neLe favole ce lo insegnano sin da bambini: il male e il bene convivono come due facce della stessa medaglia.

Io sono per un mondo migliore
Io sono per un mondo migliore (Immagine da @SkyTG24, twitter)
Il male ci scuote, ridesta le coscienze o le tiene ingabbiate in patetiche convinzioni.
Il bene fa miracoli.

Ancora una giornata assurda quella del 19 dicembre. A pochi giorni dalla frenesia del Natale, tra luci e speranze, si riaffaccia l’incubo degli attentati, quelli legati a matrici che professano di agire in nome di un loro dio.

Non voglio cadere nel pregiudizio per cui essere musulmano significa poter diventare un potenziale terrorista.

Piuttosto credo che il male è ovunque: nelle nostre città, nelle nostre case, perfino dentro ciascuno di noi.

Il male è il frutto di un precario equilibrio su cui reggiamo. Basta poco per cedere alla tentazione. Bastano l’infelicità, le delusioni, l’insoddisfazione.

Oggi ci fa paura il terrorismo ma a me, per intenderci, spaventa anche la strage di donne che ogni giorno, ogni santo giorno, si ripete in un Paese Occidentale, per mano di un Occidentale.

Nessun gesto frutto del male è giustificabile ma se avessimo solide basi su cui poggiare quel “precario” equilibrio dell’animo di ognuno di noi, probabilmente ridurremmo il rischio di sentirci infelici.

Il pensiero riportato dai media è quanto si possa vivere all’insegna del terrore: evitare i luoghi affollati, evitare i Paesi mediorientali anche se non sono direttamente coinvolti in guerre, evitare di viaggiare, evitare di andare ad un concerto, evitare di essere nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Voglio credere che un mondo migliore esiste davvero.

Voglio credere che il bene esiste a prescindere dalla cultura di appartenenza, dalla religione che si professa.

Che un mondo migliore esiste davvero, me lo ricordano le parole scambiate con la gente di Giordania, i gesti buoni dei thailandesi, l’aiuto disinvolto dello sconosciuto quando sei in panne con l’auto, le anziane signore che sanno essere nonne di tutti, il ragazzo francese che viaggia insieme a te per aiutarti a fare i cambi giusti nel percorso in treno.

Il mondo migliore esiste ed è negli occhi di tanti sconosciuti pronti ad aiutare, dal volontario alla persona che incontri per strada mentre va al lavoro.

In quella parte di mondo migliore, c’è ancora chi crede che siamo tutti uguali, indipendentemente da quello in cui si crede.

Nel mondo migliore c’è chi non giudica chi in testa ha un velo, chi va in giro con i capelli blu, chi entra in chiesa piuttosto che in una moschea.

Credo alla gente felice, alla gente curiosa di conoscenze, a chi sa fare di una canzone lo stesso cielo per tutti, di una gara sportiva l’occasione per essere insieme.

Credo all’universalità delle espressioni facciali, all’esistenza dei neuroni a specchio, capaci di farci condividere emozioni, alla capacità di comunicare di mani e sguardi; credo a chi sa usare le differenze culturali per arricchire il proprio animo.

Ho fiducia nel potere della felicità e al fatto che siamo tutti di passaggio.

Io sono “per un mondo migliore”.

 

 

4 Replies to “Io sono “per un mondo migliore””

  1. Ciao Tiziana io invece spesso mi chiedo se tutta questa morbosità nei tg, nei talk, nei #preyfor ecc non faccia da cassa di risonanza per tutto questo “male” inteso come femminicidio/terrorismo/violenza &Co.
    Il messaggio che ormai passa è questo:
    Uccido-nego-mifaccioqualcheanno-esco-facciointerviste-diventofamososuisocial”
    Il male è ovunque, è innegabile e CREDO che non debellarlo sia una cosa voluta.
    Oggi ci sono strumenti con cui si controlla anche quante volte si entra in bagno e secondo te non riescono a prevedere gli spostamenti di gente intenzionata ad ammazzare centinaia di persone?
    Non ultima la storiella del terrorista ucciso PER CASO nel nostro territorio. Davvero c’è stata tanta incompetenza e incapacità a farlo muovere così liberamente?
    Io non ci credo perchè se davvero così fosse stiamo inguaiati forte!
    Scusa lo sfogo…ti abbraccio! 🙂

    1. In effetti me lo chiedo anch’io. Forse i documenti falsi, le informazioni esatte per sviare i controlli, gli agganci giusti…
      Il male è ovunque tanto quanto la corruzione, che sembra fare meno paura e che addirittura è nascosta ma ben diffusa. Un pò come il film di Pif, volenti o nolenti, le nostre vite si lasciano influenzare da eventi e situazioni con cui pensiamo di non avere nulla a che fare.
      Nonostante tutto voglio credere alla famosa goccia nel mare. Voglio essere una goccia tra tante che fanno un oceano. Una goccia nel deserto, più rara… bè, quella mi piacerebbe ma non credo proprio di essere una santa.
      Grazie per aver lasciato il tuo sfogo-pensiero. Ciao Daniela.

  2. Post ricco di riflessioni profonde e molto intense. Mi rifaccio poi ai commenti tuoi e di Dani, chiedendomi a mia volta quanto a livello globale, non si voglia fermare tutto questo. Si voglia anzi aumentare il terrore, diffonderlo e non bloccarlo.
    Io sono arrabbiata con le potenze occidentali, tanto quanto lo sono con gli estremisti islamici (non con i musulmani, attenzione), perché penso che stiano combattendo dalla stessa parte della barricata. Queste non sono vittime della religione, ma del dio denaro e della politica. Esattamente come durante le crociate!
    E ciò che mi fa male, è che le persone non capiscono che i musulmani sono vittime come tutti. Cento volte peggio, poi, perché la loro religione suscita subito paura.
    Lo scorso anno siamo stati in un villaggio di pescatori di religione musulmana. Io avrei voluto far vedere la bellezza e la libertà di queste persone. Convinta comunque che a stento le persone avrebbero capito. Perché anche chi era lì con noi, ha avuto il coraggio di dire: si, ma questi sono musulmani “così”…
    Così come? Vuoi, magari, dire sono musulmani, da non confondere con gli estremisti islamici? Perché questo avrebbe senso.
    Capisci Tizzi? Siamo in un bozzolo di terrore, odio ed ignoranza, alimentato ogni giorno dallo stesso stato che dovrebbe combattere il terrorismo….
    Un abbraccio,
    Claudia B.

    1. Riflessione profonda la tua. Ecco, chi si apre alle altre culture capisce quanto siamo tutti umani. più di quanto potrebbe capire chi è chiuso nelle proprie convinzioni prive di fondamento. Eppure è così bello quando ci si apre al confronto, facendo sì che questo confronto sia costruttivo per tutti.
      Ti abbraccio forte Claudia!

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