Dedicato a Daniela, per la sua sezione di #ilmiobagaglioper .

Per fare una valigia non c’è una lista ufficiale di cose da metterci dentro. Tutto dipende da dove state andando, quanto tempo starete via e quanti anni avete.

Se decidessi di partire per spiagge assolate non mi verrebbe in mente di portarmi dietro l’attrezzatura che mi occorrerebbe se andassi in montagna.

Il viaggio dura una settimana? Non porto con me l’intera casa!

E se poi mi chiamassi Marcolino e avessi quattro anni, in valigia ci metterei solo trenini, spazzolino da denti, cappellino, un giornalino, il leoncino e il costume. A una certa età puoi pure pensare di poter fare a meno della biancheria.

Al di là di tutto, non si può non ammettere che ci sono alcune cose essenziali, a prescindere da dove avete deciso di andare.

Cosa metto in valigia quando viaggio

Documenti, biglietti per le partenze, carte di credito, medicinali, cellulare, macchina fotografica e rispettivi ricaricatori e il cambio, capace di aumentare, da solo, peso e volume della valigia.

Poniamo il caso che abbiate bagaglio da stiva e bagaglio a mano. Vi dirò la verità, io metto in conto (e faccio corna) di poter perdere la prima. Allora, qualche indumento cerco di infilarlo nel bagaglio a mano.

valigia
da pixabay.com
Indi, iniziamo dal bagaglio da stiva, quello carico di:
  • un paio di scarpe, ciabattine, due asciugamani, pigiama, un maglioncino, calzini, biancheria intima, ricambio, qualche molletta e uno spago (di quelli che mio padre usa per impacchettare i suoi scatoloni) e, per completare la serie “la bella lavanderina”, una confezione di detersivo per capi, una di quelle da viaggio, intendo. Sono comodissime.
  • Poi c’è il recuperabile: doccia schampoo, crema solare, salviettine rinfrescanti, fazzolettini di carta, dentifricio, spazzolino, spazzola per i capelli, disinfettante, i miei trucchi pro bellezza, una forbicina, taaaante buste (senza esagerare) un ombrellino richiudibile e una scorta tollerabile di alimenti che vedi se arrivi a destinazione a tarda sera e poi muori di fame.
Il mio bagaglio a mano è sistemato come una matriosca.

Consiste di uno zaino che all’occorrenza ha spazio a sufficienza per la borsetta con l’assoluto indispensabile, non si sa mai che all’aeroporto rompano i secchietti considerando il mio “taschino a tracolla” come secondo bagaglio a mano.

Nella suddetta borsetta c’è il “kit di sopravvivenza”. Credit card, passaporto e biglietti, un pacco di fazzolettini per il moccio improvviso.

Attenzione allo zaino che praticamente dopo il primo furto nella hall dell’hotel madrileno, complice la mala suerte, praticamente diventa una cosa sola col mio corpo. Me ne stacco solo e soltanto quando la hostess mi impone gentilmente di riporlo nel fatt’ apposta  ripiano dell’aereo.

Dentro ci tengo cellulare, macchina fotografica, telecamera, rispettivi caricabatterie, gomme da masticare (di quelle che si spacciano come alternative a spazzolino e dentifricio), la guida del posto dove andrò, copia di biglietti e documenti, quelle cose che le donne usano nei giorni particolari ,  un cambio che non sia mai la valigia da stiva vada dispersa, il cappellino, la giacchetta impermeabile, uno spuntino anti-brontolii dello stomaco affamato e i medicinali, per me essenziali tanto quanto i documenti. 

Paracetamolo, termometro digitale, antinfiammatorio, antibiotico, antistaminici, farmaci contro problemi di stomaco, garze e cerotti (disinfettante e farmaci liquidi vanno per forza in stiva),

Ah, io sono il “terzo bagaglio”.

Per le tratte in aereo indosso le scarpe da ginnastica più pesanti (quelle che se piove non imbarcano acqua) e, conforme alla “cipolla style”, maglietta, maglioncino e giacca. All’aeroporto sono quella che ce li ha sulle spalle, mentre in aereo, dove ho sempre un freddo cane, ce li ho addosso come una seconda pelle.

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La mia valigia

 

Ah, la valigia è quasi pronta. La chiudo, la sistemo sulla bilancia e… noooooo, pesa troppo! Ok, rifacciamo.

In genere mi tocca ridurre la scorta di cambio e  gli spuntini.

Come caspito è… mica l’avevo riempita assai!

valigia
Di solito (non sempre, eh!) questo è quello che mi accade quando preparo la valigia.

9 Replies to “Cosa mettere in valigia”

  1. Ciao Tiziana quella pics è bellissima ho fatto subito tasto dx-salva immagine con nome 😛
    Grazie per avermela dedicata e per aver partecipato alla rubrica!
    Il detersivo da viaggio è una trovata comodissima, considerando che in questo modo possiamo portarci meno cambi lavando quelli in dotazione. Tra l’altro la tua destinazione ha un clima caldo no? Si asciugherebbero subito.
    Si, alcune compagnie considerano la tracolla (anche il taschino) come “pezzo”…a me l’hanno fatto chiudere nello zaino! 🙁
    Tutto sommato dai il tuo bagaglio è abbastanza contenuto…paradossalmente ci sono più spuntini che cambi haahahah!
    Carinissime le pin personalizzate e pure i comics! 😀
    Buon viaggio ci sentiamo al tuo ritorno e grazie ancora! :*

    1. E lo so. Io non ci sto a dormire la notte pensando al “teSSSoro”. E penso e ripenso pure a Indiana Jones, a tutte le volte che lo vedevo davanti a tanta meraviglia. Il resto non so davvero come catalogarlo. Le faremo sapere. Visto che belle le spille? Guarda, l’idea è scopiazzata dai tuoi gadget. Un plauso lo faccio a chi me le ha realizzate. E la valigia? Dici che sono riuscita a contenermi, dunque… eppure il mio obiettivo è imparare a viaggiare ancora più leggera. Che poi, a pensarci, la mia valigia arriva sempre più leggera di come è partita. E saranno proprio gli spuntini che fanno peso!

  2. Detersivi da viaggio? Non sapevo che esistessero… In effetti mi tornerebbero proprio comodi visto che di solito uso la saponetta dell’hotel ma non è che sia il massimo! La prossima volta che vado al supermercato devo guardare se li trovo.
    Ma che carina la spilletta, davvero una bella idea ?

    1. Visto? Piace anche a me.
      Il detersivo da viaggio che ho io è un tubetto di detersivo liquido. Comodo, si. Se non dovessi trovarlo puoi sempre rimediare un piccolo contenitore e riempirlo con quello delle maxi-confezioni che abbiamo tutti nelle case. Prima facevo così.
      Baci Silvia!

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