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2015: fatti, eventi, riflessioni personali

Pubblicato da il Dicembre 30, 2015
2015 - Kenya.2

Pensieri sui fatti più rilevanti del 2015

Quando ero una bambina avevo un diario dove scrivere pensieri e fatti personali. Annotavo qualunque cosa ritenessi importante e puntuale, ogni fine d’anno mi guardavo indietro per fare il bilancio dei 365 giorni nel mondo.

E’ così che quest’anno ho riscoperto vicende che credevo non fossero mai accadute, come la storia della Kater I Rades. E poi fare bilanci dei miei mesi passati, mi aiuta a guardare avanti con una marcia in più…ecco, chiamasi “buoni propositi” (di cui però non scriverò). In quest’occasione vorrei tornare a fare quello che facevo da bambina e guardarmi un attimo indietro, piuttosto che avanti, ripercorrendo, mese per mese, i fatti mondiali  del 2015.

Gennaio

Gennaio è stato il mio terzo mese di blog. Per la verità tutto il tempo addietro era stato un’utile periodo di esercitazioni con un blog fatto di immagini nate prima nella mente e poi messe a fuoco con i pastelli. Quell’incontro di colori me lo sono portato dietro anche qui, dove ora, probabilmente, mi starete leggendo.

Sono felice di averlo fatto perché io so quanto, nella mia vita, mi è stato concesso di condividere questi miei pasticci tra una manciata di meravigliosi, piccoli sorrisi. Contemporaneamente le mie matite hanno subito un forte shock, come credo lo sia stato per molti di noi. Dal 7 gennaio abbiamo iniziato tutti a dire che “Je suis” questo o “Je suis” quello.

E tutto iniziava quando la redazione di Charlie Hebdo, a Parigi, rende chiaro quanto ancora la libertà di espressione sia un’illusione. Facile parlare, discutere, denunciare, porre all’attenzione ma poi tocca fare i conti con le conseguenze.

Quel giorno una mina spezzata ha dato origine a tante mine. La mia, però è rimasta rotta e davvero non sono più riuscita ad essere la stessa.

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di @lucille_clerc

Febbraio

A febbraio ero presa dal ritmo allegro del Carnevale. Questo ha alzato il livello di felicità. Non ho visto altro nel mondo se non le maschere dietro le quali ci sentiamo liberi d’essere. Tenderemmo a pensare il contrario ma se sapeste di non dover essere riconosciuti non vi buttereste tra danze e divertimenti senza i limiti della timidezza? Ero rapita da questo.

La gioia del Carnevale

Marzo

Alzi la mano il viaggiatore che a marzo non sia stato per un solo attimo preso dallo sconforto. L’attacco al Museo del Bardo in Tunisia e la vicenda dell’aereo della GermanWings mai arrivato a destinazione… Eppure, chi ama viaggiare non si ferma davanti a niente. La passione è troppo forte per non dover credere che un fatale destino è dietro qualunque angolo, anche il più vicino. Perciò, tanto vale vivere.

Aprile

Poniamo che mia sorella, dopo quell’aprile che invece ha levato sul Kenya una triste ombra (vedi l’irruzione nel college universitario di Garissa) si fosse fatta coinvolgere tanto da decidere di non dover più partire; allora non avrei potuto raccontarvi del suo travel dream 2015.

Silenzi, luna piena, barriti degli elefanti, natura, emozioni, Africa.

Silenzi, luna piena, barriti degli elefanti, natura, emozioni, Africa.

In quel di aprile un batterio fastidioso avanzava tra gli ulivi della mia Puglia. Ora, a dirla tutta, non è che la xylella sia spuntata fuori come un fungo dopo la pioggia.

Che io sappia era da diverso tempo che i terreni poco curati avevano iniziato a veder morire i nostri alberi sacri, solo che i giornali seguono le mode e tutti insieme iniziano a scrivere di qualcosa quando lo ritengono più opportuno. E per qualche ragione anche la politica ha iniziato a occuparsene, anche se togliere il problema alla radice, per noi pugliesi, non è solo stata la soluzione sbagliata ma pure ha ipoteticamente celato altre ragioni.

Gli ulivi di Puglia

Maggio

L’arietta calda di maggio ha portato la gioia per il lento arrivo dell’estate. Ancora un po’ di lavoro e prima o poi avrei rimesso piede in aereo.

Giugno

Tuttavia a giugno le cose si sono complicate. La crisi che piano piano abbassava le serrande dei negozi, la gente che non capiva la mia passione nel fare le cose, gli sfruttatori che “rubano” non pagando il lavoro fatto. Piano piano, il viaggio sarebbe stato la fuga da una tristezza sempre più assoluta. Certo, se avessi dovuto lamentarmi io, vorrei capire che cosa avrebbe avuto da dirmi un qualsiasi greco, alle prese con la fregatura di un referendum che alla fine aveva perso il senso.

Intanto, mentre in Italia aveva già aperto i battenti l’Expo, torna coi piedi sulla terra Samantha Cristoforetti, l’astronauta italiana che per mesi ci aveva fatto sognare con larghe, larghissime vedute su un pianeta che, viaggiando, conosciamo solo attraverso i dettagli.

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Dal web: Samantha Cristoforetti

Agosto

Finalmente ad agosto 2015 potevo smettere di raccontare dei miei viaggi passati. Lo so, pretendo di scrivere su di un blog di viaggi ma non posso permettermi di viaggiare con costanza.

Eppure vi dico, viaggiare è una delle mie più grandi passioni, perciò non chiedetemi di non farlo. Soprattutto non chiedetemi di ammettere che non si possa avere il diritto a raccontare luoghi che sono anche a pochi chilometri da dove si vive.

E ancor più, non chiedetemi di negare che viaggiare sia la strada per la felicità, perché viaggiare allarga gli orizzonti, ci avvicina all’incontro con noi stessi e ferma l’attimo nel “qui e ora”, mettendo da parte dispiaceri, quotidianità, futuro e passato. Lì, siamo noi, il mondo e il presente. E non è poco.

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La mia unica visione d’insieme nel viaggio del 2015 (e si, invidio Samantha Cristoforetti)

Accade però che di ritorno, nell’aeroporto di Praga, la copertina di un giornale mi riporta alle vicende internazionali: nuove coste, come quelle di Lampedusa, si affollano di gente in fuga da guerre che in un modo e nell’altro sconfinano più volte, durante l’anno, oltre la Syria o l’Afghanistan.

Sono costretta a pensare che non siamo cittadini del mondo e che il viaggio non sia solo quello che avevo prepotentemente concepito fino al giorno prima.

Mentre la Balkan route ricalca il suo percorso attraverso i passi speranzosi dei profughi, l’Ungheria alza nuovi muri fatti di filo spinato. E noi, dentro le nostre case, ignoriamo che quello caduto anni prima, a Berlino, dopo tutto, non sarebbe mai stato l’unico muro. Nemmeno, quello al confine ungherese, sarebbe stato l’ultimo. Perché, magari, se ogni tanto la memoria e i dubbi attivano il mio cervello, mi ricorderò che ancor da prima, la Spagna ne ha sempre avuto uno.

Settembre

Su questa scia scorre anche settembre. Nello stesso mese si scoglie il gelo tra Cuba e Stati Uniti. Un’ottima occasione per citare, in questo post, l’amato Papa Francesco. Come a dire che ciò che lui tocca, luccica di pace.

Ottobre

A ottobre 2015 il protagonista assoluto è il clima di terrore. Così se da una parte la Cina allarga un po’ il permissivismo abolendo la legge che vietava di non poter avere più di un figlio (qualcosa che mi fa intuire il carattere di questo vasto territorio), dall’altro in Turchia si attenta alla vita di chi manifesta per la pace e sul deserto del Sinai finiscono i sogni di chi aveva da poco fotografato larghi sorrisi in una vacanza a Sharm El Sheik.

Novembre e dicembre

Ma il mondo non è solo quello raccontato fino al giorno 13 novembre. Il mondo è fatto di porte aperte, anche se meno importanti di quella del Giubileo (l’evento di dicembre).

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Due papi nel primo giorno del Giubileo 2015. Da www.lastampa.it

Il mondo è quello fatto di montagne colorate e muri storici visibili dai satelliti. Il mondo è quello fatto di mari in cui nuotare, popoli con cui comunicare attraverso gesti e semplici sguardi. Il mondo è fatto di cime innevate come fossero la riproduzione del Paradiso, sorrisi accoglienti e vite da condividere.

E vi auguro, per chi non lo sapesse, di capire cosa è il viaggio, quello dove le notti, spesso e volentieri, si trascorrono in aeroporto pur di concedersi un giorno in più, camminando per vicoli che alla fine del viaggio ci avranno resi persone migliori.

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Thinking about 2015

When I was a child I had a diary where I wrote thoughts and facts. At the end of each year I looked back to take stock of the 365 days in the world. So I rediscovered events that I didn’t remember  they  happened, as the history of the Kater I Rades. And then take stock of my past months, it helps me to have “good intentions”. Now, though, I would go back to doing what I did when I was a child: to write, month by month, what have been the most important moments of this 2015.

January

January was the third month of my blog. In truth all the time before had been a useful period of exercises with a blog made of images created first in the mind and then focused with crayons. Now those images are here, where now, you’re probably reading me. It was important for  me because I know how much, in my life, I was allowed to share my  colors with a handful of wonderful, small smiles.

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At a certain point, my pencils suffered a great shock, as I believe it was for many of us. On 7 January, we all started to say “Je suis” this or “Je suis” that. It all began when the editors of Charlie Hebdo, in Paris, made it clear how much freedom of expression is an illusion. Easy to talk, discuss, report, draw the attention but then you’re having to deal with the consequences.

That day a  pencil lead had broken giving rise to many  pencil leads. Mine it remained broken and really I’ve not been the same since.

February

In February I was taken by the cheerful rhythm of Carnival. This has raised the level of happiness.  I have not seen anything else except the masks behind which we feel free to be. We tend to think the contrary but when nobody can recognize us,  we can have fun with dances and entertainment without limits of shyness, don’t you think?

March

Raise your hand if you have had moments of deep despair, in March. The attack on the Bardo Museum in Tunisia and the case of the plane of Germanwings never arrived at its destination … Yet, those who loves to travel does not stop at nothing: a fatal destiny is behind every corner, even the closest. So, you might as well live.

April

Let’s say my sister had decided not to leave after April when a sad shadow fell on Kenya (see the tragedy in the university college of Garissa); then I couldn’t tell you about her travel dream 2015.

In April an annoying bacterium was advancing among the olive trees of my Puglia. Now, to be honest, the Xylella didn’t show up suddenly like a mushroom after the rain. I know that the problem had been there for a long period of time but the newspapers start to write something when they see fit.  And for whatever reason also the policy has started to follow this case, although the  remove the trees, for us, apulian people, not only is the wrong solution, but also it hides other supposedly reasons.

May

The warm breeze of May has brought joy to the slow arrival of summer and sooner or later I would set my feet on a plane. However in June, it got complicated. The crisis that slowly had lowered the shutters of the shops, people who didn’t understand my passion to doing things, the exploiters who “steal” not paying the work done.

So the trip  of August was my escape from the sadness. And if I had to complain, I can’t imagine the situation of  a greek, dealing with a referendum that eventually had lost its meaning. Meanwhile,  in Italy the Expo is opened and, in an other part of the world, Samantha Cristoforetti, the Italian astronaut,  is back with her feet on the ground. For months she had made us dream with wide views on the Earth.

August

Finally in August 2015 I could telling about new trips. I know, I write on a travel blog but I can’t afford to travel constantly.

But traveling is one of my greatest passions, so don’t ask me to deny that we can’t have the right to write about places that are not too far from where we live. And even more, don’t ask me to deny that traveling is the way to happiness, because it broadens horizons, brings us closer to the encounter with ourselves and stops the moment in the “here and now”, putting aside troubles, the  future and the past. 

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 However, at the airport of Prague, the cover of a newspaper takes me back to the international events: new coasts, such as those of Lampedusa,  are crowded with people fleeing war, from Syria or Afghanistan. I have to think that we’re not citizens of the world and that the journey is not only what I had powerfully conceived until the day before. While the Balkan route follows its path through the  steps of refugees, Hungary builds new walls made of barbed wire. And we ignore that the Berlin wall, after all, couldn’t have been the last and the wall of the Hungarian border is not the only one because also Spain has always had its wall.

September

In September the frost between Cuba and the United States is dissolved. An excellent opportunity to quote, in this post, Pope Francis. What he touches, is full of peace.

October

In October 2015, the central character is again the climate of terror. So while China widens the permissiveness abolishing the law on the only child (something that makes me imagine the  conditions of this vast territory), in Turkey  there is an attack against the life of those who were protesting  in favour of peace.

November and December

On the Sinai desert the dreams of those who had recently photographed wide smiles on a holiday in Sharm El Sheik, end with the tragedy of the russian plane. I’d like to think that the world is not only that of the day on November 13. The world is also made of open doors, although less important than that of the Jubilee (the event of December).

The world is made of colorful mountains, snow-capped peaks and historic walls visible from satellites. The world is made of seas where swimming, simple gestures and glances for comunicate, welcoming smiles and lives to share.

And I hope, for those who don’t know, you can understand what is the journey, that where, sometimes, you spend the nights at the airport for enjoying one more day,  walking through the alleys and  to be, to the end of the journey, better people.

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