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Cose da sapere su Bangkok, la citta’ dei contrasti

Pubblicato da il Novembre 19, 2016
Wat Phra Kaew, Bangkok

Wat Phra Kaew, Bangkok

Bangkok è la città dei contrasti per eccellenza.

Basta voltare l’angolo e trovare la sua opposta essenza.

Dal caos al silenzio 

L’aria di Bangkok è pesante. Fa caldo, è umido e c’è tanto smog.

Le sue arterie stradali sono un insieme di corsie e sopraelevate, trafficate da pazienti automobilisti disposti ad affrontare le code di auto che rallentano ulteriormente il ritmo di marcia quando la stagione delle piogge porta con se brevi ma intensi acquazzoni.

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Le sopraelevate e le strade a più corsie di Bangkok

Quando sarete stanchi di quel trambusto, vi basterà immettervi in una viuzza più nascosta, o rifugiarvi in un Wat o in un parco (vedi Parco Lumphini)  per dimenticare il caos di città.

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Wat Phra Kaew

Dai quartieri con i grattaceli alle case che stanno in piedi con la forza di volontà

Bangkok è una città immensa. E’ impossibile percepire le sue reali dimensioni attraverso una cartina. Io ci ho provato ma mi sono resa conto che la rappresentazione di interi quartieri, è ridotta ad una sola, piccola via. Se non ci credete, provate a camminare in quella ragnatela di strade e vi ritroverete nello zoom dello zoom di un infinito percorso di chilometri che non avreste potuto mettere in conto.

Se sarete disposti a tanto sacrificio, avrete la possibilità di comprendere meglio le due facce di una stessa medaglia. Ai quartieri eleganti, composti di grattacieli, si alternano vie dove percepisci un altro modo di vivere, magari anche più onesto rispetto al tanto apparire. Lì, la gente vive come può, in un evidente stato di povertà. Il contrasto, però, sta anche qui. Tra mucchi di immondizia accatastata, odori nauseabondi e case fatiscenti, c’è sempre chi ti sorride.

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Panorama dal Golden Monnt

A proposito di lusso

Tra CentralWorld e Siam Paragon, solo due tra i più grandi centri commerciali, ci si perderebbe una giornata intera. Qui troverete di tutto: i marchi più conosciuti, bei ristoranti, golose pasticcerie, parchi di divertimento, scuole di cucina, di lingua inglese, eventi per assaggiare la cultura thailandese quali incontri di Muay Thai, danze tipiche e concerti musicali.

Tuttavia sarete delusi di non poter fare acquisti a buon mercato. Io mi sono fatta due conti e ho capito che non è questa la Thailandia più economica.

Piuttosto girovagate nei tanti, tantissimi mercati pieni zeppi di cianfrusaglie varie e “non original”.

Il pesce seccato, il profumo dei fiori, una marea di roba fritta… passando dal mercato dei fiori al quartiere di Chinatown.

 Ma è sopratutto al mercato notturno di Patpong che non potrete fare a meno di comprare. L’unica seccatura sono quelli che ti propongono di entrare nei locali notturni che più di ogni altra cosa caratterizzano ancora l’entità umanamente più sporca del quartiere.

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Al mercato dei fiori

Nemmeno va trascurata Khao San Road, via amata dai turisti, dove fare incetta di souvenir e, perché no, di scorpioni da gustare. Fate caso alla stretta viuzza di Susie Walking Street. Da lì accederete in una vivace strada piena di locali al neon dove trascorrere la serata.

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Khao San Road

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Gradite uno scorpione? (Il bambino lo ha mangiato con gusto)

Dalle strade asfaltate alle vie sull’acqua

In Bangkok convivono l’ anima più moderna di una città tipicamente Occidentale, e quella più tradizionale dove l’impronta asiatica è assolutamente pura. La parte est e ovest, divise in due dal fiume Chao Phraya, sono una netta distinzione tra la classica vita di città e quella lungo i khlongs, dove le strade sono fatte di acqua e le case sono palafitte piccine.

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I canali di Bangkok

Dal “non c’è nulla da vedere” ai “classici imperdibili” di Bangkok

Molte delle bellezze di Bangkok, non sono necessariamente concentrate. Vi toccherà fare a meno della rapida ed economica metropolitana e andare in cerca di tuk tuk e discutibili taxisti, per attraversare la città e raggiungere i luoghi più turistici. Magnifici il Wat Phra Kaew, il Gran Palazzo Reale e il vicino Wat Pho, il cui Buddha reclinato è il più grande della città. Nemmeno potrete fare a meno di fotografare il Wat Arun (anche se avvolto da impalcature per la ristrutturazione in corso), spostarvi fino in cima alla Montagna Dorata, per ammirare il panorama di grattacieli tutt’attorno e raggiungere la casa di Jim Thompson, il magnate della seta scomparso misteriosamente nel nulla.

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Wat Pho

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Wat Pho

Non solo occhi a mandorla

Bangkok non è solo mani giunte a ringraziare, passi a piedi scalzi in tutti i templi, persone dal fisico assolutamente non imponente, sorrisi, pacatezza, pazienza e tanti, tanti occhi a mandorla. E’ davvero difficile distinguerli e, per la verità, questa sensazione di confusione me la porto ancora dietro. Sarei capace di confondere due bambine italiane, tanto quanto confondo due bambine asiatiche.

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Al di là degli occhi a mandorla, ad di là pure dei turisti, affianco a intere comunità di devoti al buddismo, ci sono anche induisti, cinesi e musulmani.

L’Asia s’incontra a Bangkok.

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Bangkok: the city full of  contrasts 

Bangkok is a city full of contrasts.

Just turn the corner and find its opposite essence.

From chaos to the silence 

The air is heavy, it’s hot, humid and there’s so much smog.

Its roads are a set of lanes and elevated highways, where drivers face slow queues of cars.

To forget the chaos of the city, you can just go in a hidden alleyway, or take refuge in a Wat or a park (see Lumphini Park) 

Districts with skyscrapers and standing homes with the willpower

Bangkok is a huge city. It ‘impossible to perceive its real dimensions through a map. I have tried but I realized that the representation of entire neighborhoods, is reduced to a single, small street. If you don’t believe, try to walk in that web of streets and you’ll find yourself into the zoom of an endless path. 

But also you’ll have the opportunity to understand the two sides of the same coin. The elegant neighborhoods with the high-rises and alternate routes with poor homes. The contrast, however, is also here. Among the garbage piles, foul smells and dilapidated houses, there is always someone who smiles at you.

Speaking of luxury

Among CentralWorld and Siam Paragon, only two of the largest shopping centers, you could lose a whole day. Here you’ll find everything: some of the best known brands, fine dining, delicious pastry shops, amusement parks, cooking schools, events related to the Thai culture such as Muay Thai, traditional dances and music concerts.

However you’ll be disappointed: you can’t make cheap purchases. This is not the cheapest Thailand.

Rather you should go to the markets full of “non-original” articles.

The dried fish, the smell of flowers, a lot of fried food … passing from the flower market to Chinatown.

One of them is the night market of Patpong where you can buy a lot of things. The only inconvenience is a continuous of proposals to get into nightclubs that characterize the degraded aspect of this neighborhood.

Khao San Road is a popular away for tourists, where to buy up souvenirs and, why not, scorpions to savor. Notice the narrow Susie Walking Street. From there you will access on a lively street full of local where to spend the evening.

From paved roads to water streets

The most modern soul of Bangkok, is mostly Western, the more traditional one is characterised by the typically Asian footprint. The east and west, divided in two by the Chao Phraya River, is a clear distinction between the classical city life and the one along the khlongs, where the streets are made of water and the houses are small homes on piles.

From “there is nothing to see” to the “classics” places of Bangkok

Many of the beauties of Bangkok, are not necessarily concentrated.

You’ll have to do without the quick and inexpensive subway and go by tuk tuk or taxi drivers, to cross the city and reach the most tourist sites: Wat Phra Kaew, the Grand Palace and the nearby Wat Pho, with the reclining Buddha (the largest in the city). You’ll make a picture to the Wat Arun (even if wrapped in scaffolding for renovation in progress), move to the top of the Golden Mount, and visit the Jim Thompson house, the silk mogul, mysteriously vanished.

Not only almond eyes.

Bangkok is not only folded hands to thank, bare feet in all temples, smiles, calmness, patience and many, many almond eyes. It ‘really hard to distinguish them and, indeed, even now I have this feeling of confusion: I can confuse two Italian children, as I confuse two Asian children.

Beyond the almond eyes and the tourists, In Bangkok there are also Hindus, Chinese and Muslims.

All Asia is in Bangkok.

2 Responses to Cose da sapere su Bangkok, la citta’ dei contrasti

  1. L'OrsaNelCarro

    E qualche volta ci devi scrivere un post stile “Come organizzare” perchè nello zoom dello zoom, dove l’Asia incontra l’Asia, io avrei avuto serie difficoltà: guardo quelle sopraelevate e MUORO!
    Ti prego, dimmi che li hai assaggiati gli scorpioni fritti! E quando ti ricapita? 😛
    Notte Tiziana! :*

  2. lavaligiainviaggio

    Io per sopravvivere allo zoom dello zoom, al dove l’Asia incontra l’Asia, mi affido alla gente del posto. Quante volte avrei potuto perdermi se non fosse stato per loro. E il bello è proprio questo, che quella richiesta di informazioni riesce a farti entrare in contatto con la gente del posto.
    Lo scorpione? No, no. Nun ce la pozz fa. Più coraggiosi sono stati due bambini francesi (di cui una era bambina) che se li gustavano mentre i genitori schifati se la ridevano e scattavano foto.
    Buona settimana Daniela!

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