Una strada in salita, i vicoli acciottolati, le chiese, i giardini, un grande castello, l’atmosfera romantica e l’impressione di aver visto davvero principesse venute fuori da una fiaba più che dal passato. Comincia così la mia scoperta del Castello di Praga.


Il quartiere del Castello
Arrivo a mezzogiorno, in tempo per il cambio della guardia con tanto di fanfara che suona sul balcone del Vecchio Palazzo Reale, dove, da qualche parte, lavora l’attuale Presidente della Repubblica Ceca.
La folla di presenti si riunisce attorno alle guardie che con movenze lente e precise, sincronizzano i passi. Un’atmosfera che sa d’altri tempi.

Quando tutto finisce c’è ancora una coppia di sposi dagli occhi a mandorla che è in posa per le foto ricordo.
Alle loro spalle c’è la Cattedrale di San Vito, certamente l’edificio più imponente di tutto il Quartiere del Castello.


La cattedrale e il Palazzo Reale
Qui, tutto ha un prezzo. Se pure sarete liberi di accedere gratuitamente ai cortili e ad un’ampia zona della stessa Cattedrale, dovrete munirvi di biglietto e, se vorrete fotografare gli interni, pagare uno speciale permesso.
La cattedrale è un libro di leggende, dettagli di vicende della storia degli antichi reali. La Cappella di San Venceslao, tra l’altro sepolto nella stessa cattedrale, attira la mia attenzione. Cerco di orientarmi per comprendere quale sia la porta nord. Voglio individuare il battente dove Venceslao, oggi santo e protettore di Boemia, si aggrappò dopo essere stato ferito a morte dai sicari di suo fratello.

Il Vecchio Palazzo Reale vi farà respirare le atmosfere di un tempo: le stanze, gli arredi, i particolari che solo Alberto Angela potrebbe raccontare con passione e accuratezza.
Il vicolo d’oro
Io invece, mi guardo intorno incosciente di buona parte di ciò che vedo. So solamente che quel biglietto l’ho acquistato per avere accesso ad una piccola strada: quella del Vicolo d’oro. E’ qui che Franz Kafka visse per un periodo.


Destinate in origine alle Guardie del Castello, queste casette furono poi abitate dagli artigiani. Protette da vetri, gli interni delle case sono state arredate come dovevano essere anticamente. C’è perfino un piccolo cinema dall’atmosfera vintage (che io adoro).
Al civico 22, oggi c’è una libreria e non è un caso che si trovi qui, essendo stata la residenza dello scrittore del celebre romanzo “La metamorfosi”.
“Un medico di campagna” fu l’opera che Kafka scrisse in questo stretto e piccolo vicolo racchiuso nelle mura del Castello.



Kafka si lascia respirare un po’ in tutta Praga. Nel Quartiere ebraico c’è la statua che lo ritrae sulle spalle di quel genitore di cui scrisse ampiamente in “Lettera al Padre” mentre a Palazzo Kinsky, nel cuore di Piazza della Città Vecchia, dove per altro studiò, suo papà Hermann aveva un negozio.

Fuori dalla cinta muraria del castello, uscendo dal Primo Cortile, potrete proseguire lungo le romantiche vie praghesi, passando per Loreto che, come l’omonima città italiana ha la sua casa della Vergine Maria, fino a scendere verso il Piccolo Quartiere, ricco di atmosfere. Di questo ve ne scriverò un’altra volta.


Uhhh ma io a Loreto non ci sono stata, ma che zona era? Sono scesa dal castello ed ho proseguito per Kampa verso la casa danzante (a piedi, sob). Allora aspetto il tuo post per saperne di più.
Visto che belle le casette del vicolo d’oro? Anche se le ricostruzioni interne sono turistiche le ho trovate davvero commoventi! Alcune mi hanno lasciata veramente senza parole! *_*
A presto!
In verità non ci sono entrata per sfuggire al ticket e al temporale in arrivo. Ti dico però, che scendendo giù dal Primo cortile del castello, verso il Quartiere di Malastrana, era in cima a una strada in direzione della piccola Torre Eiffel.
Il cinema del Vicolo d’Oro… io l’ho adorato.E pure le casette.
Ciao Daniela! 😉