Sin dalla prima pagina del mio blog, c’è stata sempre una vocina (quella di mio marito) che mi chiedeva di raccontare di  San Giovanni Rotondo.

San Giovanni Rotondo: la Puglia di Padre Pio
San Giovanni Rotondo: la Puglia di Padre Pio

Questo paesino del Gargano, in Puglia, deve la sua notorietà a Padre Pio, amatissimo da ogni dove.

In verità, io ho sempre fatto fatica a scriverci su, perché da quando  è stato accerchiato da mosaici dorati, trovo che si sia persa l’intimità e la semplicità del luogo in cui, fino a pochi anni fa, le preghiere dei fedeli avvolgevano il mistero della fede.

Il santuario di Santa Maria delle Grazie

Un tempo, il cuore pulsante della Santità di Padre Pio riempiva la piccola chiesa di Santa Maria delle Grazie dove il frate teneva messa. Poi giunse il tempo in cui lo spazio in cui pregare venne allargato con la chiesetta annessa.

Io arrivavo, puntuale come ogni estate, al mattino presto, con il silenzio del paese che dormiva ancora e una timida coda che iniziava a formarsi nell’attesa di incontrare Fra Modestino, rispettato e amatissimo dai fedeli, ieri come oggi che non c’è più.

Dopo la preghiera meditata nella cripta giù, in fondo alla Chiesa che per anni ha custodito il corpo di Padre Pio, e che oggi è rimasta orfana del suo prediletto, facevo il solito giro del convento in cui il Santo ha vissuto.

La sua piccola stanza, gli oggetti che usava, la sedia dove spirò, le immagini che raccontano la storia delle sue stimmate, la quiete del luogo, la fede che riscalda il cuore e ti consola.

Resta ancora l’ulivo dove pregava, tra la sua chiesa di Santa Maria delle Grazie e la Casa Sollievo della Sofferenza, l’ospedale che volle fortemente.

La Chiesa di san Pio da Pietrelcina

Di nuovo, invece, c’è la grande Chiesa progettata da Renzo Piano, futuristica e semplice allo stesso tempo, come solo il noto architetto sa essere capace di pensare. E poi ampi spazi che ogni anno riorganizzano la loro funzione e continuano ad ampliarsi.

Al lato destro della nuova Chiesa, noterete certamente pellegrini in attesa di una preghiera davanti al corpo di Padre Pio. E lì che si fa forte la contraddizione del bisogno di povertà da ogni bene materiale e la bellezza dell’arte. Un’arte che ti illumina di luce come fossero raggi del sole con un cielo che si colora di tramonti sgombri da nuvole. Qualcosa di meraviglioso ma che, come da polemiche a lungo contemplate, pare essere lontano dal carattere di Padre Pio che immaginiamo ambizioso di cose semplici.

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Non c’è più lo stesso silenzio, la sensazione di abbraccio della fede che consola, il conforto di sapere che la volontà divina tutto può, se quel poter essere fa parte del suo disegno per ciascuno di noi.

Ecco perché non riuscivo a trovare le parole.

A San Giovanni Rotondo ci vai per pregare che Padre Pio interceda per te, che rispolveri il cuore un po’ malato di malessere umano e ti faccia respirare il mistero della fede.

Mi piacerebbe tornare a pregarlo nella cripta in fondo alla Chiesa, dove Papa Giovanni Paolo II, un tempo, affidò il suo pensiero, dove alla messa del mattino presto c’era ancora Fra Modestino che posava la sua mano sulla fronte per darti la benedizione, dove c’era silenzio e nemmeno Padre Pio era visibile perché era ancora chiuso nella tomba sotto il pavimento, quando tutti pregavano e avevano timore a fare una fotografia.

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