Per quanto l’unicità di un viaggiatore sia nel modo in cui percorre le vie del mondo e nelle risposte che cerca, esiste una comune ambizione di scoprire prospettive nuove.

viaggiatore
Essere un viaggiatore
Il viaggiatore ha rispetto per le culture e ha una mente aperta.

Non gli importa se chi ha davanti non prega lo stesso Dio, se quello che mangia non fa parte delle sue abitudini alimentari, se un gesto considerato maleducato non lo è mai stato nel suo Paese.

Fa i conti con il proprio bagaglio, dove non intendo solo quell’insieme di saperi che si porta dietro, di ritorno da ogni viaggio.

Le migliori condizioni di viaggio sono quelle in cui la valigia è leggera e contiene solo l’indispensabile. Non c’è spazio per ciò che è inutile e superfluo ma per i ricordi del suo cammino, cose materiali prese nei vari angoli di mondo.

Il viaggiatore viaggia spesso controvento. La pioggia, il caldo eccessivo, le difficoltà economiche, la paura per le brutte notizie date ai telegiornali, la voglia del proprio letto se si è stanchi…

Nulla ferma il viaggiatore perché il suo urgente bisogno è proprio il viaggiare.

Il viaggiatore conosce il linguaggio universale, fatto di sorrisi, sguardi, mani e gesti. In un modo o nell’altro comprende e si lascia comprendere, qualunque sia la lingua straniera davanti alla quale viene a trovarsi.

Il viaggiatore sa che il mondo è solo uno.

Solamente è attraversato da differenti percentuali di polvere, sabbia, quiete, acqua, cemento, piante, colori, odori, vento, nuvole. Forse è per questo che crede che il mondo sia la sua casa, ovunque si trovi.

Il viaggiatore vive intensamente il viaggio senza mai abbandonare l’esigenza di raccontarlo agli altri e a se stesso. Imprime le immagini con parole, appunti e  fotografie.

Il viaggiatore, quando torna a casa, sta già pensando alla sua prossima meta. 

Il viaggiatore lo riconoscete perché è quello che a casa propria ha sempre il suo angolino composto da ricordi di viaggio, nemmeno fosse un puzzle. E’ quello che beccate spesso con una guida di viaggio sul tavolo. Quello che contempla mappamondi e planisferi con l’aria sognante di chi è innamorato. Quello che rinuncia alla pizza del sabato, al bel vestito anche se ci sono i saldi, quello che toglieteli tutto tranne il biglietto per la partenza.

Il viaggiatore vive per viaggiare e si sente sempre ad un incrocio, intento a scegliere la prossima direzione da prendere.

Apre nuove porte e lascia socchiuse tutte le altre.

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15 Replies to “Essere un viaggiatore”

  1. Bellissimo cara.
    Ultimamente si parla tanto di turisti e viaggiatori, molti erroneamente definiscono turista chi viaggia organizzato o con un trolley, ma io non son per nulla d’accordo.
    Concordo invece pienamente con te, sull’essenza intrinseca del viaggiatore…chissenefrega di come uno viaggia “materialmente”, ma è l’atteggiamento con cui parte, osserva il mondo e apre la mente che distingue il viaggiatore dal turista.
    Davvero bellissime e vere le tue parole 😀

    1. Grazie mille Michela. Il tuo commento mi rende molto felice e non solo perché lo hai apprezzato. Mi confermi che siamo accomunati da una grande passione e in qualche modo da alcune caratteristiche che ci rendono riconoscibili a dispetto degli stili di viaggiare che ognuno di noi può avere. Grazie Michela! 🙂

  2. Ho riconosciuto il Golem delle bancarelle del quartiere ebraico di Praga!
    Bellissimo pezzo, condivido in pieno, soprattutto il discorso del controvento che mi si appiccica benissimo.
    Un bacione!
    Daniela

    PS: ma il disegno in soggettiva con la pancia? 😉

  3. Ah Daniela, che bello leggere anche il tuo commento! Si, in tutta Praga quello è il golem più bello che abbia trovato. L’ho comprato da un ragazzo che aveva una bancarella piccina piccina ai piedi del cimitero nel quartiere ebraico, quello con tutte le tombe ammassate le une sulle altre. Nel post di Praga c’è proprio la foto con quei golem.
    Prima o poi ci tocca di dover andare controvento. Il bello è non arrendersi. Il mio primo pasticcio? E’ un insieme di cose molto tra le righe, come mi piace fare. Si riferisce al mio prossimo grande viaggio…il mio primo grande viaggio. Non svelo la meta ma ti scrivo che ho immaginato il mondo come una pancia che sta per dare la vita e io che mi avventuro in questo viaggio, uscendo dal grembo materno che poi è la mia casa. Poi, spero che quel viaggio mi dia la pace per iniziare una vita fatta di nascite (che qua si fa una certa età) e ancora i colori sul foglio rappresentano il mio arcobaleno, quello a favore dell’amore nelle sue eccezioni, cosa al centro dell’attenzione proprio in questi giorni.

  4. Bellissimo questo articolo,tutte cose in cui ci rispecchiamo totalmente, cose che caratterizzano un viaggiatore, quelle vere però, non quelle che vengono definite tali solo per creare una distinzione tra chi soggiorna in resort 5 stelle e chi in ostelli.
    E bellissime anche le illustrazioni.
    Un bacione 🙂

  5. Illustrazioni bellissime..stupende..soprattutto la prima… mi ha veramente colpito!
    Molto belle anche le tue parole. Complimenti! 🙂

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