Avete deciso la vostra prossima meta di viaggio, comprato la guida e stilato il vostro itinerario, completo di cose da fare e luoghi da non perdere.

Non dimenticate che conoscere le principali regole del Paese ospitante è importante tanto quanto la lista di attrazioni da visitare.

Paese che vai, usanze che trovi

E’ recente la notizia dei due italiani arrestati per aver strappato la bandiera thailandese. Hanno rischiato due anni in gattabuia ma se la sono cavata con le pubbliche scuse.

“Da noi la bandiera non è così importante” pare che abbiano detto.

 Per quanto possiamo ritenere discutibile una regola di comportamento (e lo stesso dicasi per la pena), non possiamo non riflettere sul fatto che la legge non ammette ignoranti.

Se in Italia le pene conseguenti a una bravata apparentemente innocua, non sempre sono applicate, il “vilipendio della bandiera“, in realtà,  è riconosciuto anche dalla legge italiana. Altro che “da noi non è così importante”.

Per evitare problemi simili ai due ragazzi fino a qui citati, credo che le cose da fare quando si viaggia, siano essenzialmente due:

  1. ricordarsi che siamo ospiti e chiederci cosa non vorremmo che qualcuno faccia a casa nostra;
  2. conoscere le principali regole di comportamento da non trasgredire, per quanto discutibili ci possano sembrare.
 Vediamo cos’altro può succedere quando non si rispettano le regole del Paese che si sta visitando.

Restiamo in Thailandia.

Confermo nella maniera più assoluta che i Thailandesi meritano l’appellativo di “popolo del sorriso”. Non ne approfittate però, la loro disponibilità deve essere direttamente proporzionale al loro esigere rispetto e buona educazione. E’ scortese accarezzare un bambino sulla testa, sfiorare un monaco buddista se siete donne o usare i piedi per arrestare la corsa di un vattelapesca oggetto. Se in questi casi ve la caverete con una severa occhiataccia, ricordatevi che la lesa maestà è severamente punita.

Non osate dare giudizio alcuno nemmeno se siete nella vostra cameretta, lontani dall’Asia. Nel 2011 un blogger americano fu arrestato appena ebbe messo piede in Thailandia, per aver pubblicato, sebbene fosse in America, un link relativo a un libro ritenuto offensivo per la Famiglia Reale tanto da essere stato vietato in Thailandia. Non fatelo perchè se poi andate in Thailandia, non vi aspetteranno di certo a braccia aperte.

Facciamo un salto in Arabia Saudita.

Siete donne? Non mettetevi alla guida nemmeno se siete la più celebre “pilota” del mondo. Anche se è in corso un notevole impegno per abolire definitivamente il divieto che impedisce alle donne di stare al volante, c’è ancora molto da fare. Nel 2014 Loujain e Maysa furono arrestate per essere state sorprese alla guida.

Paese che vai

A proposito di celebrità. Quand’anche lo foste, non pensate di poter fare i furbi. Posare a favore di macchina fotografica, pur essendo scoperta solo in volto, non è bastato a Rihanna per evitare di farsi cacciare dalla moschea di Abu Dhabi. Praticamente, cara Rihanna, la sensuale la vai a fare nel tuo paese!

Se poi non sono le pose a essere sgradite, può essere che sia l’intero scatto a essere vietato. E quand’anche non lo fosse, pensateci due volte prima di rendere pubblica una fotografia che è lecita solo se è ad uso personale (come nel caso degli interni di molti Musei). Ad un turista italiano è costato l’arresto, aver fotografato la cittadina cinese di Larung Gar.

Se invece siete genitori e vostro figlio mette a dura a prova la pazienza, non ve la fate scappare (la pazienza intendo). In Svezia è assolutamente vietato dare uno schiaffo al proprio figlio. Su Panorama sono riportati più di un caso di padri italiani arrestati per aver provato ad usare le maniere forti con la prole.

Fate in modo di non trasformare una vacanza in un inferno. Prima di partire informatevi e consultate siti quali Viaggiaresicuri.

8 Replies to “Paese che vai, usanze che trovi”

  1. Posto che i due cretini italiani andrebbero pubblicamente messi alla gogna, non conoscevo tutte le usanze/regole che hai citato, ci vorrebbe davvero un galateo del viaggiatore con le istruzioni per l’uso di ogni singolo paese.
    E’ anche vero però che certe cose che per un popolo sono considerate irrispettose per noi invece sono normali: ad esempio ho scoperto, sempre grazie a un blog di viaggi, che soffiarsi il naso in pubblico in Giappone sia da maleducati!
    Loro tirano su col naso in continuazione e piuttosto indossano le mascherine (e dio solo sa cosa succeda all’interno bleahhh 😛 ) pur di non soffiarsi il naso in pubblico! Mah?!
    A presto! :*

    1. Ah! Non vedo l’ora di andare in Giappone per uno scambio “culturale” in merito alle modalità di espletamento dei muchi del naso. Nel confronto spiegherò al fortunato i benefici dello smoccolamento (compreso quello stile “pulizia da salotto”). Loro, in cambio, mi spiegheranno come fanno. Poi ti farò sapere. Ciao sorella Orsa!

  2. Concordo in pieno sul fatto di adeguarsi alle tradizioni e agli usi dei paesi ospitanti. Prima di partire meglio informarsi bene, al fine di evitare problemi.
    I due ragazzi con l’episodio della bandiera hanno voluto fare gli splendidi, ma hanno rischiato grosso.. che polli!! ?

    1. A quell’età è facile fare le bravate. Penso fosse facile pure pensare che non fosse tanto grave da rischiare grosso. Purtroppo la mole di leggi è tale che finiamo tutti per essere un tantino ignoranti ma, come scrivevo, la legge non ammette l’ignoranza. Perciò, come scrivi anche tu, meglio informarsi e adattarsi a usi e costumi dei paesi che ci ospitano. 😉

  3. La questione è sempre una: rispetto. E ci sono nel mondo tante leggi che non vengono rispettate perchè ‘tanto non succede nulla’. Ti faccio un esempio: hai mai notato che le foto che trovi sul web di Uluru sono sempre tutte dallo stesso lato? Questo perchè l’altro lato (il ‘dietro’ in pratica) è sacro agli aborigeni (e ha una superficie completamente diversa, mi sono stupita quando l’ho visto!!!) e, passeggiando lungo il perimetro, ci sono cartelli OVUNQUE che chiedono il favore di non fotografarlo nè fare video. Se si desidera fare foto a Uluru c’è pur sempre l’altro lato, che si può riprendere senza problemi.

    Pensi che la gente segua queste indicazioni? Maffigurati, un sacco di imbecilli a fare foto e filmini, davanti ai cartelli ?please don’t take photo’. Anche quello è un veto, non punibile perchè non facente parte della ‘nostra’ legge, ma sempre veto è, anche se del popolo aborigeno.

    Il rispetto è inversamente proporzionale ai deficienti che, purtroppo, in giro sono tanti.

  4. In certi casi purtroppo il problema di tutto è la mancanza di rispetto: ricordo a Barcellona dei ragazzi inglesi che facevano la pipì per strada, “nascondendosi” negli androni dei palazzi. Sicuramente non si possono giustificare dicendo che a casa loro “va bene così” 😉
    Forse tutto sommato ai due cretini italiani che hanno strappato la bandiera lo spavento servirà di lezione!
    Buon weekend 🙂

    1. Vero, l’ignoranza delle norme sarebbe presto combattuta se alla base ci fosse il rispetto. Insomma, io non vorrei mai che qualcuno venisse a casa mia a strappare cose o ad invadere il mio spazio come se niente fosse. Allo stesso modo evito di essere irrispettosa a casa degli altri.
      Buon weekend a te Silvia!:)

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