A Vienna, tra le sue strade larghe, eleganti e piene di luce, si respira un meraviglioso incontro tra i profumi e i sapori delle pasticcerie, le note del valzer, l’abbondanza di barocco, i turisti affascinati dal fascino della città, l’amore nell’aria, il ricordo della Sissi vista centomila volte nella serie televisiva e una strana calma che esclude ogni tentativo d’aver fretta perché si possa vedere tutto e di più.

L’area attorno al Duomo di Santo Stefano
Là dove si apre la piazza con il Duomo di Santo Stefano, c’è già tutto un mondo da scoprire: la casa dove visse Mozart (DomGasse n.5), la Manner, ovvero il negozio di wafer esportati in tutto il mondo, la via dello shopping, chiese, chiese, chiese e perfino l’ Ankeruhr, un orologio meccanico che aspetta mezzogiorno in punto per animarsi e, volendo, io che me ne sto a bocca aperta a contemplare tutta quella bellezza su cui i miei occhi s’ eran già posati quando ero solo una bambina. Può essere che a Vienna, come in tanti altri luoghi d’Europa, io ci abbia lasciato il cuore e un pezzo della mia infanzia.
E mentre il suono delle campane si disperde nell’aria viennese, i miei passi mi portano nella zona dei musei imponenti, da Albertina (con i praticelli verdi adatti per la mia siesta di primo pomeriggio) agli edifici gemellini: i Musei di storia dell’arte e di storia naturale con al centro il monumento dell’imperatrice Maria Teresa.




Voglia di valzer
Cresce l’entusiasmo di me che cammino per le strade di Vienna con quella musica che a stento trattiene la voglia di provare un passo di valzer e per nulla a fatica m’inchioda nella mente l’utopica idea in cui pure le strade del mio paese, a dieci chilometri dalla Valle d’Itria, debbano avere artisti di strada che tanto mi lasciano sognare (e si è capito) e che tanto sono capaci di diffondere nell’aria un po’ di musica che rende più magica l’atmosfera. Sapete quanti nonni starebbero a ballare nelle bianche piazzette di Puglia se più spesso risuonasse il valzer? E noi, a guardare, vedremmo pure i cuoricini dell’amore volare alti ad ogni loro passo di danza.


Alla ricerca di Klimt e Freud
Vienna, colorata dagli abbracci dipinti da Klimt, si lascia attraversare dalle vie che ti portano ai giardini fioriti, alle statue del Parlamento, alla costante aria di festa del Municipio, sempre allietata dalla presenza di eventi (altro che Municipio).

Poi, un punto di domanda: ma dov’è che Freud aveva la sua base qui a Vienna? E così, inizia il gioco del dove sia.
Unico indizio: la Caserma in stile Windsor che la si gira attorno attorno prima di scoprire che il Dottor Freud non abitava mica in una villetta con giardino privato, come da mie strane e infondate aspettative, bensì in un appartamentino del palazzo al civico 19 di Berggasse.

La torta sacher
La torta sacher! Non si può andar via da Vienna senza assaporare i dolci viennesi.
Cacao amaro addolcito da panna e cioccolato.
Chiudo gli occhi. Sì, volendo un altra fetta non guasterebbe…

Il Castello di Schönbrunn
E Sissi? Che mi perdoni se ho finto per due minuti che il Castello di Schönbrunn fosse casa mia e mi sono permessa di registrare la scena di me al balcone che chiamo mio marito per dirgli che è pronta la “panzerottata” nel salone della casa, piena così di parenti pronti a darci dentro con i panzerotti!
Non è che mi mancasse l’aria del mio paese, semmai sapevo che a mancarmi, da lì a poco, sarebbe stata Vienna.


Un po’ di informazioni
– Vienna si può raggiungere facilmente da Budapest (distano solo 245 km). L’autobus della compagnia ungherese “Eurolines” costa solo 22 euro andata e ritorno.
Il Bus, da Budapest, si prende alla stazione Nèpliget e arriva alla Stazione Erdberg di Vienna. La tratta dura 3 ore esatte (spaccano il minuto).
– Il biglietto di 24 ore, valido per tutti i mezzi pubblici di Vienna, costa 7,60 euro.




