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Itinerario di sei giorni a New York (prima parte)

Pubblicato da il maggio 24, 2018
New York: itinerario di 6 giorni

New York: itinerario di 6 giorni

New York è una città talmente grande che quando ho dovuto preparare il mio itinerario non sapevo neanche da dove iniziare a visitarla.

Con qualche incertezza ho poi deciso di scoprirla a partire dal luogo che più la identifica: Time Square.

Certo, questo non significa che New York è caotica tanto quanto la piazza appena citata ma è anche vero che ogni primo dell’anno Manhattan ricomincia da Time Square, tra le luci al neon, le vetrine e i teatri di Broadway.

Eccovi dunque la prima parte del mio itinerario, rivisto per voi alla luce degli errori fatti (di quelli che fanno perdere solo tempo) e delle scelte azzeccate (di quelle che invece aiutano a non sprecare neanche un minuto).

I miei primi 3 giorni a  New York

Primo giorno: Time Square, Central Park e il Museo di Storia Naturale

 

Time Square

Time Square sbriluccica di insegne al neon, locali appariscenti, folla di turisti che aumenta col passare delle ore. New York senza Time Square, non sarebbe New York.

Dopo aver tastato un cannolo dal celebre Buddy, meglio conosciuto come il “Boss delle torte” (e mi dispiace ma i suoi non arrivano manco col pensiero a un cannolo italiano), dopo aver scattato foto qua e là ed essere entrata in più di un negozio, sono andata dritta dritta al Museo di Storia Naturale, sul lato sinistro (se così possiamo dire) di Central Park.

New York: itinerario di 6 giorni

Time Square

Il Museo di Storia Naturale e Central Park

“Interessante, meraviglioso, incredibile…” sì, insomma, aggiungete tutti i complimenti che avrebbe potuto riferirmi una signora con al seguito un gruppo di bambini, all’uscita dal Museo.

Non mi aspettavo di incontrare Ben Stiller ma più atmosfere da “Notte al museo” sì. Gli interni, pur splendidi, non sono gli stessi del film e una coda di persone in attesa di farsi una foto insieme al protagonista della scena “scemo-scemo, gomma-gomma” (presente nel film), lascia immaginare che non fossi stata l’unica a farmi determinate aspettative.

A titolo informativo vi dico che il biglietto per l’entrata al Museo è a vostra discrezione nonostante il prezzo consigliato. Volendo potete spendere un dollaro a testa.

New York: itinerario di sei giorni

Museo di Storia Naturale

Appena fuori dal Museo c’è Central Park. E’ incredibile quanto sia grande il polmone verde di New York. Chiunque possa averne una visuale dall’alto potrà rendersene conto. Tracciate il percorso che vi porti a vedere i luoghi più celebri del Parco (ne ho parlato qui).

New York: itinerario di 6 giorni

Central Park

Secondo giorno: Statua della Libertà, Ellis Island, Financial District e MoMA

 

Liberty Island ed Ellis Island

Credevo che la Statua della Libertà fosse più grande e più vicina a Manhattan, credevo perfino che fosse meno fiera ed elegante di quanto è in realtà.

Il biglietto del traghetto che vi conduce all’Isola della Lady Liberty, vi consentirà l’accesso anche a Ellis Island, là dove un tempo tutti gli immigrati che avevano la speranza di ricominciare dall’America, dovevano sottoporsi a una lunga e severa trafila di controlli prima di essere ammessi in città. Commovente, interessante, da non perdere.

Mi sono recata di buon mattino al punto di partenza dei traghetti per Ellis e Liberty Island (Battery Park) così da non dover fare le ore di coda di cui molti parlano. Badate che i vostri zaini saranno sottoposti a un controllo neanche foste in aeroporto. Se non ricordo male questo non vi permetterà di portare con voi bottigliette di acqua. Nell’Isolotto della Lady Liberty, ci sono bancarelle che vendono acqua a caro prezzo. Voi siate più furbi e fate rifornimento alla fontanina nei pressi della toilette (proprio a Liberty Island).

New York: itinerario di 6 giorni

Liberty Island

Dal Financial District al MoMA

Di ritorno da Ellis Island, le tappe successive, anche per vicinanza con Battery Park, sono state una visita al Toro di Wall Street, affollatissima di gente impazzita per fare le foto, Wall Street (in particolare gli edifici del New York Stock Exchange e della Federal Hall) e Trinity Church. Da qui, con un salto temporale interrotto dalla metropolitana, sono andata al MoMA.

Lo ammetto, era il giorno e l’ora dell’entrata gratuita (ho risparmiato dove potevo). La mole di opere famosissime è straordinaria. Per ogni altro dettaglio sul MoMA leggete il post che lo riguarda.

New York

Wall Street

New York

Trinity Church

New York

MoMA

Terzo giorno: Ground Zero, Chinatown, Little Italy, High Line e Time Square

 

Il World Trade Center

La zona dove un tempo sorgevano le Torri Gemelle è anche quella più commovente di tutta Manhattan. Il ricordo di quel giorno, con le immagini viste in diretta TV, è ancora così vivido che non ci sono parole per descrivere le emozioni che suscita questa parte di New York.

Il monumento commemorativo del FDNY Memorial, dedicato agli eroi di quel giorno, ripercorre i fatti. Due aerei partiti da Boston colpiscono le torri gemelle che si accartocciano su sé stesse cancellando storie e vite di quasi tremila persone. Forse non ci farete caso ma questo memoriale in bronzo sorge proprio all’esterno della caserma dei vigili del fuoco, la stessa che quel giorno ha visto coinvolti i suoi uomini e la stessa che è stata trascinata via da quel polverone di cenere e macerie che ha devastato la zona.

New York

FDNY Memorial

Le due enormi vasche del Memorial Pool, con i nomi di chi ha perso la vita e che hanno “riempito” lo spazio lasciato vuoto dalle torri, è un altro momento toccante del viaggio a New York. Chi vuole può approfondire la storia dell’11 settembre, attraverso il materiale raccolto nel National September 11 Museum.

Oggi la Fredoom Tower (detta anche One World Trade Center) ha cambiato ancora lo skyline di New York e rappresenta sicuramente una rinascita per tutta la città. Chi lo desidera può godere la vista dalla terrazza panoramica, pagando un biglietto per accedere ai favolosi ascensori Sky Pod.

In zona non potrete non notare l’Oculus, complesso dalla straordinaria architettura al cui interno ci sono la stazione metro e una serie di negozi. Poco distante la St Paul’s Chapel che nei giorni successivi all’11 settembre diventò un punto riferimento per tutti i soccorritori.

New York

World Trade Center

Chinatown e Little Italy

Prima di arrivare a Chinatown ho fatto una sosta al Quartiere Tribeca per cercare la caserma dei vigili del fuoco che ha fatto da set al film dei Ghostbusters. Da Hook & Ladder 8 ho proseguito in metropolitana verso Chinatown e Little Italy. Badate bene che se ci venite di sera non ci sarà nulla di quello che di giorno riserva il quartiere cinese.

Impressioni? Sembra di essere catapultati in Asia. Per quello che posso dire di Little Italy, carina certamente ma nulla di più.

New York

Chinatown a New York

New York

Hook & Ladder 8

La High Line

Ben diversa è la calma atmosfera che si respira sulla High Line, vecchia tratta ferroviaria riutilizzata come punto di passeggio. In zona non perdetevi il Chelsea Market e fate caso all’architettura del’edificio nato dalla mente di Zaha Hadid.

New York: itinerario di 6 giorni

High Line

New York

High Line

Time Square a sera

A serata sono tornata a Time Square per vederla nel suo “abito da sera”. Non sarà nemmeno l’ultima volta in cui tornerò in questo posto prima della fine del viaggio. Sono certa che sarà così anche per voi.

Non c’è niente da fare, Time Square è l’ombelico di New York.

 

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Leggi anche:

Viaggio a New York. cosa sapere prima della partenza

 

8 Responses to Itinerario di sei giorni a New York (prima parte)

  1. Silvia The Food Traveler

    Pensa che di tante volte che sono stata a New York non ho mai avuto occasione di vedere il museo di storia naturale, e ora che ci penso mi manca pure la high line! Direi che è proprio ora di tornare.

    • lavaligiainviaggio

      Anche io devo recuperare tante cose! Spero di tornarci. Ecco, New York e Londra sono due tra le città dove voglio tornare.
      Auguriamocelo! 😉
      Baci Silvia

  2. L'OrsaNelCarro

    Mamma quanto mi sarei divertita nel museo di storia naturale e poi che te lo dico a fare che avrei cacciato la mia migliore faccia tosta per entrare nella caserma per farmi una foto di gruppo con i vigili del fuoco di NY *__* ci sarei andata in pellegrinaggio proprio 😛 E invece Central Park sarebbe un sogno per me, dimmi che effetto fa passeggiarci? 🙂

    • lavaligiainviaggio

      Ecco, la vorrei aver avuto pure io la faccia tosta. Sai che però ho sbirciato dentro e al muro c’erano appese cose sicuramente dell’11 settembre come il casco da pompiere tutto bruciacchiato. Central Park…l’effetto è di stare sognando. Un parco enorme che non sempre riesci a intravedere i grattacieli intorno. Un altro mondo. Meraviglia. 🙂

  3. Claudia B. Voce del Verbo Partire

    La mia città 😍! D’accordo, non lo è ancora, ma la sogno da così tanti anni che ormai sento di conoscerla. E non solo nel senso che desidero andarci: New York mi ha letteralmente inseguito nei sogni fino a quando non è stata certa che l’avrei raggiunta!
    Questa tua guida è perfetta Tizzi, esattamente ciò che serviva a me. Ho bisogno di capire come dividere le giornate da trascorrere nella grande mela e adesso inizio ad averne un’idea. Corro a leggere il secondo!
    Ps: non mi avevi detto di essere stata da Buddy 😍!
    Un bacione,
    Claudia B.

    • lavaligiainviaggio

      E’ un sogno NY. Forse proprio perché da sempre il cinema l’ha portata nel nostro immaginario.
      Buddy! Ho voluto assaggiare il cannolo proprio perché volevo un confronto con quello italiano.
      Mi dispiace ma devo bocciarli. Però non vedo l’ora di sapere cosa ne pensi tu.
      Bacioniiiii

  4. Ale e Kiki - untrolleyperdue.it

    Ogni volta che leggiamo New York nel titolo di un articolo il magnetismo è incredibile! La Grande Mela ce l’abbiamo nel cuore e non smetteremmo mai di leggerne! 🙂
    Il tuo itinerario Tiziana è perfetto per iniziare a conoscere la città e condividiamo le impressioni su Ground Zero: la prima volta che abbiamo visitato l’area era nel Dicembre del 2013, quando ancora era tutto un lavoro in corso. Allora si entrava poco alla volta e ti assicuro che l’atmosfera, nel gelo di una New York con la neve, era assolutamente da brividi, come potrai immaginare non solo di freddo. Le gigantesche vasche sembravano raggiungere le profondità della terra e il Survivor Tree circondato dal nulla simboleggiava tutto quello che era stato perso. Leggere sul bordo marmoreo delle vasche i nomi delle persone morte era straziante, pensavi a tutto il male di cui l’uomo è capace ed era (è!) una sofferenza indicibile.
    Non siamo invece mai stati ad Ellis Island, ma leggendo le tue impressioni mi sembra sia una tappa da non perdere: buono a sapersi! 😉

    • lavaligiainviaggio

      Quei nomi…avevo il nodo alla gola. Sembra tutto così vicino nel tempo!
      Ellie Island anche è una storia commovente. Tutte quelle speranze, quei sogni. Però ecco, il lieto fine lo intravedi. Dovete recuperarla!
      Grazie mille per il commento ragazzi.
      Vi abbraccio! 😉

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