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Cosa vedere a Otranto, il borgo salentino

Pubblicato da il Novembre 6, 2015
Salento, Otranto

Salento, Otranto

Senza la folla di turisti che in piena estate l’assedia, Otranto viene percepita per le sue reali dimensioni, un borgo di Puglia dove il bianco delle case s’incontra con l’azzurro del mare e del cielo.

Cammino per le sue viuzze lasciando che i sensi si perdano nei profumi della cucina tra il silenzio dei vicoli più nascosti dove i gatti riposano a pancia piena, e le perle da scoprire, come se ad Otranto non ci fossi mai stata prima, cercando di delineare la storia di cui sono intrise.

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E quella parlata salentina stretta… diventa la conferma di quella sensazione che il Salento non faccia parte della Puglia di cui io sono abitante, perché da Brindisi in su l’accento e il dialetto si trasformano.

La Puglia, poi, è davvero lunga e questo aumenta un po’ le distanze kilometriche.

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Oggi, a Otranto, splende il sole. Il mare non è al suo massimo spendore: è un po’ arrabbiato e non è invitante come al suo solito. Forse è meglio così, perché altrimenti, novembre o no, sarei stata capace di mettermi il costume per fare una nuotata. Invece mi accontento (e dici poco!) di una passeggiata lungo il porto, il castello, le stradine del centro storico e la Cattedrale. Ah, non è che ho proprio l’occhio di Alberto Angela; io il pavimento mosaicato non l’ho analizzato con quella perfezione certosina e a tessere la trama di ciò che raffigura non ci sono riuscita. Solo, mi sono ricordata l’albero di Jovanotti, dove le radici stanno salde al terreno, e i rami, coi suoi frutti e le sue foglie, stanno esposte al sole, alla pioggia e di nuovo al sole. Che vado a pensare io!

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La Cattedrale di Otranto non è solo un enorme mosaico su cui mettere i piedi. Ci sono anche una serie di vetrate colme da cima a punta di scheletri sistemati con una certa pazienza. Tanti anni fa non lo avrei mai immaginato e invece oggi è reale il fatto che quegli ottocento martiri, uccisi dai turchi invasori, sono stati canonizzati.

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Il sole su Otranto sta improvvisamente calando e ci si mettono anche le nuvole a spegnere le luci. Mi devo affrettare perché devo ancora andare alla cava di bauxite, direzione Orte. Come al solito, come tanti, sbagliamo strada. La signora bella e gentile, con al seguito un numeroso gruppo di pecore, ci sorride e  ci indica la giusta via. Per un attimo mi si aprono in mente scene di film dal sapore di antico, quando la vita era fatta di campagna…poi qua c’hanno pure un bel mare!

Il rosso acceso del terreno, con le auto parcheggiate una vicina all’altra, si lascia scrutare di lontano. Di nuovo la rotonda, la statua del Papa e finalmente l’indicazione per il “lago”, quello di Bauxite s’intende, perché dall’altro lato di Otranto, a pochi chilometri, ci sono pure i laghi Alimini. Ci siamo, scendo velocemente dalla macchina, prima che faccia buio. Arrivo in cima al lago e davvero evito di affacciarmi troppo. Ho le vertigini!

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Mi guardo intorno e ammiro la conformazione di quel terreno ricco di ferro. Non dico che mi sembri di stare sulla luna, ma su un altro pianeta si.

Ormai è quasi buio. Il tempo ci scivola davanti e noi (io e mio marito) non siamo svelti quanto la luce del giorno che cala. Perciò anche se i miei occhi si sono lasciati stupire dal paesaggio tutto attorno alla torretta di Sant’Emiliano, ci dovrò ritornare con più calma. Chissà, magari sarà anche la volta buona che abbia il tempo per stare un po’ di più, lungo le spiagge della Baia dei Turchi, l’altra perla di Otranto.

(Vedi anche la Kater I Rades, la barca addormentata nel porto di Otranto)

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The beauty of Otranto

 

Without the crowds of tourists that besieges Otranto in summer, you can perceive the real dimensions of a small village of Apulia, where the white of the houses meets with the blue of the sea and the sky.

So, you walk down its streets and let your senses get lost in the scents of the kitchen between the silence of hidden alleys, where cats sleep with a full belly, and pearls to be discovered, looking to outline the history of which this place is soaked.

And the Salentine speech … becomes the confirmation of my feeling that the Salento is not part of Apulia of which I’m inhabitant, because from Brindisi on up, the accent and dialect are different.

Well, Apulia is really long and so this increases distances in kilometers.

Today, in Otranto, the sun is shining. The sea isn’t at its “maximum splendor”: it’s a little angry, so it’s not inviting as usual. Maybe it’s better that way, because otherwise, November or not, I would be able to wear the costume for a swim. Instead I’m happy (and that’s good enough for me!) for a walk along the harbor, the castle, the narrow streets of the old town and the Cathedral. Ah, I’m not as good as Alberto Angela; I cannot analyze the mosaic floor with his perfection. I only remembered “the tree” of Jovanotti: the roots on the ground and the branches, with their fruits and their leaves, exposed to the sun, the rain and the sun again. This I’m going to think about! 

The Cathedral of Otranto is not only a huge mosaic on which to put your feet. There are also a lot of skeletons arranged with patience: those eight hundred martyrs, killed by the Turkish invaders, are beatified.

In Otranto, the sun is suddenly dropping and even the clouds are turning off the lights. I have to hurry because I still have to go to the bauxite quarry, in the direction of Orte. As usual, like many others, we are in the wrong direction . A beautiful and kind lady, in company of her large group of sheep, smiles and shows the right way. For a moment I imagined a movie in which the life had the feeling of the country … and here people also have a beautiful sea!

From afar we see the bright red of the ground, with cars, one near the other. So,  the roundabout again, the statue of the Pope and finally the sign for the “lake” , I mean that of the Bauxite quarry, because at the other side of Otranto, there are also the Alimini lakes. We go down quickly out of the car, before it gets dark. When I am on top of the lake I avoid to look so much; I feel dizzy!

I look around and admire the shape  and the colour of the land, rich in iron. I don’t say that I seem to be on the moon, but certainly I seem to be on another planet.

It’s almost dark. The time slips and we aren’t fast as the daylight that goes away. So even if I look the beauty of the place all around the tower of Sant’Emiliano, I will have to return with more time. Who knows, it could even be the right time to breath the beaches of the Bay of the Turks, the other pearl of Otranto.

2 Responses to Cosa vedere a Otranto, il borgo salentino

  1. Tonia e Nicola - 2giromondo

    Siamo stati ad Otranto ma purtroppo ci siamo persi la cava di bauxite!
    Ci tocca ritornare.. 😀

    • lavaligiainviaggio

      Ciao ragazzi. Non disperate, sarà l’occasione per scoprire le tante altre cose che fanno di Otranto e dintorni alcune delle tappe più belle che vanta la Puglia. La zona attorno alla torretta di Sant’Emiliano, per esempio, si trova su una scogliera che resta impressa nella mente manco fosse una fotografia. Qualcosa che se non vedete non ci si crede quanto è meravigliosa. Oh, se capitate dalle mie parti (tra le Grotte di Castellana e Alberobello) fatemi sapere! 😉

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