Bologna è per me una canzone di Lucio Dalla che canta di sogni e istanti di vita in Piazza Grande; è il ricordo di un giorno di shopping nei negozi di Via dell’Indipendenza, ai tempi degli anni in cui studiavo all’Università; è uno scrigno che aprirei lentamente, con la giusta calma che servirebbe per scoprire angoli fatti di autentica quotidianità.

Se pure le strade, con i suoi mille toni di rosso, sembrano quasi private dei colori che rallegrerebbero la tavolozza di  un pittore, Bologna riecheggia ovunque di note e poesie, quelle cantate dai tanti artisti per i quali la città natale è stata fonte di ispirazione: dai colli bolognesi attraversati dalla Vespa 50 Special di Cremonini, passando per le dediche alla città di Bersani, Dalla, Luca Carboni, solo per citare alcuni che rendono musica la città di Bologna.

Bologna in poche ore

Per chi effettua lunghe tratte in treno, Bologna è spesso il centro nevralgico dove effettuare cambi. Oltre ad essere dunque il centro d’Italia, da qui è possibile spostarsi in qualunque direzione vogliate andare per un tour tutto italiano. Sebbene la storia e la cultura che la caratterizzano, rendono Bologna meritevole di essere visitata con quella calma di cui scrivevo poche righe fa, ho pensato che almeno qualche ora di atmosfera bolognese, magari intervallata da un buon piatto di tortellini, fosse il caso di ritagliarsela tra un cambio di treno e l’altro.

“Bologna in poche ore” è dunque un itinerario concentrato da scoprire a piedi per chi ha poche ore da dedicare al capoluogo più cantato dell’Emilia Romagna.

La Stazione di Bologna

Arrivare a Bologna in treno pone davanti a una triste pagina della storia più recente della bella Italia. Erano le 10:25 del 2 agosto 1980  quando alla Stazione Centrale della città, un ordigno, nascosto in una valigia, spezzò le vite di 85 persone. L’impatto con la facciata esterna della stazione non può non suscitare commozione e profonda riflessione. Una lunga lista di nomi  e l’orologio, rimasto fermo alle 10:25 ricordano la strage di Bologna come una ferita destinata a segnare per sempre quello che dovrebbe essere solo un luogo di arrivi, partenze, arrivederci e ritrovi.

Stazione Centrale di Bologna

Stazione Centrale di Bologna

Via dell’Indipendenza

Usciti dalla Stazione di Bologna e lasciata alle spalle la Scalinata del Pincio, punto di accesso per il Parco della Montagnola, si arriva in  Via dell’Indipendenza, l’indirizzo migliore in cui abbia fatto shopping in tutta la mia vita. Quella lunghissima coda di portici proteggono dal sole cocente d’estate come pure dalle intemperie del cattivo tempo in un giorno di pioggia. Ecco dunque i passi dei bolognesi con i sacchetti stretti in una mano, gli sguardi distratti dalle vetrine e il susseguirsi di colonne ordinatamente in fila a testimoniare, silenziosamente, la vita di ogni giorno. Dritta come una riga, Via dell’Indipendenza mostra le facciate di Teatri, chiese o storici palazzi e accompagna senza mai perdersi fino al cuore della città.

La finestrella sulla Piccola Venezia

All’incrocio tra Via dell’Indipendenza e Via Bertiera è possibile proseguire fino a Via Piella, custode di uno dei dettagli più curiosi e nascosti della città. E’ la “finestrella” affacciata sulla Piccola Venezia, il canale delle Moline incastonato tra le rosse case bolognesi.

Le Torri degli Asinelli e della  Garisenda 

Tornando in Via dell’Indipendenza e proseguendo fino a Piazza del Nettuno, con l’omonima statua, sono già visibili le due Torri degli Asinelli e della Garisenda. Con i 98 metri l’una e i 48 metri l’altra , queste due signore vantano il primato delle torri medioevali più alte del mondo. In soli, si fa per dire, 498 gradini, si potrà raggiungere la cima di Torre degli Asinelli, per godere di un panorama dall’alto.

L’Università di Bologna

Nei dintorni delle Torri medioevali più alte, gli edifici dell’Università bolognese vantano un simile primato: l’altrimenti detta Alma Mater Studiorum   è infatti la più antica Università del mondo, attiva ancora oggi. Nata esattamente nell’edificio dell’Archiginnasio, lascia immaginare gli studenti che nel tempo abbiano attraversato le stanze più rappresentative della storia delle Facoltà tra le quali il Teatro Anatomico, interamente realizzata in legno.

Bologna

Finestrella sulla Piccola Venezia, Bologna

Torri Asinelli e Garisenda, Bologna

Basilica di San Petronio, Bologna

Piazza Maggiore

Poco distante da Nettuno, immancabile protagonista di tante città, compresa Bologna, si arriva in Piazza Maggiore; è uno spazio ampio, delimitato, tutt’attorno, dalle facciate della Basilica di San Petronio, dell’edificio Comunale e dei tre Palazzi dei Notai, del Podestà e dei Banchi. Piazza Maggiore, discutibilmente protagonista della Piazza Grande cantata da Lucio Dalla, che invece potrebbe riferirsi a Piazza Cavour, è l’anima della città, grande abbastanza da raccogliere gli eventi più disparati del capoluogo emiliano.

A proposito di Lucio Dalla

Lucio Dalla, uno degli artisti indissolubilmente legati alla città di Bologna, viveva nella casa in Via D’Azeglio; è riconoscibile dal murales che, quasi fosse la sua ombra, si trova sulla facciata dell’edificio. L’omonima Fondazione consente di conoscere i luoghi privati del cantante, attraverso gli spazi e gli oggetti a lui appartenuti.

Di poeti vissuti a Bologna: Giosuè Carducci

Se i versi vi interessano anche quando non sono recitati in note musicali, sarete sicuramente contenti di sapere che a Bologna c’è anche la casa di Giosuè Carducci. L’ingresso è a pagamento e purtroppo, essendo piuttosto decentrata rispetto al nucleo centrale della città romagnola, non è stato fattibile raggiungerla a piedi nelle ore dedicate a Bologna. L’alternativa sarebbe utilizzare un autobus ma accertatevi sempre circa gli orari di apertura al pubblico della casa-museo.


Bologna
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Finestrella di Via Piella (Piccola Venezia)

Tutte le fotografie sono state scattate dalla nota sorella “Peppa”.

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