Senza la folla di turisti che in piena estate l’assedia, Otranto viene percepita per le sue reali dimensioni: un borgo di Puglia dove il bianco delle case s’incontra con l’azzurro del mare e del cielo.

Salento, Otranto
Salento, Otranto

Otranto e il mare

Cammino per le sue viuzze lasciando che i sensi si perdano nei profumi della cucina, tra il silenzio dei vicoli più nascosti, dove i gatti riposano a pancia piena, e le perle da scoprire, cercando di delineare la storia di cui sono intrise.

Oggi, a Otranto, splende il sole.

Il mare non è al suo massimo spendore: è un po’ arrabbiato e non è invitante come al suo solito.

Mi accontento di una passeggiata lungo il porto, il castello, le stradine del centro storico e la Cattedrale. Ah, non è che ho proprio l’occhio di Alberto Angela; io il pavimento mosaicato non l’ho analizzato con quella perfezione certosina e a tessere la trama di ciò che raffigura non ci sono riuscita. Solo, mi sono ricordata l’albero di Jovanotti, dove le radici stanno salde al terreno, e i rami, coi suoi frutti e le sue foglie, stanno esposte al sole, alla pioggia e di nuovo al sole. Che vado a pensare io!

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Il mosaico nella Cattedrale di Otranto

La Cattedrale di Otranto non è solo un enorme mosaico su cui mettere i piedi. Ci sono anche una serie di vetrate colme di scheletri sistemati con una certa pazienza. Sono gli ottocento martiri che furono uccisi dai turchi invasori.

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I dintorni di Otranto

Il sole su Otranto sta improvvisamente calando e ci si mettono anche le nuvole a spegnere le luci. Mi devo affrettare perché devo ancora andare alla cava di bauxite, direzione Orte.

Come al solito, come tanti, sbagliamo strada. La signora bella e gentile, con al seguito un numeroso gruppo di pecore, ci sorride e  ci indica la giusta via. Per un attimo mi si aprono in mente scene di film dal sapore di antico, quando la vita era fatta di campagna…poi qua c’hanno pure un bel mare!

Il rosso acceso del terreno, con le auto parcheggiate una vicina all’altra, si lascia scrutare di lontano. Di nuovo la rotonda, la statua del Papa e finalmente l’indicazione per il “lago”, quello di Bauxite s’intende, perché dall’altro lato di Otranto, a pochi chilometri, ci sono pure i laghi Alimini. Ci siamo, scendo velocemente dalla macchina, prima che faccia buio. Arrivo in cima al lago e davvero evito di affacciarmi troppo. Ho le vertigini!

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La cava di Bauxite

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Mi guardo intorno e ammiro la conformazione di quel terreno ricco di ferro. Non dico che mi sembri di stare sulla luna ma su un altro pianeta sì.

Ormai è quasi buio. Il tempo ci scivola davanti e noi (io e mio marito) non siamo svelti quanto la luce del giorno che cala. Perciò anche se i miei occhi si sono lasciati stupire dal paesaggio tutto attorno alla torretta di Sant’Emiliano, ci dovrò ritornare con più calma. Chissà, magari sarà anche la volta buona che abbia il tempo per stare un po’ di più lungo le spiagge della Baia dei Turchi, l’altra perla di Otranto.

(Vedi anche la Kater I Rades, la barca addormentata nel porto di Otranto)

 

 

2 Replies to “Cosa vedere a Otranto, il borgo salentino”

    1. Ciao ragazzi. Non disperate, sarà l’occasione per scoprire le tante altre cose che fanno di Otranto e dintorni alcune delle tappe più belle che vanta la Puglia. La zona attorno alla torretta di Sant’Emiliano, per esempio, si trova su una scogliera che resta impressa nella mente manco fosse una fotografia. Qualcosa che se non vedete non ci si crede quanto è meravigliosa. Oh, se capitate dalle mie parti (tra le Grotte di Castellana e Alberobello) fatemi sapere! 😉

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