con le lacrime agli occhi, al cospetto di AstraZeneca. A voi, capire in quale delle due situazioni mi sia trovata.

Comunque…

Quando è toccato a me, il Personale Sanitario, gentilissimo, ha guardato ben bene la Scheda Anamnestica, mi ha fatto qualche domanda, ha risposto ai dubbi che potessi esporre il più velocemente possibile e tac, manco il tempo di accorgermene, punturina sul braccio!

Infine ho aspettato 15 minuti fuori dalla stanza. Quando tu stesso ritieni che vada tutto bene, ti puoi auto-congedare. Nel mio caso, a parte un leggero prurito nel punto dell’iniezione, pareva non ci fosse nulla per cui preoccuparmi.

Ti hanno rilasciato qualcosa dopo il vaccino? Quando avrai la seconda dose?

Subito dopo il vaccino mi hanno rilasciato un cartoncino con i miei dati, il numero del lotto somministratomi, le date della prima e della seconda, futura, dose.

La seconda dose mi sarà somministrata tra due mesi, a fine aprile.

 

Dopo il vaccino AstraZeneca come ti senti? Come stai?

“Come ti senti?” Voler conoscere lo stato di salute subito dopo aver fatto il vaccino, è un classico che vedo nelle interviste ai TG. Consiglio, però, di fare la domanda il giorno dopo! Soprattutto chiediamolo a chi sta ricevendo l’AstraZeneca. Per quanto mi pare che si voglia nascondere l’alta frequenza di effetti collaterali, il tam tam tra chi lo riceve, c’è e non conforta.

All’inizio credevo di essermi scansata i sintomi che in molti, tra il personale scolastico, dicevano di aver avuto. In realtà, nei due giorni successivi al vaccino, ho avuto brividi, nausea, giramenti di testa, stanchezza e febbre superiore a 38 e mezzo. Dolori ossei/muscolari? No ma il primo giorno dopo il vaccino ho avuto per ore forti dolori alla testa e allo stomaco. Peccato che non sapessi se tutto questo fosse normale, tanto a chi dovevo dirlo se non a un medico curante  che resta inebetito?

A 4 giorni dal vaccino sto molto meglio. Ho soltanto una vistosa chiazza rossa che prude e fa male, proprio nel punto in cui è stato iniettato il vaccino.

In molti sostengono che la febbre sia un segnale positivo, come se volesse dire che il vaccino stia facendo effetto. Se così fosse mi domando a che serva inserirla tra gli effetti avversi dell’AstraZeneca.

Molti altri, invece, non credono che l’alto numero di personale scolastico che prende la malattia, stia davvero male. No, vi assicuro che anche se è difficile credere che in tanti possiamo essere stati male, la verità è che “siamo stati male”.

Dopo quanto tempo sono comparsi i sintomi da vaccino? Hai preso farmaci?

I sintomi dovuti alla vaccinazione compaiono all’incirca dopo 12 ore dalla somministrazione. Al mattino, in effetti, avevo già mal di testa. Probabilmente la Tachipirina ha tardato di poche ore la comparsa dei restanti effetti, tra i quali la febbre. Per farla scendere (ricordo che è durata due giorni) ho assunto esclusivamente Tachipirina. Non ho preso nient’altro.

Sono allergico ai farmaci. Cosa mi consigli di fare?

Se hai avuto reazioni allergiche ai farmaci, ti consiglio di parlarne con il tuo medico di base. Se la sua risposta non dovesse soddisfarti (in molti casi sta accadendo di non ricevere risposte adeguate da loro), ti consiglio comunque di recarti al centro di somministrazione dei vaccini. Nella scheda anamnestica è prevista la voce relativa alle allergie. Il Personale Sanitario saprà cosa fare. Parlane con loro!

Perché hai deciso di fare il vaccino? Sei pentita?

Sono stata molto combattuta. Ho pensato per molti giorni se accettare o meno il vaccino. Per altro il vaccino AstraZeneca non ha fatto ben parlare di sé sia perché bloccato in alcuni Paesi, sia per la bassa percentuale di efficacia contro il Covid-19.

Nonostante le paure e i dubbi legati all’idea di possibili danni a lunga distanza, alla fine ho deciso di accettare il vaccino e in particolare l’AstraZeneca. Se da una parte sento di aver ricevuto probabilmente la peggiore vaccinazione contro il Covid-19, sono anche consapevole di essere fortunata ad avere una precedenza rispetto alla restante popolazione. Fortuna che, ricordo, è legata al reale rischio che il personale scolastico corre ogni giorno. Se non avessi accettato l’AstraZeneca sarei andata in coda pur sempre con l’impossibilità di scegliere a quale vaccino sottopormi.

Dovendo pesare su una bilancia i pro e contro, ho messo in conto anche il male peggiore: lo stesso covid-19. 

Non sono contenta di essermi vaccinata (trattandosi di un nuovo vaccino) ma non sono neanche pentita. Ho accettato questo diritto e assolto al mio dovere senza pensare troppo agli altri. Non ho fatto il vaccino per gli altri, per gli studenti o per salvare il mondo. L’ho fatto  perché credo fermamente che i vaccini siano la sola speranza di chiudere il capitolo “pandemia”.

Ho ripensato alla mia vita prima di marzo 2020, a tutto quello che potevo fare prima di quel periodo… viaggi, abbracci, passeggiate, feste, concerti, palestra.

Ho pensato a tutto quello che ho perso e che vorrei ritrovare.

Così, eccomi, a fare qualcosa per me, presa dal desiderio di ritrovare le abitudini di un anno fa.

AGGIORNAMENTI DEL 12 MARZO 2021

Lotto ABV2856: sei stata contattata per eventuali controlli?

E si, dopo la notizia della sospensione in via precauzionale del lotto ABV2856, ho ricontrollato il lotto che mi è stato somministrato per la prima dose del vaccino. Indovinate un po’? E’ proprio il lotto all’attenzione di tutti nelle ultime ore. Non deve essere molto rassicurante sapere che può esserci chi sia stato seriamente male anche a distanza di 12 giorni. Tuttavia, mi conforta  l’alta percentuale di persone a cui quel lotto è già stato somministrato.

A 15 giorni dalla prima dose del lotto ABV2856 di Astrazeneca, posso dirvi che sto bene. Ho solo, ancora oggi, un vistoso livido al braccio, nel punto in cui ho ricevuto il vaccino. A chi mi chiede se sono stata contattata da ASL, medici, infermieri e operatori sanitari in genere, la risposta è NO. Non credo che ce ne sia bisogno, probabilmente, se non, tutt’al più, per rassicurare i vaccinati, le cui preoccupazioni sono assolutamente legittime, alla luce della poca chiarezza da parte dei professionisti. Ancora una volta, tengo a precisare che non sono pentita di aver fatto il vaccino, anche se si tratta di quel lotto sospetto. Riappropriarmi del vecchio stile di vita e non dover fare i conti con forme gravi di covid, sono stati i motivi per cui non mi sarei mai tirata indietro.

Tuttavia, credo che manchino ancora chiarezza e onestà. Neanche i medici di base, spesso, sono preparati a rispondere a dubbi e paure. Questo è inaccettabile.

AGGIORNAMENTI DEL 20 MAGGIO 2021

Hai ricevuto la seconda dose di Astrazeneca? Come sei stata?

Eccoci all’incontro finale (spero). La data per la seconda dose di Vaxzevria, come è stato nominato il vaccino anti-covid, Astrazeneca, mi è stata spostata intorno alla metà di maggio. L’esperienza ha fatto scuola e tutto è stato ben organizzato, dal distanziamento effettivo all’ordine con cui ricevere la tanto attesa seconda dose. Come per la prima dose, ho ricevuto l’appuntamento tramite l’Istituto per il quale sto lavorando.

Ho dovuto compilare un modulo per ri-confermare il consenso e dichiarare eventuali reazioni gravi dopo la prima dose.

Quindi il mio tesserino è stato aggiornato con la data e il nuovo lotto del vaccino e tac, punturina veloce e 15 minuti di attesa come da prassi.

Gli effetti della seconda dose di Atrazeneca sono, a detta di chi lo ha ricevuto, molto più blandi della prima. Io ho solo avuto mal di testa fino al giorno dopo. Sto bene, mi sento protetta sebbene non esclusa dal raggio di azione del covid e spero vivamente di non dover ricevere nuove dosi. Perché? Perché ho una certa età e vorrei progettare serenamente di fare una famiglia senza queste attese dettate da farmaci che dovrebbero essere realmente efficienti e non in via di sperimentazione su noi tutti, inevitabili cavie, fortunate, in ogni modo di poter tornare a sperare di vedere la luce in fondo al tunnel.

Come scaricare il Green Pass?

Il Green Pass è disponibile già il giorno dopo sul sito ufficiale indicato dalla Regione di appartenenza. Per i pugliesi basterà accedere con le credenziali SPID al link www.sanita.puglia.it/certificazione-verde-covid-19  e scaricare il documento in cui compaiono le date delle dosi del vaccino ricevute. In alternativa si dovrebbe poter ricevere il certificato facendo riferimento alla ASL di competenza.

Cosa deve fare chi deve prenotare per sé la vaccinazione?

In questi giorni si sono aperte le prenotazioni per gli under 50. Ho provato a prenotare il vaccino per la mia famiglia, purtroppo non senza difficoltà. A partire dai giorni indicati dalla Regione, i pugliesi potranno prenotare il vaccino presso le Farmacie autorizzate oppure telefonare a un numero che sembra completamente inattivo o, ancora, fare la coda per almeno un’ora sul sito lapugliativaccina.regione.puglia.it e sperare di non dover perdere altro tempo in attesa che il sistema riconosca i propri dati (SPID o codice fiscale e numero della tessera sanitaria) nonchè le date disponibili presso il centro indicato tra quelli a voi più comodi. Tutto si impalla che è una bellezza.

E’ così, tolto un pensiero si aggiunge anche la preoccupazione che i parenti non ricevano il vaccino per tempo. Aspetto di potermi organizzare meglio per le vacanze:  purtroppo questa estenuante caccia al vaccino si inoltra in piena estate, quando tutti noi dovremmo essere benzina per far ripartire il settore del turismo.

 

24 Replies to “Vaccino AstraZeneca: la mia esperienza”

  1. Ho letto questo articolo con molta attenzione perché proprio questa mattina ho avuto la conferma che, facendo parte del personale di una scuola guida, anche noi come gli insegnanti e il corpo non docente delle scuole rientriamo nelle categorie che possono essere vaccinate in questa fase. Subito è stata euforia allo stato puro ma poi ti confesso che mi sono fatta prendere un po’ dall’ansia. In ogni caso, penso che non abbiamo molta scelta e che in questa situazione sia la cosa giusta da fare.

    1. Esatto. Se parlassero di più di quello che ci diciamo con il passaparola, forse staremmo più tranquilli tutti. Io ho cercato di essere molto onesta. Nonostante dubbi e paure l’ ho fatto comunque e ci spero davvero, voglio crederci che con i vaccini ritroveremo i modi di vivere che siamo stati costretti a cambiare. Voglio fidarmi. Non c’è molto altro che si possa fare a meno che non aspettare chissà quanto altro tempo ancora prima che il virus alzi i tacchi da solo. Le tue conclusioni sono le stesse a cui sono giunta io quando ho deciso che lo avrei fatto senza ripensarci, al di là dei timori che, credo, siano anche legittimi vista la novità del medicinale.

  2. Secondo me hai fatto bene a vaccinarti, io se potessi farei lo stesso, ma temo che non rientrando in categorie particolari dovrò aspettare ancora parecchio per qualunque vaccino (non che io non ritenga giusto dare la precedenza alle categorie più a rischio eh, ci mancherebbe).
    Comunque secondo me la possibilità di prendersi il covid in forma in grave, con tutti i danni che ciò si porta dietro, pesa più di tutto il resto sulla bilancia. E alla fine meglio un vaccino che potrebbe funzionare un po’ meno degli altri piuttosto che nessun vaccino. Speriamo solo che si sbrighino a mandare altre dosi, che se continuiamo così noi altri saremo vaccinati nel duemilamai…

    1. Concordo con te Eleonora. Per quanto si dicesse in giro “cosa faccio a fare l’AstraZeneca se l’efficacia è appena la metà?”. Ho messo in conto che ammalarsi in forma meno grave, sarebbe stata già cosa importante. Speriamo che i vaccini concretizzino quelle speranze che abbiamo tanto riposto in loro. E speriamo che arrivino presto per tutti. Anche per te. Ti abbraccio forte Eleonora.

    1. Siamo tutti basiti e anche tanto. Credo molto ai vaccini ma Astrazeneca non è solo un farmaco nuovo; da subito non ha avuto una reputazione rassicurante. Purtroppo il vaccino non si può scegliere. A noi è capitato questo, ci siamo fidati e nel rispetto di diritti e doveri lo abbiamo fatto. Giocare al caso fortunato non ci piace nè ci piace vivere con apprensione il pre e dopo vaccino. Lo scrivo ora che Astrazeneca è stata appena sospesa in tutta Italia, sia pure in via precauzionale. Avremo fatto bene a fidarci? Spero di non dovermi pentire di aver fatto il mio dovere.

      1. Giusto. Dovere e senso civico, per il bene nostro e di tutti gli altri. Cosa che non tutti abbiamo/hanno. Staremo a vedere. Purtoppo la situazione continua ad evolversi e non propro nel migliore dei modi, e non parlo di vaccini. Questa pandemia inaspettata non vuole proprio mollare la presa…che Dio ci assista. Ed un grande in bocca al lupo a tutti, proprio tutti.

  3. Francamente non sono assolutamente d’accordo con te quando dici di avere fatto il tuo “dovere”. Non dovevi, hai voluto, è ben diverso. Io sono assolutamente pro-vaccini (in generale), ma non questi e a queste condizioni, lo Stato e le case farmaceutiche dovrebbero assumersi le proprie responsabilità.

    1. In effetti dovere è una parola con un significato profondo, capace di aprire mille riflessioni. Vederlo come dovere equivale a un obbligo e come scrivi tu, non dovrebbe essere un obbligo soprattutto alla luce delle diffidenze legittime che, a mio parere, sono causate dalla novità del farmaco, dalla poca chiarezza e dalle contraddizioni che ne sono derivate in questi giorni. Tuttavia io vivo sempre un personale “senso del dovere” che mi porta a fare la mia parte tra un oceano di persone. Se tutti avessero il senso del dovere, avremmo più gente che si vaccina e quindi più probabilità di uscire dalla pandemia quanto prima. Altrimenti, un numero esiguo di vaccinati sarebbero poco utili a rendere efficaci gli sforzi. La storia ci ha mostrato che una pandemia può durare dai 2 ai 4 anni, probabilmente. Non mi va di rischiare di vivere anche un solo altro anno in queste condizioni; siamo tutti stanchi. Se penso che ora abbiamo i vaccini, sento di essere più speranzosa. Però si, “ho voluto”, non ero obbligata e fare il “mio dovere” è un gesto venuto da me. A fronte dei dubbi e delle paure che anche io ho e ho avuto, in un certo senso ho obbligato me stessa a farlo. Quando ho deciso di accettare il vaccino, mi ero promessa che non sarei tornata indietro nella mia decisione perché temevo che quei dubbi potessero prendere il sopravvento.

    1. picchi giorni fa ho fatto anche io vaccino astrazenica e di leggere adesso vostra esperienza e stato utile per me ,era come un dejevu e di sembrare di leggere proprie pensieri ,timori ,dubbi e decisione . Grazie ,non credevo di essere così utile .scusate per mio italiano ,non e mia lingua madre.

  4. Credo che, non siamo nessuno per giudicare chi, come in questo caso, si è apprestata a fare il vaccino! Dovereo no, prima o poi tutti dovremmo farlo, a meno che non si voglia perpetuare questa situazione che ha già avuto e continua ad avere effetti sempre più deleteri!

  5. Sono stata vaccinata domenica con Astrazeneca, in un centro vaccinazioni in Germania. Lunedì pomeriggio sono cominciati i sintomi: febbre alta, dolori muscolari, brividi. Ho una chiazza rossa grande come il palmo di una mano sotto il punto di iniezione, il braccio mi fa ancora male. Oggi, mercoledì, primo giorno senza febbre, ma mi sento come se un camion mi avesse investito. Ti capisco perfettamente!

  6. Per le mie patologie, mi hanno somministrato Pfizer. Ma, avrei anche fatto Astrazeneca…il vaccino è una tappa obbligatoria se vogliamo uscire da questo disastro mondiale.

  7. Giusto oggi! Astrazeneca! Alla faccia di chi me la tira! Cioè, non solo la gente non fa il suo dovere, si sente anche in obbligo di farti la morale ed augurare le peggio cose! Che mondo….

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