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Dimensione Ayuthaya: impressioni e informazioni utili

Pubblicato da il Febbraio 3, 2017
Ayuthaya, Thailandia

Ayuthaya, Thailandia

L’ antica capitale del Siam, Ayuthaya,  ha il sapore di un’altra Thailandia, diversa da quella dei Wat splendenti di scintillii e decorazioni di cui è ricca Bangkok.

Dichiarata Patrimonio dell’Umanità, Ayuthaya custodisce i tesori di un tempo, quelli che testimoniamo di un glorioso passato che, tuttavia, ha avuto anche una fine.

Ayuthaya

Ayuthaya è come un libro aperto. Non si legge ma si respira nelle sue atmosfere. Le rovine, le enormi statue dei Buddha, la pace, la preghiera, il verde tutt’attorno.

Se andate a Bangkok non potete non provare ad aprire quel libro per ascoltarne il canto silenzioso di ciò che è stato. Ha una energia particolare, come se i suoi antichi abitanti fossero ancora lì, bloccati in una dimensione temporale.

Ayuthaya

Ayuthaya

Immagino che da qualche parte debba esserci una porta attraverso la quale fare un salto nel passato. Se ci fosse, vedremmo i fasti,  la maestosità di una città dalla bellezza straordinaria.

Vedremmo gli abitanti ridare vita al tessuto urbano attraverso vie composte di stupa dorati: gente proveniente da ogni dove, dedita al commercio, all’arte, alla cultura.

Credo che Ayuthaya, a modo suo, sia ancora viva. Sento che non è risolta, come se rivendicasse ancora di non  essere riuscita a chiudere davvero un lungo capitolo di storia.

Wat Maha That, Ayuthaya

Per raggiungere Ayuthaya ho scelto i minivan in partenza all’uscita della metropolitana di Victoria Station, al lato della rotonda di Victory Monument per essere più precisi.

Un’ora per capire le dimensioni enormi di Bangkok, dalla quale sembrava di non uscire mai. Poi le strade prive di grattacieli tutt’attorno fino ad arrivare in quell’angolo di “paese” che fai fatica a comprendere.

Sono arrivata ad Ayuthaya frastornata, pensando di poter raggiungere a piedi un qualche ingresso per il complesso dei Wat che sono sparsi al centro di un’isola delimitata da tre fiumi.

Ayuthaya

Wat Phu Khao Thong, Ayuthaya

Nel giro di poco spariscono quasi tutti: i ragazzi che erano con noi in minivan, i thailandesi che li avevano presi d’assalto per convincerli a seguirli nei loro tuk tuk da sei posti.

Siamo rimasti in sei davanti a quella grande mappa dell’isola di Ayuthaya: due italiani (io e mio marito), due ragazze francesi e due spagnole. Bastano i nostri sguardi per intenderci che di là in poi avremmo trascorso la giornata insieme.

L’ultimo temerario attrezzato di tuk tuk ci spiega che le distanze non permettono di visitare a piedi l’intera isola. Qui l’alternativa sarebbero le biciclette o gli elefanti. Sempre che non abbiate una guida privata. Con 150 Bath a testa condiviamo il tuk tuk che ci porta da un Wat all’altro.

Wat Phu Khao Thong, Ayuthaya

Salire su per quegli antichi gradoni, le grandi statue di Buddha ricoperte da un telo arancione, il passo lento e stanco degli elefanti, i prati, l’aria serena… forse sono troppo sensibile perché non riesco ancora a capacitarmi del fatto di sentire viva l’antica capitale del Siam.

Quando sono davanti alle statue decapitate, presso Wat Maha That, ho perfino la sensazione di sentire la delusione del popolo del Siam per aver perso una battaglia. I Birmani non si limitarono a saccheggiare l’antico regno thailandese. Lo distrussero ponendo fine ad un’epoca.

Wat Maha That, Ayuthaya

Wat Maha That, Ayuthaya

Nel complesso di statue e stupa del Wat Maha That c’è la testa di un Buddha, rimasta incastrata tra le radici di un albero.  Tra le varie ipotesi, si dice anche che durante la furia dei birmani, finì accidentalmente o volutamente, tra le radici di quell’enorme albero. Con il tempo le radici l’hanno stretta in un abbraccio che è tra i più fotografati al mondo.

Ha gli occhi sognanti questo Buddha. Forse, mi dico, nel suo sonno sereno riesce ad essere nella dimensione antica di Ayuthaya, quando le strade erano vissute e tutto splendeva di colore e arte.

Wat Maha That, Ayuthaya

Ayuthaya

Informazioni utili

Potete raggiungere l’antica capitale del Siam con i minivan o con il treno.

Al vostro arrivo noleggiate una bici (appena fuori dalla stazione dei treni) o utilizzate uno dei tuk tuk appena scesi dal minivan. Inutile dirvi di trattare e di dividere la spesa con altre persone (come ho fatto io).

All’interno del parco, sull’isola delimitata dai tre fiumi, non tutti i Wat hanno l’ingresso gratuito. Tuttavia i prezzi sono davvero irrisori.

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Ayuthaya dimension

Ayuthaya, former capital of Siam, hasn’t the same atmosphere of the modern Thailand, full of Wat so rich in golden decorations.

Ayuthaya, declared a World Heritage Site, had a glorious past.

It’s like an open book. Its ruins, the enormous statues of Buddha, the peace, the prayer… everything speaks of its history.

If you are going to Bangkok you should try to open that book to listen to the silent song of what it was. It has a particular energy, as if its ancient inhabitants are still there, stuck in a temporal dimension. 

I imagine that somewhere there’s a door through which to jump into the past. If there was, we would see the glory and the beauty of a wonderful city.

I went to Ayuthaya by the minivan departing from the Victory Monument (not far from the exit of the Victoria Metro Station).

An hour to understand the enormous size of Bangkok. Then the streets devoid of skyscrapers all around until you get in a corner of “country”. When I arrived in Ayuthaya, I was confused. I thought we could walk until to the temples, in the middle of an island bounded by three rivers.

In a short time almost everyone disappear: the guys who were with us in the minivan, the Thais who tried to convince them to use their tuk tuk for six people.
We were six in front of a big map of the island of Ayuthaya, two Italians (my husband and I), two French and two Spanish girls.
The last man with a tuk tuk, explained that the park to visit was too big for going on foot.
Each of us paid 150 Bath and so we shared his tuk tuk for going from a Wat to another.
The alternative were a bicycle, the elephants or a private guide.

High palaces, large statues of Buddha covered with an orange cloth, the slow pace and tired of the elephants, the green meadows, the air of serenity, the beheaded statues of Wat Maha That…
The Burmese looted and destroyed Ayuthaya, putting an end to an era.

At the Wat Maha That, there is also the head of a Buddha that remained among the roots of a tree. It is said that during the fury of the Burmese, it fell among the roots and with time they grew closing the head in a hug.

This Buddha seems so peaceful. Maybe, I think, he can see the old beauty of Ayuthaya, when the streets were full of life, colours and art.

Useful information.

You can go to the ancient capital of Siam by minivan or by train.

Upon your arrival, rent a bike (just outside the train station) or use one of the tuk tuk when you’ll be out of the minivan. Needless to tell you, to bargain and share the cost with other people (like I did).

Inside the park, on the island bounded by three rivers, not all temples are free admission. The prices, however, are really cheap.

 

3 Responses to Dimensione Ayuthaya: impressioni e informazioni utili

  1. Claudia B. Voce del Verbo Partire

    Sarà che ormai la decisione è presa, ma leggere il tuo post mi ha emozionata. Che descrizioni meravigliose, che luogo incantato?
    Alla fine mi sono ritrovata con le lacrime agli occhi, non solo per le sensazioni che ho rivissuto insieme a te, ma anche al pensiero di una civiltà distrutta….
    Quanto bello e, allo stesso tempo, quanto male può fare l’uomo.
    Metto da parte anche questa escursione: aggiudicata per il viaggio ?
    E che foto belle!
    Baci, Claudia B.

    • lavaligiainviaggio

      Grazieeee! Si, da Bangkok la raggiungi in poco più di un’ora se vai in minivan. Il treno non te lo consiglierei francamente. Dei ragazzi italiani mi hanno detto che c’hanno messo molto più tempo. Poi nel minivan stai comoda comoda.
      Aspetto di riviverla con le tue sensazioni!
      Bacissimi Claudia!

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