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La panzerottata: fare festa con i panzerotti

Pubblicato da il Settembre 8, 2015
La panzerottata di famiglia

La panzerottata di famiglia

“Stasera facciamo la panzerottata”. Si dice così quando le persone si riuniscono in onore del tempo da trascorrere assieme, fra spensieratezza e buon cibo.

Di solito si tratta di ore che scorrono felici in una calda sera d’estate, con le tavole che si apparecchiano fuori dalle case, nei giardini di campagna o delle villette al mare. Fare i panzerotti, così, diventa quasi un rito dal sapore tutto pugliese.

Qualcuno si occuperà di impastare gli ingredienti già molto tempo prima che il tutto venga servito al centro tavola. Il panetto di farina, olio, sale, acqua e lievito crescerà, il rosso dei pelati si unirà al bianco delle mozzarelle e al verde dei capperi per restare un po’ nello scolapasta a lasciar scolare l’acqua in eccesso perché, altrimenti, se un panzerotto dovesse aprirsi mentre frigge, si dice, “spara” schizzi di olio bollente e ci si può far male!

Panzerotti.2

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Panzerotti.3

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A sera ci si inizia a riunire. Le mani in pasta creano sfoglie tonde e sottili che somigliano a piccole pizze con sugo e mozzarella. Come un libro aperto, il panzerotto si chiude e viene sigillato come si “sigilla” un patto d’amicizia che sta per rinnovarsi in quelle ore felici, sotto il segno della buona cucina.

Tutto è pronto, i panzerotti si lasciano dorare dall’olio che li frigge. Al centro della tavola coppe di panzerotti si svuotano alla svelta e anche se lo stomaco pare essere sazio, c’è sempre posto per eccedere con il buon gusto. La mozzarella fila ad ogni morso e i sorrisi si fanno sempre più veri.

Panzerotti.5

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Quel che avanza dell’impasto sarà fritto comunque. Se alle pizzette così ricavate, ci aggiungete salsa e cacio vedrete che delizia!

Le "pizzelle" fritte con quel che avanza dell'impasto.

Le “pizzelle” fritte con quel che avanza dell’impasto.

I panzerotti non si cucinano spesso ma quando ci sono, ve lo assicuro, è sempre una festa anche se di motivi per festeggiare sembrano non esserci.

I panzerotti in tavola.

I panzerotti in tavola.

Come fare i panzerotti

 

Si forma un panetto impastando 1 kg di farina con acqua tiepida (quanto basta) a cui aggiungere un pizzico di sale, un po’ d’olio e mezzo bicchiere di latte riscaldato in cui far scogliere il cubetto di lievito di birra.

Si lascia crescere il panetto per almeno due ore in una coppa coperta da un canovaccio e si creano delle “pallette”di impasto da stendere con il mattarello su una spianatoia infarinata.

Su ogni “sfogliatella” si mette un po’ di salsa di pomodoro (o pelati), capperi e mozzarella, si inumidiscono i bordi del panzerotto e li si chiude usando la rotella.

Friggere i panzerotti in olio bollente e far assorbire l’olio in eccesso ponendoli su carta per cucina.

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When tonight we’re having the panzerottata

 

“Tonight we’re having the panzerottata”- We  say that when people come together in carefree moments, eating good food.

Usually these are happy hours of a hot summer evening, with laid tables outside the houses, in the gardens of country or beach  houses.

So, prepare  “panzerotti”, it becomes a ritual with a special flavor of Apulia.

Someone will take care of mixing the ingredients.

The dough of flour, oil, salt, milk, water and yeast will grow; the red of the tomatoes will join with the white mozzarella and green capers and will remain a bit in a colander so draining excess water because, otherwise, if a panzerotto opens while frying, there will be splashes of hot oil and you can hurt!

In the evening, the hands create thin and round sheets that look like small pizzas with tomato sauce and mozzarella.

Like an open book, the panzerotto is closed and is sealed as a deal of friendship that renews  itself  in those happy hours, under the sign of good food. Everything is ready, all “panzerotti” get fried in hot oil.

At the center of the table, platters of panzerotti  are emptied quickly and although the stomach seems to be full, there is always space to eat another panzerotto…and smiles become more real.

The dough that remains, will be fried anyway. If you add sauce and cheese, to little pizzas so obtained, you will see what a delight! We don’t cook often the panzerotti but when there are, I assure you, it is always a feast!

The recipe of my mum: form a dough, mixing 1 kg of flour and warm water (just enough) with a little salt, oil ( a little) and half a glass of warm milk where dissolve a Brewer’s yeast.

It let the dough rise for at least two hours in a bowl covered with a cloth and then create small balls of dough, roll out with a rolling pin on a floured surface.

On each “panzerotto” put tomatoes, capers and mozzarella, moisten the edges of panzerotto and close them. Fry in hot oil and place them on paper towels to absorb excess oil.  

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