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In barca sul Mekong, al Triangolo D’Oro

Pubblicato da il giugno 28, 2018
Mekong

In barca sul Mekong

Una dei viaggi più emozionanti che io abbia fatto fino ad oggi è stato quello in Thailandia.

Immaginate un regno fatto di Wat e bellezze naturali che seguono lo scorrere del tempo guardando un calendario diverso dal nostro. Fatto?

Aggiungeteci un pizzico di karma positivo e  una manciata di pazienza. Infine lasciate da parte tutto quello che state facendo e seguitemi in questi minuti pieni d’avventura. Sto per portarvi a visitare il Mekong del Triangolo d’Oro.

Il Mekong non è altro che un grande fiume dell’Asia. E’ talmente immenso che nei suoi oltre 4 mila chilometri di lunghezza, attraversa Cina, Laos, Birmania, Thailandia, Vietnam e Cambogia.

Chiunque decida di visitare il nord della Thailandia potrà vedere con i propri occhi il punto esatto in cui i confini di Laos, Birmania e Thailandia si intrecciano in un abbraccio fatto di terra e acqua.

Il Mekong River

 

Quante storie e quanti segreti trascina con sé quella corrente  perennemente in viaggio verso sud. Si insinua nei villaggi di pescatori, ne scruta le sembianze, ascolta le loro vite. Le raccoglie, le culla, le maltratta. Ne fa un romanzo silenzioso, difficile da decifrare se solo il Mekong lo si potesse seguire dal luogo esatto in cui nasce.

I suoi occhi osservano il mondo intorno, il suo petto invece pulsa di vita, un’ ecosistema continuamente minacciato dall’uomo che vede nel fiume una risorsa per i suoi scopi dal guadagno facile.

Quando lo incontriamo al nord della Thailandia, avrà avuto da raccontare già troppe cose.  Noi lo cerchiamo e proviamo solo a intuire cosa possa celare  tra le sue onde leggiadre, talmente scure da non poter percepire in alcun modo quello che c’è appena sotto il pelo dell’acqua. Io che immaginavo di intravedere uno di quei giganteschi pesci gatto, mi accorgo che probabilmente non vedrei nemmeno la mia stessa mano se la immergessi (e nemmeno mi salterebbe in testa di farlo davvero).

Mekong

Le scure acque del Mekong

Partiamo la mattina alle otto con un autista timido e silenzioso. Ci accompagna qua e là, come secondo il programma accordato il giorno prima presso una delle tante agenzie per turisti di Chiang Rai.

E’ una buona compagnia tutto sommato. Ha l’aria di essere una persona per bene e durante l’intera giornata sembrerà talmente più a suo agio da dispensare sorrisi e piccole confidenze di famiglia. Per esempio ci spiega che varcherà i confini del Laos insieme a noi, in cerca di una borsa per sua moglie.

Mae Sae: ai confini con la Birmania

 

Il fatto di avere un’ autista a disposizione ci rilassa a tal punto che non seguiamo più nemmeno la geografia del territorio. Vediamo posti che prova a spiegarci ma non sappiamo esattamente dove siamo.

Ci aiuta ad allargare i confini della Thailandia solamente allargando il campo visivo. Ci sono terrazze al Triangolo d’Oro che vanno oltre, lasciandoti sorvolare i tetti delle case con la sola immaginazione.

Mekong

Il panorama visto da Mae Sae

Mae Sae è uno dei posti a pochi passi dalla Birmania. Percorro le vie lungo le quali ci sono  bancarelle e negozietti dove ti dicono che collane, anelli e bracciali sono in vero argento mentre le donne birmane aspettano con in viso quelle creme chiare per proteggersi dal sole anche se non stanno nemmeno all’aria aperta.

Non abbiamo varcato la frontiera. Siamo solo saliti in cima ad una strada per ammirare un panorama nascosto tra i tempietti colorati del Wat Phra That Doi Wao, pieno di statue dall’aspetto buffo e simpatico. Da quassù Mae Sae e Myanmar, sono una cosa sola.

Mekong

La frontiera per entrare in Birmania

Sop Ruak: tra Birmania, Thailandia e Laos

 

Riprendiamo l’auto per andare al punto esatto in cui tre Stati (Birmania, Thailandia e Laos) riescono a stare dentro lo stesso scatto fotografico.

Il Mekong sembra lontano eppure io sono lì, davanti a un paesaggio capace di cambiare aspetto solo per via delle piene o delle nuvole in movimento sulla nostra testa.

Mekong

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Mekong

Il punto di confine di tre Paesi

L’autista ci guida fino alla riva di questo fiume dall’estensione inimmaginabile. Paghiamo una somma (occhio che vogliono solo contanti) e lasciamo i nostri passaporti a un ufficio improvvisato in quella che sembra più una bancarella a cielo aperto.

Indossiamo i giubbotti di salvataggio e aspettiamo che venga a prenderci una barchetta talmente piccola che oramai mi rassegno al fatto che quello possa anche essere il mio ultimo giorno di vita. Già m’immagino mentre cado in acqua e la barchetta, ribaltatasi, va a fondo.

Per fortuna sono sopravvissuta.

A velocità sostenuta (così mi pare), con schizzi di acqua “grigia misto marrone” che mi piovono addosso, passiamo davanti alla Birmania, con il suo albergo-casinò, terra di approdo per chi in patria compirebbe una illegalità. Infine arriviamo a Done Sao, una minuscola isola del Laos, invasa da venditori di borse, liquori con dentro serpenti e cianfrusaglie varie. Mentre bambini a cui è palesemente stato negato il diritto di essere bambini ti circondando chiedendo insistentemente soldi, ti domandi cosa ci sia davvero nel Laos perché di certo non può essere tutto lì.

Non è essere arrivati in questo angolo di mondo ad emozionarci tanto. E’ l’essere una cosa piccola in mezzo a un gigante della natura, quel Mekong che temiamo possa anche inghiottirci da un momento all’altro (qui trovate un breve video tutto da ridere).

Mekong

Done Sao Island

Mekong

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Mekong

Volete un sorso?

La storia del Triangolo d’Oro

 

Ne vorresti fare di giri in lungo e in largo nella zona di confine dei tre stati. Vorresti ancora sentire l’adrenalina scivolarti sulla pelle, entrare nelle vene, accelerare il battito del cuore. Ma tutto finisce.

Scendiamo da quella barca così piccola per un fiume così grande, restituiamo i giubbotti e riprendiamo i nostri passaporti.

Mekong

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Mekong

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Volendo si potrebbe volerne sapere di più di questa Mae Sae. Potreste voler conoscere la storia dell’oppio, a cui sono dedicati ben due musei.

Il Triangolo d’Oro, infatti, fu per anni l’area per eccellenza dove produrre e commerciare oppio a partire dal Papaver somniferum. Per diverso tempo la Thailandia detenne il monopolio a livello mondiale.

E’ tardi, si è fatta una certa e il nostro autista ha avuto pazienza. Si torna a Chiang Rai, consapevoli che il giorno dopo saremmo rientrati in Italia.

Info

 

Andare a Mae Sai e Sop Ruak da Chiang Rai 

 

Come potrete leggere in un mio vecchio post, a Chiang Rai troverete numerose agenzie di viaggio per organizzare la visita al Triangolo d’oro anche il giorno seguente. Chi volesse entrare in Birmania,  può raggiungere Mae Sae con uno degli autobus in partenza sempre da Chiang Rai. Da qui dovrebbero esserci anche i minibus che in un’ora vi portano a Sop Ruak.

In barca sul Mekong

 

Le gite in barca sul Mekong, in partenza da Sop Ruak, costano all’incirca 400 Bath. Al momento del pagamento, vi verrà chiesto di lasciare i passaporti che vi saranno restituiti alla fine. Il giro sul Mekong vi fa passare davanti a un hotel che funge anche da casinò, su territorio della Birmania, e farà una sosta sull’isola del Laos (Done Sao) dove vi verrà chiesto di pagare una ulteriore tassa di 30 Bath per lo sbarco.

Mekong

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4 Responses to In barca sul Mekong, al Triangolo D’Oro

  1. Simona Pasquino

    Non mi sono mai spinta così tanto in Asia da poter vedere il Mekong. Lo conosco solo attraverso le immagini di tanti film ambientati in quei luoghi. Sembra uno di quei posti che custodiscono tanti segreti oltre che essere parte della vita quotidiana di centinaia di migliaia di persone. Non lo immaginavo di quel colore però 😮😮😮
    Nemmeno io mi sognerei minimamente di affondarci la mano 😊 però navigarci su è una di quelle esperienze da fare almeno una volta nella vita e chissà che non ci riesca un giorno!

    • lavaligiainviaggio

      Io non pensavo mai che avrei fatto questa esperienza quando ho preparato l’itinerario. E quindi sai, le cose inaspettate ci sorprendono sempre. Se un giorno ci vai, devi provare quell’adrenalina sana di essere così vicina a quel fiume che racconterebbe secoli di storie!

  2. Claudia B. Voce del Verbo Partire

    In questi giorni provo una tale nostalgia della Thailandia, che non sapevo se sarei riuscita a leggere il post senza piangere. Infatti non ce l’ho fatta. Resti sempre la ragazza che, parlando della Thailandia, mi ha fatto cambiare un viaggio già deciso, capace di emozionarmi profondamente e portarmi lì, nella terra che ho tanto amato. Grazie…
    Ti abbraccio,
    Claudia B.

  3. lavaligiainviaggio

    Non c’era niente di più bello che potessi dire per gonfiare la mia autostima. Quando ripenso alla Thailandia mi convinco sempre di quanto sia bello conoscere altre culture, di quanto abbiano da insegnarci. La calma, la pazienza, la buona educazione… solo alcune delle cose che mi hanno mostrato attraverso il buon esempio.
    Ti abbraccio Claudia

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