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A proposito di Campionati di nuoto (mondiali e non)

Pubblicato da il Luglio 29, 2015
Berlino, LEN European Swimming Championships 2014 (I campionati di nuoto Europei)

Berlino, LEN European Swimming Championships 2014 (I campionati di nuoto Europei)

Lo sguardo felice di un vincitore sul podio ha sempre qualcosa di immenso.

Le emozioni, intense, riescono a bucare lo schermo per arrivare dritte al cuore di chi, in quegli stessi attimi, sia pure da tutt’altra parte del mondo, condivide il vissuto di chi celebra mesi, anni, perfino una vita intera, trascorsa a dare l’anima per una passione che si ama ma che, pure, richiede costanza, impegno, fatica, forza.

Forza, tanta forza.

Troppo facile lamentarsi per chi sta nella propria cameretta ad aspettare che sia il mondo ad entrare dalla porta. Troppo facile pretendere per chi, mitomane e inconsapevole dei “veri” sacrifici, crede che tutto gli sia dovuto.

Chiedetelo a chi corre in salita su di una bicicletta tentando di acchiappare una maglia, di qualunque colore essa sia. Chiedetelo a chi prova e riprova a migliorare tempi, tecnica, sostanza in qualunque sport esso sia: tuffi, nuoto, corsa, salti di qualunque genere…

Quante volte questi vincitori avranno avuto voglia di piangere dopo ogni caduta, quante volte avranno pensato di mollare tutto, quante volte avranno pensato chi glie lo ha fatto fare a scegliere di fare della propria vita una competizione.

Lo sport, visto con gli occhi di una persona che ha scelto la sedentaria vita da studentessa con tutt’altri sogni, è sempre una catena a cui aggrappare la forza dell’anima. Se gli porti rispetto sa ripagarti con una intensità tale da renderti capace di provare qualcosa che non conosco nemmeno ma che percepisco nel luccichio di chi, appunto, si gode il podio.

Ecco, io sono pigra, sedentaria e i veri sacrifici, quelli che hai il sudore in fronte io non li conosco… però amo tantissimo sentire la libertà che provo quando nuoto. Proprio io che ho imparato a nuotare solo a 13 anni, da sola, all’acqua alta 10 pollici, io che da piccola avevo il terrore del mare e piangevo perché i miei mi riportassero a riva, io che ancora passo le giornate al mare tentando d’imparare a nuotare sott’acqua senza sentirmi un salvagente che si mantiene in superficie. Non vorrei essere Tania Cagnotto perché i tuffi, quelli proprio no (li temo). Ma vorrei avere anche una sola bracciata di Federica Pellegrini o un minimo di grazia e leggerezza delle ragazze del nuoto sincronizzato.

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A proposito di nuoto sincronizzato… se mi capita di sintonizzarmi su una competizione di synchro, divento incapace di cambiare canale e mi lascio prendere dalla meraviglia delle coreografie acquatiche. Il mio stupore diventa distacco dal mondo se poi, il nuoto sincronizzato, mi portate a vederlo dal vivo. E così è successo, a Berlino per le competizioni europee di nuoto 2014, quando in città ti poteva anche capitare d’incontrare gli atleti scelti per rappresentare una nazione intera.

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Il nuoto sincronizzato ai Campionati Europei di Berlino del 2014 

 

Nelle gare di solo, la russa Svetlana Romashina porta altissima la sua bandiera. Ha un passo talmente sicuro e uno sguardo che non teme nessuno che ti viene facile pensare quanto il portamento faccia capire agli altri se siamo o meno leoni. La vedi muoversi in acqua e ti accorgi che lei è una campionessa nonostante la tua ignoranza in materia. La russa non danza, lei i brani musicali li vive e li fa vivere. Può essere Marilyn Monroe o Julia Roberts senza esserlo davvero. Guardi lei e vedi una storia. Guardi lei e vorresti rivederla altre cento mila volte.

Poi c’è la spagnola Carbonell. Lei è intensa e passionale quanto lo è un ballerino di flamenco. Sembra la più impetuosa delle sirene, quella che ti strappa la lacrima perché la sua passione ti entra dentro e brucia.

Linda Cerruti, dall’Italia, la mia Italia, ha gli occhi di chi non molla, nonostante le combattenti dure da oltrepassare. La sua è grazia, eleganza, armonia. I suoi movimenti in acqua sono così leggeri e sinuosi da non lasciare percepire la fatica, nemmeno quella per cui lei è in quella piscina attraversata da tante altre campionesse. Diventa un tutt’uno con la musica mentre danza, sicura ma senza altezzosità, senza la pretesa di sentirsi chissà chi.

Un modo d’essere che si ritrova nell’intera squadra di nuoto sincronizzato della nazionale italiana. Sembrano le ragazze della porta accanto ma con una marcia in più.

A loro, che in quel di Berlino 2014 hanno saputo regalarmi tante emozioni, il mio augurio perché possano salire sempre più in alto.

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A loro, che in quel di Berlino 2014 hanno saputo regalarmi tante emozioni, il mio augurio perché possano salire sempre più in alto.

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Speaking of (world  or not) swimming championships

 

 The happy look of a winner on the podium is always an  extraordinary thing.

The intense emotions can pierce the screen and get straight to the heart of those who, in those moments, even anywhere in the world, shares the experience of those who are celebrating months, years, even a lifetime, spent to give blood for a passion that they love but that requires also patience, commitment, hard work, strength. Strenght, a lot of strength of character.

It’s too easy to complain for those who are in their room and wait thinking it’s the world to come in. Too easy for those who, false confessors and unaware of the “true” sacrifice, believe that everything is due. Ask anyone who’s riding on a bike trying to catch a T-shirt, whatever color it is.

Just ask those who’s trying to improve timing, technique, essentially any sport it is, diving, swimming, running, jumps of any kind …

How many times these winners will have felt like crying after every fall, how many times have thought of giving up all, how many times have asked why did they choose to make their life a competition.

Sport, seen through the eyes of a person who chose the sedentary life of a student with different dreams, it’s always a chain to which cling with all soul force.

If you respect it, it repay  giving you something that I don’t know but that I perceive in the shimmer of who, in one moment, is enjoying the podium.

Well, I’m lazy, sedentary and I don’t know the real sacrifices (the ones that you sweat) but I really love to feel the freedom when I’m swimming. I own that I learned to swim only at 13 years old, in shallow water, that, when I was a child I was terrified of the sea and I was crying because I wanted stay at the shore, that I still spend my days at sea trying to learn to swim underwater without feeling a   life preserver that keeps me on the surface.

I would not be Tania Cagnotto because the dips… really I’m afraid. But I would like to have even a single stroke of Federica Pellegrini or a minimum of grace and lightness of the girls in synchronized swimming.

Speaking of  synchronized swimming… if I watch a competition of synchro, I become unable to change the channel; I amaze for those  aquatic choreography. I’m feeling in another  world if I see the synchronized swimming live. And so it happened, in Berlin for the European competition of swimming, in 2014, when in town you could also happen to meet the athletes selected to represent an entire nation. What an honor for them…

 For the solo, the Russian Svetlana Romashina brings high her flag. She has a step so safe and a look that isn’t afraid of anything, that it’s easy to think how the behavior it’s important to understand whether we are lions. You see her movements in the water and realize that she is a champion despite your ignorance about this sport. The Russian doesn’t dance: she lives and makes live the musics during the performance. It can be Marilyn Monroe or Julia Roberts without being really. Look at her and see a story. Look at Svetlana and you would like to see her again another hundred thousand times.

Then there’s the Spanish Carbonell. She’s intense and passionate like a flamenco dancer. It seems the more impetuous of the mermaids, the one that rips the tear because her passion gets inside you and burns.

Linda Cerruti, from Italy, my Italy, has the eyes of who doesn’t give up. She has grace, elegance, harmony. Her movements in water are so light and sinuous that we cannot perceive the real fatigue, even the one for which she is in that pool crossed by many other champions. Becomes one with the music while dancing, safe but without arrogance, without the pretense of being the best. 

A way of being that you can see also in the Italian national team of synchronized swimming. They look like the girls who live next door but with that “something extra”.

To them, that  at the 32nd LEN European Swimming Championships 2014 were able to give me a lot of emotions, my wish for climb higher and higher.

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