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Wanderlust: malati di viaggio

Pubblicato da il Novembre 24, 2016
wanderlust: malati di viaggio

wanderlust: malati di viaggio

Ci sono il passaparola, le catene di Sant’Antonio e… le catene di Sant’Antonio.

Probabilmente avrete voglia di correggermi, spiegandomi che nel caso di cui sto per scrivere,  trattasi in realtà di tag con relative nomination. Ma a meno che non siamo al Grande Fratello e stiamo giocando ad eliminarci a vicenda affinché solo e soltanto uno possa aggiudicarsi la vittoria, io ribadisco che no, qui trattasi di catena di Sant’Antonio.

Immaginate di avere come sottofondo quel celebre brano musicale utilizzato da secoli or sono per farci la sigla di Quark o Super Quark, che dir si voglia. Ecco, ora aggiungete una calda voce seriosa che vi spiega che per Catena di Sant’Antonio s’intende quel genere di “io dico a te”, “tu dici a un altro”, con i due diversi scopi di far conoscere una qualsivoglia iniziativa, condividendola coi più, o, nel caso peggiore, trattasi di “affibbia sfiga” ad un numero precisato di persone all’ulteriore scopo di sfuggire alle cattive sentenze che, qualcun altro prima di noi, si è trovato a dover scacciare da se. (Non credo di essere stata chiara).

Nel caso dei tag, meglio ancora se parliamo di hashtag, ovvero quelle parole appiccicate e precedute da un simboletto che un tempo veniva chiamato cancelletto, trovo che siano un utile e ingegnoso mezzo per condividere pensieri e parole.

Il tag #wanderlust

Giunge gradita la nomination dell’ormai adottata sorella Orsa (ti aspetto al pranzo di Natale a casa di nonna),  caduta anche lei nella rete dell’iniziativa di Wanderlust, nata dalla mente di Iris&Periplo.

#wanderlust

wanderlust

In cosa consite? Ecco, appunto. Consiste in alcune semplici regoline che di seguito copio e incollo.

Nominare la mente-blogger del tag, ringraziare e taggare colui/colei che vi ha nominati, rispondere alle domande, nominare altri tre fortunati blogger e inserire la foto dell’intestazione (per ogni ulteriore informazione fate riferimento ai blogger precedentemente citati).

Orbene, riprendo le domande e mi auto intervisto.

  1. Ciao Tiziana. Allora, dicci, dove sei stata fino ad ora?

Dopo anni a sognare di oltrepassare i confini d’Europa, finalmente mi sono concessa Thailandia e Giordania. Tuttavia, dai tempi di “Mamma ho perso n’altra volta l’aereo – mi sono smarrito a New York”, sogno l’America.

  1. Qual è la città/paese che più ti è piaciuta/o?

Londra, nella maniera più assoluta. Mi è entrata dentro. Oltretutto credo che sia un’infinita fonte d’ispirazione.

  1. Sei stata più di una volta nello stesso posto o preferisci visitare ogni volta un posto nuovo?

Non essendo ancora giunta all’ambito sogno di usare i cotton fioc per farmi uscire denaro dalle orecchie, preferisco visitare ogni volta posti nuovi ma, sappiate, non disdegno ritorni di fiamma. Da piccola avevo fatto l’abbonamento alle estati là sui monti senza Annette (Dolomiti e monti Valdostani ad esser precisi) e sono stata a Parigi ben due volte (e non c’è due senza tre).

  1. Un consiglio sul miglior locale, ovunque nel mondo, dove hai mangiato.

Se potessimo considerare come locale anche una casa, certamente consiglierei casa di mia nonna. Vostro (non mio) malgrado, così non è e allora… fatemi pensare… no, scusate, non ce la faccio a celebrare il migliore. La lista è lunga assai.

  1. Sei per le vacanze al mare, in montagna o per le città?

Fedele al motto “l’equilibrio sta nel mezzo” penso che bisognerebbe assaporare la natura tanto (ma anche di più) quanto le città. Vabbè, lo ammetto, adoro le città ma la natura (mare, monti, deserti e bla bla) annulla il pensiero e mi rigenera.

6. Qual è il souvenir che non manchi mai di portare a casa?

Compro quello che mi ricorda il luogo in cui sono stata. In generale, però, toglietemi tutto ma non le spillette (soprattutto quelle dell’Hard Rock Cafe).

7.Cosa non deve mai mancare nella tua valigia?

Ovviamente gli immancabili sono macchina fotografica e documenti. Per il resto, “io speriamo che sopravvivo”

8. In quale luogo torneresti volentieri?

Londra. Cavolo, ho un deja vu. Mica c’era un’altra domanda uguale!

9. Quale il luogo in cui non torneresti?

Eeehm, bò, non saprei. In realtà, tornerei ovunque.

10. La meta del tuo prossimo viaggio?

Ecco, come tanti, anche io sono scaramantica per cui, anche avendo già deciso la prossima meta, non la svelerei troppo presto.

Bene, Tiziana, ti ringraziamo per la concessa intervista (ti ringraziamo chi?). Ora andiamo (ma chi?) ad intervistare i tre prossimi nominati così che la catena di Sant’Antonio diventi lunga e possa abbracciare l’Italia intera.

viaggiodasolaperchè di Elena, Dana, Eliana & company

destinazioneterra di Davide e Rachele

eppuresonoinviaggio di Mara

IMG_9768

Wanderlust

E dunque, se gradite, ragazzi, ora tocca a voi prendere il testimone.

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Wanderlust: the spirit of travelers

 

There are word of mouth, chain letters … and chain letters.
Maybe you will explain that, in this case, it’s a simple tag with relative nominations.
But unless we are on Big Brother and we are playing to eliminate all competitors so that only one can win, I repeat, this is a chain letter. 

Seriously, I think that those words preceded by a small symbol (#), is a useful and ingenious means for sharing thoughts.

Well, it’s appreciated the nomination from (my new) sister Bear (I’ll expect you for Christmas lunch at grandma’s house), fell in to the initiative of #wanderlust, created by  Iris&Periplo

It consists of a few simple rules: to appoint the mind-blogger of this tag, to thank who has appointed you, answer questions, to name three other lucky bloggers and insert the second picture (for other information please refer to the bloggers mentioned above).

Now I interview myself.

Hello Tiziana. So, where have you been until now?
After years of dreaming beyond the borders of Europe, I’ve allowed myself Thailand and Jordan. However, since the times of “Home Alone – Lost in New York”, I dream of going to America. 

Which is your favorite city?
London, absolutely. I think it’s an endless source of inspiration.

Have you been more than once in the same place or do you prefer to visit a new place?
I’m not so rich. Then, I prefer to visit new places but when I was a child, I visited the Alps several times and have been in Paris twice (and there’s no two without three).

The best place to eat, anywhere in the world.
If we could also consider a house, I’d like to recommend my grandmother’s house. Sorry, I wouldn’t know. The list is very long.

Do you prefer the holidays on the beach, to the mountains or in a city?
“The balance is somewhere in between” but I love the city. The nature, however, cancels the thought and regenerates me.

Which is your favorite souvenir?
In general I buy pins (especially those of the Hard Rock Cafe).

Which are the essential things to put into your suitcase?
Documents and camera. For the rest, “I will survive”. 

Where do you want to come back?
London. I have a deja vu.

Where don’t you want to come back?
I wouldn’t know.

Your next trip.
Like many others, I’m superstitious. In truth, I still don’t know.

Well, Tiziana, thanks for the interview. Now we go (but who?) to interview the next three appointed so that the chain letter will become long.

My nominees are

viaggiodasolaperchè by Elena, Dana, Eliana & company

destinazioneterra by Davide e Rachele

eppuresonoinviaggio by Mara

It is now your turn.

 

 

5 Responses to Wanderlust: malati di viaggio

  1. L'OrsaNelCarro

    Quanto mi piaceva klaus l’ermellino! E Annette l’avrei uccisa strozzandola col suo orribile maglioncino quando ruppe il cavallo di Lucien! Ma che è nà fiction?! 😛
    Esattamente come la sindrome di Wanderlust anche la sindrome scaramantica del #NonTeLoDicoDoveVadoTiè sta diventando virale! 😀 😀
    Andata per il pranzo a casa di tua nonna…non posso neanche dire “il vino lo porto io” perchè in Puglia fate un vino delizioso! 😀
    Anche a me piacerebbe NY ma mi spaventano le troppe ore di volo senza scalo 🙁 Non è che abbia paura di volare è che soffro il mal d’aereo, spero di superarlo un giorno.
    A presto sorella!

  2. L'OrsaNelCarro

    PS: vivissimi complimenti per il/la giornalista! Lo/la vedremo presto da Vespa!

    • lavaligiainviaggio

      Mi piacerebbe andare da Vespa (per cose belle, eh!)
      Anche io trovavo Annette terribile ma, capiamola, doveva stare proprio incavolata!
      Si, io sono molto scaramantica soprattutto perché certi viaggi li pago con larghissimo anticipo.
      Casa di mia nonna (povera lei) è aperta a tutti. Vedi pure il post sulle pettole nel settore “sapori di Puglia”.
      Mi piacerebbe incontrarti. Mi piacerebbe incontrare tanta gente, legata a me da questa passione per blog e viaggi.
      Non ci pensare al numero di ore… quando voli ci sono nuvole, hostess, cibo e vicini da tutto il mondo. Pensa solo al bello.
      Ciao sorella!

  3. Mara

    LONDRA! Ah siamo identiche su questo 🙂

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