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L’incanto di Budapest

Pubblicato da il Ottobre 4, 2015
Budapest, Ungheria

Budapest, Ungheria

Le rive del Danubio condensano la bellezza di Budapest: le numerose statue, la vivacità dei ragazzi, il Parlamento, il quartiere del Castello, i ponti, i tramonti visti su di una panchina e, a fine giornata, quel riassunto di lei che si accende di magia e meraviglia. Sotto il mantello nero della sera respiri a pieni polmoni il fascino di Budapest.

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Panorama dal Palazzo Reale

Vederla dal centro dei suoi ponti, che uniscono Buda e Pest in un’unica identità, rende appena l’idea di quanto inaspettatamente sia grande questa città.

Altrettanto immensa è, seguendo il percorso del fiume, l’Isola Margherita, una distesa di verde e di pace dove si nascondono i giochi d’acqua, luci (e rumori) della fontana, i resti di un’antica chiesa, un teatro all’aperto, il Giardino Giapponese (all’altro estremo dell’isola).

L'isola Margherita

L’isola Margherita

La Fontana sull'isola di Budapest

La Fontana sull’Isola Margherita

Dalla Chiesa di Sant’ Anna si ha la vista più vicina che dà sul Parlamento, nella parte opposta del fiume. “Mmm, ma non sarà che a questi ungheresi sia particolarmente piaciuto il Parlamento londinese?” mi viene da pensare. Così trovo inevitabile pure non chiedermi perché mai Budapest venga definita “la Parigi dell’Est”. Tutt’al più io l’avrei chiamata “l’imitazione di Londra”.

Il Bastione dei Pescatori

Il Bastione dei Pescatori

Una via in salita vi guiderà verso il Bastione dei Pescatori che come una linea di confine, racchiude una parte del Quartiere del Castello, fatto di casette colorate, graziose e apparentemente ferme ad un altro tempo. In una parola, suggestivo. Imponente, invece, è il Palazzo Reale, punto panoramico per eccellenza se si vuole fotografare Budapest e il famoso Ponte delle Catene. E mentre mi stupisco ancora una volta di quanto questa città sia grande, mi trovo ad assistere al cambio della guardia, davanti a casa del Presidente della Repubblica.

Vista sul Ponte delle Catene

Vista sul Ponte delle Catene

Dall’altro lato del fiume, quasi sotto i piedi del Parlamento Ungherese, “le Scarpe sul Danubio” mettono tutto e tutti a tacere. Forse è per via di quel nodo alla gola che si prova; a stento trattieni le lacrime perché trovarsi davanti a quelle scarpe ti dà la sensazione d’essere arrivati mezz’ora dopo quel fatto che si vuole ricordare, quel fatto in cui delle persone furono costrette a togliersi le scarpe per poi essere uccise e lasciate cadere nel fiume. Uno strazio nel cuore che come in un filo conduttore si prova anche ripercorrendo le storie racchiuse nella Grande Sinagoga, un tempo luogo di preghiera, poi ghetto, poi scena di pura violenza dei nazisti e poi, come un arcobaleno dopo la tempesta, di nuovo luogo di preghiera. Nel cortile della Grande Sinagoga, una tra le più grandi al mondo, l’albero della vita ricorda e spera. Commossa, poso anch’io un sasso ai suoi piedi. Quel sasso, per gli ebrei, è l’equivalente dei fiori coi quali rendiamo omaggio ai nostri defunti.

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Scarpe sul Danubio

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Scarpe sul Danubio

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La Grande Sinagoga di Budapest

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“L’albero della vita” nel cortile della Grande Sinagoga

Dal Parlamento, il tram numero 2, citatissimo, segue una lunga tratta del percorso sul Danubio. Così almeno, ci si gode il paesaggio prima di arrivare in una vivace zona di Budapest, dove riecheggiano le note dei musicisti che allietano le cene dei clienti dei numerosi ristoranti, tutti l’uno di fianco all’altro.

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Bagni termali di Széchenyi, nel Parco Municipale di Budapest

E mentre ti incammini in quelle larghe vie di città, nella mente si imprimono via via scene di vita ungherese: bambini con il pannetto in vista che giocano tra le fontane (che voglia di giocare), eventi commemorativi che ti strappano le lacrime pur non comprendendone l’esatto significato, i ragazzi nei numerosi locali del Quartiere ebraico, la gente in giro per i negozi di Váci utca , quelli che si riposano nei prati, gli artisti di strada e le voci della gente in costume alle terme come quella di Széchenyi, frequentatissima, che si trova nel mezzo del Parco Municipale, a poca distanza dall’Anonimo, con quello sguardo nascosto, il libro in una mano e la penna nell’altra; gli aspiranti scrittori gli ronzano intorno, avvolti in una suggestiva atmosfera che fa sognare ad occhi aperti la Transilvania.

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Io che invidio il bambino perché è in tenuta per poter giocare con la fontana

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Una delle tante statue sparse per le vie di Budapest

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Prospettive nella Metropolitana di Budapest

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“L’Anonimo” nel Parco Municipale di Budapest

Appena fuori dal Parco Municipale, c’è la Piazza degli Eroi, disegnata da linee ampie, pulite e ordinate. Da qui una lunga passeggiata, a tutta dritta, vi porterà davanti a edifici eleganti e sontuosi, musei celebri quali la Casa del Terrore, i Teatri e quella Basilica di Santo Stefano che, ancora una volta, mi ricorda Londra con la sua St Paul Cathedral. Non ha importanza se la reliquia dell’omonimo Santo è nascosta dal buio che l’avvolge all’interno di una teca (si illumina solo se lasci una monetina); la cosa più curiosa, a mio parere, era la prospettiva statica che si manteneva man mano che ci si allontanava dal cupolone, percorrendo la frontale via di Zrínyi utca. Qualcosa che toglie il fiato.

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Piazza degli Eroi

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Casa del Terrore

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Prospettiva sulla Basilica di Santo Stefano

Informazioni utili.

-Un euro corrisponde a  305 fiorini (Huf) circa.

– Gli abbonamenti ai mezzi di trasporto possono valere 24 ore (1650 Huf), 72 ore (4150 Huf), o sette giorni  (4950 huf). I prezzi, chiaramente, sono suscettibili di variazioni. L’alternativa è la Budapest card.

-Per raggiungere Budapest dall’aeroporto, potete usare l’autobus 200 fino alla fermata della metro Kőbánya-Kispest.

– Il prezzo minimo per visitare la Grande Sinagoga, esclusa la visita al Ghetto, è di 700 huf, Si, un po’ caro, ma ne vale la pena.

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The charm of Budapest

 

The banks of the Danube condense the beauty of Budapest: the numerous statues, the liveliness of boys, the Parliament, the Castle District, the bridges, the sunsets and, in the evening, with its lights, the summary that make it so full of magic and marvel. Under the black cloak of night you can breath in deeply the charm of Budapest.

If you see it from the center of its bridges, that unite Buda and Pest into one identity, you’ll have an idea of how big is this city.

Following the path of the river, Margaret Island is equally huge, an expanse of greenery and peace where there are the show of the fountain. the remains of an ancient church, an open-air theater, the Japanese garden.

From the Church of St.Anna you have the better view of the Parliament, on the other side of the river. “Mmm, maybe the Hungarians liked the London Parliament” I thought. And so, I can’t help but wonder why Budapest is called “the Paris of the East”. At most I’d call it “the imitation of London”.

Through an uphill street, you can go to the Fisherman’s Bastion that, as a boundary line, contains a part of the Castle District, made of colorful and pretty houses. In a word, it’s charming. The Royal Palace is also impressive, a good area if you want to photograph Budapest and the famous Chain Bridge. And while I’m surprised to see again the greatness of the city, behind me there’s the changing of the guard in front of the President of the Republic’s house.

On the other side of the river, almost under at the foot of the Hungarian Parliament, the Shoes on the Danube keep all of this quiet. Maybe it’s because of that choked up; barely I hold the tears: to be in front of the shoes, it’s like coming half an hour after that fact where some people were forced to take off their shoes, only to be killed and thrown in river. A pain in the heart that as a common thread, you can feel also in the stories of the Dohany Synagogue, once a place of prayer, then a ghetto, a scene of sheer violence of the Nazis and then, like a rainbow after the storm, again a place of prayer.

In the courtyard of the Synagogue, one of the bigger in the world, the tree of life reminds. Moved, I put a rock at its feet. That stone, for the Jews, it is the equivalent of the flowers with which we pay tribute to our dead.

From the Parliament, the tram number 2, much cited, follows a long stretch of the Danube. So at least you can enjoy the scenery before arriving in a lively area of ​​Budapest, where the music of the musicians echoes and cheers the dinners in the restaurants, all side by side.

And while you’re walking in the streets of this large city, gradually scenes of Hungarian life print in the mind: children in swimsuit who play with the fountains, commemorative events that moving even if you don’t understand the exact meaning, boys in the numerous bars of the Jewish Quarter, people who are going shopping in Vadci Utca, those resting in the meadows, the street performers and the voices of people at the Szécheny Thermal Bath, very popular, in the middle of the City Park, not far from the Anonymous, with that look hid, the book in one hand and a pen in the other; the aspiring writers  hang around him, wrapped in a charming atmosphere that daydreaming the Transylvania.

Just outside the Municipal Park, the Heroes’ Square is designed by sweeping lines, clean and tidy. From here a long walk, all straight, will take you to elegant and sumptuous buildings, museums such as the House of Terror, famous theatres and  Stephen’s Cathedral that, once again, reminds me London and its St Paul’s Cathedral. It does not matter if the relic of the Saint is hidden by the darkness that surrounds it in a glass case and that lights up only if you leave a coin. The most curious thing, in my opinion, was the static prospective that you can see even if you move away from the dome, along the front Zrínyi Street. Something that takes your breath away.

 Useful information.

– One corresponds to around 305 HUF.

– There are individual fares for Prague public transport for one day (1650 Huf), 72 hours (4150 Huf), or seven days (4950 huf). Prices may diverge . Budapest Card is an alternative.

– For going to Budapest, from the airport, you can use the bus 200 to  the subway Kőbánya-Kispest.

The ticket to the Dohany Synagogue costs 700 huf (visit to the Ghetto excluded)

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