Ci sono scorci di vita quotidiana che, pur essendo racchiusi in una piccola cornice, hanno la stessa potenza di un sogno, uno di quelli in cui esplori piccoli dettagli di felicità e l’atmosfera è piacevole.

Locorotondo

Locorotondo è così, esattamente come uno di quei quadri che ti ritrovi a sognare in una notte di mezza estate, quando il canto delle cicale culla il sentimento e mette pace al cuore.

In realtà Locorotondo non è nulla di più che un bianco paese di Puglia. Non ha la vista sul mare né l’incantevole belvedere su un villaggio composto di soli trulli, come nel caso della sua vicina Alberobello.

Eppure… eppure la bellezza di questo piccolo borgo della Valle d’Itria ha il sapore di una fiaba.

Sotto le cummerse, i tetti spigolosi che la caratterizzano, immagino le nonne cucinare amorevolmente per i nipoti. Con un cucchiaio di legno, gireranno  il sugo che cuoce in pentola, mentre in olio bollente friggeranno le polpette di pane e, distratte dai racconti di gioventù, non si accorgeranno che un nipote ne sta già mangiando le prime, ancora talmente calde da scottare il palato.

Sarà che le immagini vanno da sé perché Locorotondo è il paese dove è nata mia madre, quello in cui mia nonna ha vissuto.

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Locorotondo, Puglia

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Scorci della Valle d’Itria

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La cura del borgo

Il candido centro storico, detto anche “U Curdunn” per via della pianta circolare che ben si intuisce osservandola dalla via che la collega a Martina Franca, è talmente ben  tenuto dai suoi abitanti che mi viene da pensare quanto poco basti per valorizzare ogni cosa che della semplicità sa fare il proprio punto di forza.

Certo, direte voi, è tutto merito dell’Edizione Annuale de “Il balcone fiorito” ma premesso che il premio in palio è il solo onore di vedere apprezzata la cura del proprio angolo di paese, io credo che molto più semplicemente i suoi abitanti hanno la buona educazione di rispettare vicoli e palazzi, tanto quanto si fa con l’interno delle proprie case.

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Il bianco latte delle casette, piccine come fossero abitate dagli gnomi, oltre che dalle nonne, si tinge di tradizioni e meravigliosi dettagli racchiusi in una composizione di fiori, in una finta finestra, in oggetti di uso quotidiano.

La creatività degli abitanti di Locorotondo, così accorti nell’arredare gli esterni delle abitazioni, accende la fantasia e rende piacevole passeggiare in uno dei “borghi più belli d’Italia”.

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5 Replies to “Un giorno tra i dettagli di Locorotondo”

  1. Ciao Tiziana, quando ho letto il titolo ho pensato che fossi in qualche località ispanica…olè! 😛
    Quelle finte finestrelle decorate col trompe l’oeil sono fantastiche, così come quelle bici appese o quegli scorci in cui bianco e verde si fondono in un modo che mi fa impazzire. Non conoscevo queste costruzioni coì simili ai trulli, sembra che abbiano gli stessi tetti in ardesia o sbaglio?
    Comunque queste iniziative anche se in piccolo servono, contribuiscono a migliorare l’autostima e l’orgoglio degli abitanti di piccoli gioiellini come questo!
    Buona settimana!

  2. Vero, la caratteristica dei tetti di Locorotondo, a differenza dei trulli (che comunque sono anche qui a Locorotondo) è proprio la forma dei tetti.
    In merito all’iniziativa che invoglia gli abitanti ad abbellire gli esterni delle case, credo proprio che sia un esempio per tutti i Comuni. Basta poco per rendere interessante il posto in cui si vive.
    Locorotondo si, è proprio un gioiellino.
    Ciao Daniela, buona settimana anche a te. Baci baci! 😉

  3. Questo paesino è a dir poco stupefacente! E’ così ricco di dettagli e decorazioni..per me è pieno di dichiarazioni d’amore da parte dei suoi abitanti. Un giorno finalmente riuscirò a visitare la Puglia

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