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San Giovanni Rotondo: la Puglia di Padre Pio

Pubblicato da il Febbraio 13, 2016
San Giovanni Rotondo: la Puglia di Padre Pio

San Giovanni Rotondo: la Puglia di Padre Pio

Sin dalla prima pagina del mio blog, c’è stata sempre una vocina (quella di mio marito) che mi chiedeva di raccontare di  San Giovanni Rotondo.

Andiamo, lo sanno tutti che questo paesino del Gargano, in Puglia, deve la sua notorietà a Padre Pio, amatissimo da ogni dove.

In verità, io ho sempre fatto fatica a scriverci su, perché da quando  è stato accerchiato da mosaici dorati, trovo che si sia persa l’intimità e la semplicità del luogo in cui pochi anni fa le preghiere dei fedeli avvolgevano il mistero della fede.

Un tempo il cuore pulsante della Santità di Padre Pio riempiva la piccola chiesa di Santa Maria delle Grazie dove il frate ha tenuto messa. Poi giunse il tempo in cui lo spazio in cui pregare venne allargato con la chiesetta annessa.

Io arrivavo, puntuale come ogni estate, al mattino presto, con il silenzio del paese che dormiva ancora e una timida coda che iniziava a formarsi nell’attesa di incontrare Fra Modestino, rispettato e amatissimo dai fedeli ieri come oggi che non c’è più.

Dopo la preghiera meditata nella cripta giù, in fondo alla Chiesa che per anni ha custodito il corpo di Padre Pio e che oggi è rimasta orfana del suo prediletto, facevo il solito giro del convento in cui il Santo ha vissuto. La sua piccola stanza, gli oggetti che usava, la sedia dove spirò, le immagini che raccontano la storia delle sue stimmate, la quiete del luogo, la fede che riscalda il cuore e ti consola.

Resta ancora l’ulivo dove pregava tra la sua chiesa di Santa Maria delle Grazie e la Casa Sollievo della Sofferenza, l’ospedale che volle fortemente.

Di nuovo, invece, c’è la grande Chiesa progettata da Renzo Piano, futuristica e semplice allo stesso tempo, come solo il noto architetto sa essere capace di pensare. E poi ampi spazi che ogni anno riorganizzano la loro funzione e continuano ad ampliarsi.

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Al lato destro della nuova Chiesa noterete certamente pellegrini in attesa di una preghiera davanti al corpo di Padre Pio. E lì che si fa forte la contraddizione del bisogno di povertà da ogni bene materiale e la bellezza dell’arte. Un’arte che ti illumina di luce come fossero raggi del sole con un cielo che si colora di tramonti sgombri da nuvole. Qualcosa di meraviglioso ma che, come da polemiche a lungo contemplate, pare essere lontano dal carattere di Padre Pio che immaginiamo ambizioso di cose semplici.

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Non c’è più lo stesso silenzio, la sensazione di abbraccio della fede che consola, il conforto di sapere che la volontà divina tutto può, se quel poter essere fa parte del suo disegno per ciascuno di noi.

Ecco perché non riuscivo a trovare le parole.

A San Giovanni Rotondo ci vai per pregare che Padre Pio interceda per te, che rispolveri il cuore un po’ malato di malessere umano e ti faccia respirare il mistero della fede.

Mi piacerebbe tornare a pregarlo nella cripta in fondo alla Chiesa, dove Papa Giovanni Paolo II, un tempo, affidò il suo pensiero, dove alla messa del mattino presto c’era ancora Fra Modestino che posava la sua mano sulla fronte per darti la benedizione, dove c’era silenzio e nemmeno Padre Pio era visibile perché era ancora chiuso nella tomba sotto il pavimento, quando tutti pregavano e avevano timore a fare una fotografia.

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San Giovanni Rotondo: the Apulia of Padre Pio

 

From the first page of my blog, there has always been a voice (my husband) that asking me to tell about San Giovanni Rotondo.

Well, everyone knows that this little apulian town, owes its fame to Padre Pio, beloved by a lot of people. In truth, I have always had a hard time writing about it, because of the golden mosaics of the church where there’s  the Saint; I think that it has lost the intimacy and simplicity of the place in which a few years ago the prayers of the faithful enveloped the mystery of faith.

 At one time the heart of Padre Pio’ s Holiness filled the small church (Santa Maria delle Grazie) where the friar celebrated the Mass. Then it got to the point where the space for praying was expanded with another church.

I went there, punctual as every summer, early in the morning, with the silence of the town that was still asleep, and a shy tail that began to form for waiting to meet Fra Modestino, respected and beloved by the faithful evenafter his death. At first I prayed in the crypt of the Church where for years kept the body of Padre Pio and that it’s now orphaned of him. Then I did the usual tour of the monastery where the saint lived. His small room, the objects he used, the chair where he breathed his last, the pictures that tell the story of his stigmata, the quiet of the place, the faith that warms the heart and comforts you.

It remains the olive tree where he prayed, between his church and the hospital (Casa Sollievo della Sofferenza) that he wanted.
But today there’s also the great church designed by Renzo Piano, futuristic and simple at the same time, as only the well-known architect knows how to be able to think. And then large areas that every year reorganize their function.

On the right side of the new church you will notice pilgrims waiting for a prayer in front of Padre Pio’s body. Here I can feel the contradiction of the need for poverty from all good material and the beauty of art. An art that illuminates everything like the sun’s rays shine in a sky without clouds. Something wonderful but that seems to be far away from Padre Pio character that we imagine ambitious of simple things. 

There is no longer the same silence, the feeling of the faith that consoles me, the comfort of knowing that the divine will can do everything, if it’s part of his design for each of us. 

That’s why I could not find the words.

You go to San Giovanni Rotondo to pray to Padre Pio to intercede for you, for cleaning the heart, hurt by the human discomfort, breathing the mystery of faith.

I’d like to go to pray again in the crypt at the bottom of the church, where Pope John Paul II, once, entrusted his thought, where in the early morning there was still Fra Modestino who rested his hand on the forehead to give the blessing, where there was silence, and even Padre Pio wasn’t visible because it was still closed in the grave under the floor, when all people prayed and were almost afraid to make a picture.

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