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Disneyland Paris: dove trovare tutta la magia Disney

Pubblicato da il Gennaio 17, 2016
Mondo Disney: ritrovare il bambino che è in noi a Disneyland Paris

Mondo Disney: ritrovare il bambino che è in noi a Disneyland Paris

C’è stato un tempo in cui eravamo dei bambini.

C’è stato un tempo in cui credevamo di poter essere eroi, di poter cambiare il mondo con la volontà dei desideri. C’è stato un tempo in cui niente era impossibile, nemmeno le fiabe, a cui si credeva fermamente. C’è stato un tempo in cui se incontravi qualcuno travestito da Topolino, era Topolino e basta e tu gli sorridevi, convinto che fosse un sogno a cui voler bene, perché era simpatico, perché era il figlio di Walter Disney, che a Peter Pan, evidentemente, non aveva mai avuto nulla da  invidiare.

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Nel mondo Disney

Poi la nostra statura è cresciuta in modo inversamente proporzionale all’anima da fanciullino che via via veniva soffocato dalle responsabilità che ogni giorno si andavano accumulando. Siamo diventati grandi e abbiamo rimosso lo sguardo incantato di chi sa essere felice semplicemente giocando.

Io, che ogni tanto sento riaffiorare la bambina che ero, mi diletto a ridere di pensieri non filtrati dalla censura della maturità, a farmi venire alla mente immagini in cui la semplicità e la magia si fanno creatività.

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In quel mondo segreto, proibito a chi vive di sola età adulta, tutto diventa possibile: credere di essere circondata da folletti dispettosi che ti stravolgono la ricetta del pan di spagna (tanto che poi la torta ti viene una vera schifezza) o da fatine che entrano nei sogni per regalarti un po’ di quella polvere fatata che ti permette di volare in giro per la stanza.

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I personaggi Disney nelle parate

Io non ho mai abbandonato del tutto la bambina che ero. O forse è lei che non mi ha mai lasciato la mano. La sento riaffiorare tutte le volte che il gioco con un bambino si trasforma in sincere risate. Quando mi ricordo le storie che mio padre mi raccontava, come quando ci siamo nascosti per non farci vedere da Babbo Natale che, mi diceva lui, non riuscivo a vedere solo perché si era fatto piccino. La piccola me torna quando mi bussa sul cuore e vorrebbe dire tante cose attraverso i miei pastelli (e mi perdoni se è da un po’ che le tengo tappata la bocca). E’ con me quando ripenso a tutti i luoghi della mia infanzia, a tutti i sogni che da allora hanno dato una direzione alla mia vita.

Riuscite a sentire il fanciullino dentro di voi? Sappiate che ci sono due modi infallibili per riuscire ad ascoltarlo: giocare insieme ad un bambino o andare a trovare principi e principesse nel Regno di Topolino, a Disneyland.

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Se sceglierete l’ultima delle due alternative, sappiate che entrerete in mondi dove i pirati vi risulteranno simpatici quanto il mitico Jack Sparrow e  scoprirete i fantasmagorici abitanti di una casa infestata. Riuscirete a volare sull’Isola che non c’è e sfiorare i sette nani mentre a pochi passi Geppetto costruisce le sue sculture di legno. Proverete finalmente a tirar fuori una spada da una roccia, percorrerete il labirinto di strade per arrivare al castello della Regina di cuori e andrete a trovare i cow boy poco distanti da dove pare che abiti Pocahontas. Qua e là incontrerete davvero Topolino o Winnie de Pooh, o Pippo o, chissà, Yo Yo. Lo abbraccerete con il sorriso felice facendovi convinti che quello è proprio Yo Yo e viene fuori giust’appunto dal libro.

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Arriverà presto la sera e le luci si spegneranno. Credo che non potrete fare a meno di pensare di volervi nascondere da qualche parte, chessò, dietro qualche cespuglio o proprio nel castello della bella addormentata, così, magari il giorno dopo vi ritrovate di nuovo nel mondo dei sogni. Ma no, vi dico che quando si fa buio i bambini hanno paura e vogliono tornare a casa. Tanto, vi assicuro, varcherete l’uscita di Disneyland con la convinzione che ci tornerete…per portare i figli, poi i nipoti.

Ogni scusa è buona per riassaporare il bambino che è in ciascuno di noi.

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Disney world: and you find your inner child 

 

There was a time when we were children.
There was a time when we believed we could be heroes or change the world by force of desires. There was a time when nothing was impossible, even fairy tales, in which we firmly believed. There was a time when if you met someone dressed as Mickey Mouse, he was just Mickey Mouse and you smiled, thinking he was a dream to love, because he’s funny, because he’s the son of Walter Disney,child forever as Peter Pan. 

Then our stature has grown in inverse proportion to the kid’s soul who gradually was oppressed by all responsibilities that every day were accumulating. We grew up and we have forgotten the enchanted gaze of who knows how to be happy just playing.
When I feel the child in me, I laugh for thoughts unfiltered by censorship of maturity: I can think images in which simplicity and magic become creativity.

In this secret world, anything is possible, even to believe that we are surrounded by mischievous goblins that distort the recipe for a cake (so it will be a real crap) or by fairies who enter in our dreams to give us a bit of magic dust for flying around your room. 

I never completely abandoned the child that I was. Or maybe she has never left my hand.  The feel resurfaces every time a game with a child becomes sincere laughter; when I remember the stories of my father, when we hid for to not be seen with Santa Claus (and my father told me I could not see him because he became very little). The child in me lives when she knocks on the heart and would mean so many things through my crayons. She’s with me when I think back to all places of my childhood, all dreams that have given a direction to my life.

Can you feel the child inside of you?  I want you to know that there are two ways to be able to listen to: you can play with a baby or go to Disneyland, the Kingdom of Mickey Mouse, of princes and princesses.

 If you choose the last of the two alternatives, you’ll be into a world where pirates are as fun as the legendary Jack Sparrow, you’ll discover the ghostly inhabitants of a haunted house and you’ll fly on Neverland, not far from the seven dwarfs while Geppetto is building his wooden sculptures. 

You’ll try to draw out a sword from a stone, you’ll be in a labirinth tryng to find the castle of the Queen of hearts and you’ll see the cowboys not far from where Pocahontas lives. Here and there, you might meet Mickey Mouse or Winnie the Pooh or Goofy or, who knows, Yo Yo. Well, you’ll embrace them, believing that, for example, one of them is really Yo Yo. 

The evening will come very soon and the lights are going off.  Probably you’ll think to want to hide somewhere, behind some bushes or in the castle of Sleeping Beauty, so, maybe, the next day you’ll find yourself back in the dream world. But no, I tell you that when it gets dark the children are afraid and want to go home. And however, I assure you, you are walking through the exit of Disneyland with the belief that you will return … to accompany your children, then your grandchildren. 

Any excuse to feel the child inside of all of us.

 

3 Responses to Disneyland Paris: dove trovare tutta la magia Disney

  1. iltuopostonelomondo

    Leggendo il tuo articolo mi è ritornato in mente la prima volta che ci sono andata con la mia famiglia: che ricordi stupendi!!! E’ un luogo senza tempo, dove ogni spensieratezza è consentita: quando posso ci torno sempre volentieri 🙂
    E tu sei riuscita a descriverlo magnificamente 🙂

    • lavaligiainviaggio

      Grazie mille! So cosa significa andarci con la famiglia, da bambini. E’ un posto così magico che non hai il tempo di uscire dal parco che già desideri tornarci! Così fu, tornai che ero già cresciuta. Stesse sensazioni, stessa felicità, stesso desiderio di giocare.E come scrivi tu “ogni spensieratezza è consentita”…sai quanto fa?

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