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Di quel viaggio a Lourdes

Pubblicato da il Gennaio 21, 2016
Lourdes

Francia, Lourdes

“Ti ricordi quando eravate piccole e viaggiavamo?”

“Si che mi ricordo” rispondo a mio padre. E diciamo la verità, che quei viaggi all’avventura ci piacevano da morire.

Si partiva a sera, non prima di aver dedicato due minuti a pregare di tornare sani e salvi.

I primi viaggi li abbiamo fatti in tre, quando ancora mia sorella non era nata. Non so come ci siamo riusciti, ma abbiamo viaggiato in lungo e largo con la vecchia 500 Fiat, tutta gialla, che un giorno, con molto rimpianto, è stata rottamata per una macchina che non ha mai saputo sostituirsi a lei definitivamente. Si, le altre auto ci sorpassavano ma noi, a bassa velocità, ci godevamo quel viaggio. Poi, si arrivava nel luogo scelto come destinazione, guidati da mappe che ad aprirle necessitavano del loro spazio.

E ora? Dove si va? Cosa si fa?

Si iniziava la ricerca dell’hotel, lì sul posto. Capitava anche di trovarne qualcuno già pieno, motivo per cui se ne cercava un altro. Capitava, anche, di dover dormire in macchina. E ve lo dico, io non mi sono mai sentita a disagio. Mi andava bene così, purché i miei occhi si sfamassero di cose nuove.

Con gli anni i viaggi in tre si sono allargati diventando viaggi in quattro, con tutti gli onori di casa per la piccola viaggiatrice di cui spesso mi capita di scrivere.

I nostri erano i viaggi on the road, di quelli che ti permettono la scoperta delle fermate intermedie. Di quelli che scoprirai cosa vedere solo quando sarai a destinazione. Di quelli che metti in conto gli imprevisti che non tardano ad arrivare. Di quelli che sbagli strada e devi tornare indietro. Di quelli che sei a pienissimo contatto con la gente del posto. Di quelli che parli a gesti perché nessuno sa ancora parlare una sola parola di inglese. Di quelli che ci si arrangia e non ci si lamenta. Di quelli che stiamo bene insieme.

Se ho conosciuto da subito la bellezza del viaggio, lo devo alla mia famiglia.

Quella volta che ci siamo spinti fino ai Pirenei, abbiamo macinato Km e Km di strada. Non so quante ore e quanti giorni c’abbiamo messo per arrivare a destinazione ma ricordo che una sera, lungo l’autostrada francese, abbiamo sbagliato l’uscita per via di una sola lettera che discordava da quella che era prevista nel percorso. Pensavamo si trattasse di un errore di stampa invece, sbagliando strada, ci siamo ritrovati in una festa di paese dove la gente sorrideva e danzava allegramente in abiti tipici. Si, sono quegli errori che ringrazi di aver fatto.

Quando arrivammo a Lourdes trovammo un piccolo hotel dove i cuscini avevano una forma tale che mio padre li ribattezzò “i cuscini della pupa”. Ci fu pure la sera che mia sorella si lasciò ammaliare dal film in francese che davano nella hall e svegliatasi dall’incanto iniziò a piangere credendo che fossimo tornati in Italia lasciando lei con quei motociclisti tatuati tutto sommato dalla faccia buona.

Scoprimmo che le strade erano piene di negozietti dove i cibi erano presi d’assalto più dalle api che dai turisti. Ma quando è fame non stai a badare più di tanto con chi ti contendi il cibo. Sempre che la mamma pugliese, previdente, in vista del viaggio non si sia premunita portando con se i sapori italiani, le cose di casa.

Lourdes.2

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E poi arrivi dove la gente fa la fila per lasciare una carezza lungo le pareti di una grotta dove si racconta che una Signora apparve a una fanciulla, chiedendole di far costruire una chiesa che poi sarebbe stata la meta per tutti i malati che in questo luogo portano le loro preghiere.

Ma tutti questi malati chiederanno di essere guariti? Io credo che la fede vada al di là di una richiesta di questo tipo. Credo che la fede sia racchiusa nelle preghiere in cui si cerca il sostegno a lasciare che ciascuno di noi possa essere il disegno che un Dio ha voluto, Lui sa perché.

Senti la commozione del momento. Pensi tante cose. Ringrazi per quello che hai.

Di tanto in tanto una pioggerellina cade sui presenti. Si dice che quella sia la Benedizione della Madonna. Quella diventò una delle cose che avrei ricordato meglio del viaggio al Lourdes.

Lourdes.3

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About that trip to Lourdes

“Do you remember when you was a child and we traveled all together?”

“Yes, I remember,” I answer to my father. And we liked those adventurous travel that started in the evening, not before we devoted two minutes to pray for a safe return.  During the first trips, we’ve been in three, then my sister was born. I don’t know how we did it, but we have traveled far and wide with an old Fiat 500, all yellow, that one day, with much regret, was scrapped for a car that has never been able to replace it complitely. Yes, all the other cars were much faster than ours but we enjoyed our trip. Then, we arrived in the place of our trip, guided by maps that, opened, nedeed their space.
And then? Where we went? What did we do?

We started to search the hotel there, on the spot. It also happened to find someone already full, which is why we tried another. It happened of sleeping in the car, too. It was never a problem as long as my eyes could see new things.

We traveled on the road, discovering the Intermediate stops. They were travels where you discover what to see when you get to your destinations. Those full of unexpected events. Those that you have to turn back when you realize you’re on the wrong way. Those where you are in contact with the locals and no one speak a word of English. No one complain and “all together” you’re happy.

If I have understood the beauty of the journey, I owe it to my family. 

When we were going to the Pyrenees, we have spent hours, days to arrive at our destination; one night, on the French highway, we took a wrong exit because of a different letter of our destination. We thought it was a misprint of the map; so we were in a village festival where people smiled and danced merrily in traditional costumes… a fantastic mistake!

When we arrived in Lourdes, we found a small hotel where the pillows had a form so strange that my father renamed them “cushions of dolls” There was also the night when my sister was captivated by a French movie, in the lobby… when she awoke from the spell, began to cry thinking that we were back in Italy, leaving her with those tattooed motorcyclists with a good face. 

We discovered streets full of shops where food was besieged by bees more than tourists. But when you’re hungry you don’t care about them, except if your apulian and provident mother, ahead of the trip, has taken the precaution bringing from home, the Italian flavors.

And then you get where people waiting in the line to leave a caress along the walls of a cave where, it is said, a Lady appeared to a young girl, asking her to build a church for all sufferers.
Maybe do they ask to be healed? I believe that faith goes beyond a request of this kind. I believe that faith is contained in the prayers in which you search support for being instruments of God, He knows why.

You feel the emotion for the moment and think so many things; give thanks for what you have.
Occasionally little drops of rain fall on people. It is said that it’s the blessing of the Madonna, the thing that I remember most about my trip to Lourdes.

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