Erano anni che mai, come in questi ultimi mesi, non sentivo mia sorella tanto vicina. Un po’ come quando si era bambine. L’unica differenza è che un tempo era lei, la piccola di casa, ad aver bisogno di me.

Dopo una prima esperienza di lavoro a Malta, era da poco tornata in Italia sperando di mettere definitivamente radici. Invece così non è stato.
Come fanno tanti ragazzi, è tornata a malincuore a fare la valigia.
Al momento laurea, esperienze e curriculum non le sono bastati per iniziare una professione stabile e duratura.
A Malta per lavoro
Questa volta, preparare i bagagli non è come quando si mettono dentro vestiti e guide turistiche.
Fare la valigia, adesso, accompagna la speranza che il lavoro possa bastare per sopravvivere alla quotidianità (mangiare o avere un tetto sulla testa).
Nello stato in cui versa quella terra bellissima tappezzata di trulli e terra rossa, è stato più facile decidere di non restare intrappolati nel vortice che non lascia andare avanti e nemmeno indietro.
Così mia sorella ha fatto di nuovo le valigie, mettendoci dentro quel pezzo di carta che ne attesta formazione ed esperienze, piuttosto che la guida turistica, ed è tornata a Malta, tra l’azzurro del mare e del cielo, le vie affollate di vita, i negozi senza pretese ma mai in crisi.
Malta ha molte posizioni lavorative aperte.
E’ difficile poter credere che una piccola ex-colonia inglese possa offrire molte possibilità professionali. Eppure è così.
In rete ci sono molti suggerimenti utili a chi volesse occupare uno dei posti disponibili. La conoscenza della lingua inglese non è sempre un prerequisito essenziale. Piuttosto è il risultato di chi ha scelto di andare a Malta anche e soltanto per fare esperienza e arrichire se stessi.





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