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Essere un viaggiatore

Pubblicato da il Febbraio 17, 2016
viaggiatore

Essere un viaggiatore

Credo che esistano diversi stili di essere viaggiatore, secondo il modo di percorrere le vie del mondo e secondo quello che ciascuno cerca.

Tuttavia credo che il viaggiatore, per quanto unico possa essere, condivide con tutti gli altri viandanti alcune cose.

 Sapere, vedere cose nuove, aprire la pagina di un nuovo libro fatto di vita vera, dove le parole si lasciano toccare dai cinque sensi: odori, sapori, vedute su nuovi orizzonti, rumori, suoni, ritmi, nuove cose da conoscere con il tatto e con il cuore. Ogni pagina si scrive nel momento stesso in cui è vissuta, lasciando che venga tessuta la trama della nostra storia.

Il viaggiatore

Il viaggiatore ha rispetto e una mente aperta, pronta ad accogliere ciò che fino a un istante prima non gli apparteneva. Non gli importa se chi ha davanti non prega lo stesso Dio, se quello che mangia non fa parte delle sue abitudini alimentari, se un gesto considerato maleducato non lo è mai stato nella sua cultura. Il viaggiatore resta se stesso pur non negando di entrare a casa di un altro con la dovuta educazione. Il viaggiatore sa che se rispetta le usanze altrui, troverà sorrisi e accoglienza, la stessa che per primo sa essere capace di dare.

Il viaggiatore cerca risposte. Non so quali possano essere le mille domande che si pone ma di sicuro è alla ricerca di qualcosa che sappia renderlo una persona migliore.

Il viaggiatore fa i conti con il proprio bagaglio, dove non intendo solo quell’insieme di saperi che si porta dietro di ritorno da ogni viaggio. Il viaggiatore sa che le migliori condizioni di viaggio sono quelle in cui la sua valigia deve essere leggera e contenere solo l’indispensabile. Non c’è spazio per le cose inutili e superflue e, tutt’al più, fa in modo che di spazio ce ne sia perché a casa possa portare i ricordi del suo cammino, cose materiali che è andato a prendere negli angoli di mondo, lontani dalla sua casa.

Il viaggiatore viaggia spesso controvento. La pioggia, il caldo eccessivo, le difficoltà economiche, la paura per le brutte notizie date ai telegiornali. L’inevitabile momento in cui ci si perde, in cui si è stanchi, quando persino ti viene da pensare alle tue belle mura domestiche. Nulla ferma il viaggiatore perché il suo urgente bisogno è proprio il viaggiare.

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Il viaggiatore conosce il linguaggio universale, fatto di sorrisi, sguardi, mani, gesti. In un modo o nell’altro comprende e si lascia comprendere, qualunque sia la lingua straniera davanti alla quale viene a trovarsi.

Il viaggiatore sa che il mondo è solo uno. Solamente è attraversato da differenti percentuali di polvere, rabbia, quiete, acqua, cemento, piante, colori, odori, vento, nuvole. Forse è per questo che crede che il mondo sia la sua casa, ovunque si trovi.

Il viaggiatore vive intensamente il viaggio senza mai abbandonare l’esigenza di raccontarlo agli altri e a se stesso. Imprime le immagini con parole, appunti, fotografie. I suoi migliori amici di viaggio, oltre gli occhiali (per chi come me ne ha necessità) e ai documenti, sono una penna e una macchina fotografica.

Il viaggiatore sa essere critico. Guarda il mondo da una personale prospettiva, definendo i contorni di ciò che vede con positività o meno, a seconda di quanto il buono e il cattivo traspaiano dalle esperienze di viaggio.

Il viaggiatore, quando torna a casa, sta già pensando alla sua prossima meta. E nonostante i nuovi progetti, gode la pace interiore che il libro di viaggio che ha appena finito di vivere, gli ha regalato. L’amore smisurato per il viaggio affina le sue capacità di “trasformare il suono della rabbia”, come direbbe la Pausini, in qualcosa di buono.

Il viaggiatore lo riconoscete perché è quello che a casa propria ha sempre il suo angolino composto da ricordi di viaggio, nemmeno fosse un puzzle. E’ quello che beccate spesso con una guida di viaggio sul tavolo. Quello che contempla mappamondi e planisferi con l’aria sognante di chi è innamorato. Quello che rinuncia alla pizza del sabato, al bel vestito anche se ci sono i saldi, quello che toglieteli tutto tranne il biglietto per la partenza, o per lo meno il sogno di un viaggio. Quello che se tu non sei viaggiatore non lo puoi capire.

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Il viaggiatore vive per viaggiare e si sente sempre ad un incrocio intento a scegliere la prossima direzione da prendere. Apre nuove porte e lascia socchiuse tutte le altre.

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To be a traveler

I believe there’re different styles to be a traveler, according to the way to walk through the streets of the world and according to what each one seeks. 

However I think all travellers share some things.
To know, see new things, open the page of a new book made of real life, in which we can touch the words with the five senses: smells, tastes, views on new horizons, noises, sounds, rhythms, new things to learn. Each page is written in the moment in which we lived it.

The traveler has respect and an open mind, ready to accept what until a moment before didn’t belong to him. He doesn’t care if the person who is in front of him does not pray the same God, if their food is not part of the same eating habits, if a rude gesture never has been in another culture. The traveler knows that, if he respects other people’s customs, can find smiles and hospitality. 

The traveler seeks answers. I don’t know what may be the thousand questions that he arises but it sure is looking for something that knows how to make him a better person. 

The traveler shares with his luggage, which is not only the set of knowledge that he brings with him on his return from each trip. The traveler knows that the best travel conditions are those in which his suitcase should be light and contain only the essential. There is no space for unnecessary and superfluous things and, at most, he makes sure that there is space for back to home with the memories of his journey, material things from the corners of the world. 

A traveler is often against the wind. The rain, the excessive heat, the economic difficulties, the concern about the bad news on TV. when he gets lost, when he’s tired, even when he thinks about his beautiful home. Nothing stops the traveler because he needs the trip. 

The traveler knows the universal language, made of smiles, glances, hands, gestures. In one way or another he understands and makes himself understood, whatever the foreign language in front of which he is.

The traveler knows that the world is only one. It’s only crossed by different percentages of dust, anger, peace, water, cement, plants, colors, smells, wind, clouds. Maybe that’s why he believes that the world is his home, wherever he is.

The traveler lives intensely the journey without ever leaving the need to tell about it to others and to himself. Imprints pictures with words, notes, photographs. His best travelling companions, over glasses (for people like me who need it) and documents, are also a pen and a camera.

The traveler can be critic. He sees the world from a personal perspective, defining the contours of what it seems full of positive or not notes, depending on how the good and the bad are visible during his travel experiences.

When he gets home, the traveler is already thinking about his next destination. And despite the new projects, he enjoys inner peace given to him by the book of journey that he has just read. The immense passion for travel improves his ability to “transform the sound of anger”, as Laura Pausini says, into something good.

You can recognize a traveler because his home always has a little corner of travel memories, as if it were a puzzle. You often catch him with a travel guide on the table or with a dreamy air of one who is in love while he’s looking at world maps. He’s the one who renounces the pizza on Saturday, a nice dress although there’s a sale, on condition that it is possible to have the ticket for departure, or just the dream of a trip. If you are not a traveler you can’t understand him.

The traveler (man or woman) lives to travel and he always feels on a crossroads, choosing the next direction to take. He opens new doors and leaves all other ajar.

 

 

12 Responses to Essere un viaggiatore

  1. Michela

    Bellissimo cara.
    Ultimamente si parla tanto di turisti e viaggiatori, molti erroneamente definiscono turista chi viaggia organizzato o con un trolley, ma io non son per nulla d’accordo.
    Concordo invece pienamente con te, sull’essenza intrinseca del viaggiatore…chissenefrega di come uno viaggia “materialmente”, ma è l’atteggiamento con cui parte, osserva il mondo e apre la mente che distingue il viaggiatore dal turista.
    Davvero bellissime e vere le tue parole 😀

    • lavaligiainviaggio

      Grazie mille Michela. Il tuo commento mi rende molto felice e non solo perché lo hai apprezzato. Mi confermi che siamo accomunati da una grande passione e in qualche modo da alcune caratteristiche che ci rendono riconoscibili a dispetto degli stili di viaggiare che ognuno di noi può avere. Grazie Michela! 🙂

  2. L'OrsaNelCarro

    Ho riconosciuto il Golem delle bancarelle del quartiere ebraico di Praga!
    Bellissimo pezzo, condivido in pieno, soprattutto il discorso del controvento che mi si appiccica benissimo.
    Un bacione!
    Daniela

    PS: ma il disegno in soggettiva con la pancia? 😉

  3. lavaligiainviaggio

    Ah Daniela, che bello leggere anche il tuo commento! Si, in tutta Praga quello è il golem più bello che abbia trovato. L’ho comprato da un ragazzo che aveva una bancarella piccina piccina ai piedi del cimitero nel quartiere ebraico, quello con tutte le tombe ammassate le une sulle altre. Nel post di Praga c’è proprio la foto con quei golem.
    Prima o poi ci tocca di dover andare controvento. Il bello è non arrendersi. Il mio primo pasticcio? E’ un insieme di cose molto tra le righe, come mi piace fare. Si riferisce al mio prossimo grande viaggio…il mio primo grande viaggio. Non svelo la meta ma ti scrivo che ho immaginato il mondo come una pancia che sta per dare la vita e io che mi avventuro in questo viaggio, uscendo dal grembo materno che poi è la mia casa. Poi, spero che quel viaggio mi dia la pace per iniziare una vita fatta di nascite (che qua si fa una certa età) e ancora i colori sul foglio rappresentano il mio arcobaleno, quello a favore dell’amore nelle sue eccezioni, cosa al centro dell’attenzione proprio in questi giorni.

  4. Lucrezia & Stefano - In World's Shoes

    Bellissimo questo articolo,tutte cose in cui ci rispecchiamo totalmente, cose che caratterizzano un viaggiatore, quelle vere però, non quelle che vengono definite tali solo per creare una distinzione tra chi soggiorna in resort 5 stelle e chi in ostelli.
    E bellissime anche le illustrazioni.
    Un bacione 🙂

  5. TravelandMarvel

    Illustrazioni bellissime..stupende..soprattutto la prima… mi ha veramente colpito!
    Molto belle anche le tue parole. Complimenti! 🙂

  6. lavaligiainviaggio

    Grazie mille! Non immagini quanto conta per me il tuo apprezzamento! 🙂

  7. Marmarac

    Molto bello! Anch’io mi ci riconosco… ma l’eterna dicotomia viaggiatore/turista può però portare a fraintendimenti! Mi permetto di auto-pubblicizzare la recensione che ho scritto su un libretto molto brillante scritto da un antropologo, Duccio Canestrini. 🙂 http://estperest.wordpress.com/2016/06/10/quel-testimone-imbarazzante-di-viaggi-e-vacanze/

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