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Sorrisi in viaggio

Pubblicato da il Luglio 9, 2015
sorrisi in viaggio

Quando in viaggio incontri mille sorrisi

Capita che tra le tante persone in cui ci imbattiamo, nella vita di ogni giorno, come in viaggio, ce ne siano alcune che hai l’impressione di conoscere da sempre. Ti ispirano fiducia, simpatia e senti di doverle legare, in qualche modo, al destino che continua a ricamare la tua storia, al di là di quei brevi incontri che ne fanno un dettaglio.

La vita è come un viaggio fatto in treno: in un angolo del vagone ci siete tu e altre persone con le quali incroci sguardi, scambi battute mentre fuori dal finestrino cambia lo sfondo. Di alcune di quelle persone, non sarà facile dimenticarne i volti, le storie brevemente raccontate, qualunque cosa per cui loro erano loro e tu sei stato tu.

Nel viaggio a Berlino, sono bastati pochi istanti perché la mia vita si potesse incrociare con quella di un’altra persona che è difficile dimenticare: di gente così ce n’è tanta ma sembra rara.

Mi piace ricordare quei momenti perché per chi, come me, è timido e poco socievole, è stato come trovare una porta aperta con dentro il sole che ti abbaglia e ti dice “benvenuta, Tiziana, ti presento la bellezza del mondo”. Così quel sole m’illumina d’immenso e mi ricorda quanta meraviglia sia racchiusa in un piccolo particolare fatto di sorrisi.

A me e mio marito, è bastato chiedere di farci fare una foto-ricordo davanti alla porta di Brandeburgo per imbatterci nel sorriso di Madhu. A dire la verità, non ho mai capito se Madhu è il suo nome o il suo cognome. Lui ne approfitta per chiedere a noi di fargli una foto (e perdonami Madhu, ma quella foto l’avrei scattata di nuovo, perchè mi è venuta davvero male!), ci chiede le classiche cose che si studiano dalla scuola media alle superiori (figuriamoci, che gioco da ragazzi rispondere: where are you from? I’m from Italy…) e altre cose dove capisci che tra te e lui, certamente lui sì, che potrebbe fare il  travel blogger.

Quante cose avrei voluto capire, Madhu. Quante cose avrei voluto chiederti se non fosse stato per quel mio inglese scolastico. Quanto vorrei avere la tua stessa socievolezza, i tuoi stessi sorrisi da regalare agli altri, il tuo stesso coraggio di viaggiare da solo pur avendo la sensazione di non esserlo mai davvero. Nei tuoi occhi c’è il mondo, quello bello, fatto di amicizia.

Se avessimo fatto la coda, insieme a te, per salire in cima al Parlamento tedesco, ti avremmo conosciuto meglio e non avremmo, ora, il rimpianto di non aver visto Berlino da lassù. Vabbè, è andata così, con quel poco tempo, facendocelo bastare per spiegarti che “our premier” è lo specchio dell’italiano che l’inglese, a scuola, lo ha imparato davvero male (non per volere ma perché la scuola italiana è quello che è), che tutto sommato l’Italia è bella e piace anche a te e che, sì, è stato un piacere conoscerti e siamo onorati di poter vedere (grazie a Facebook) che continui a sorridere, a viaggiare e a studiare. Madhu, il fumetto non mi bastava per esprimere quanto è stato importante incontrarti. Dovevo per forza scrivere di quanto le persone come te mi ricordano di essere ogni giorno migliore, perché quando si sorride agli altri, in un certo senso si sorride a sé stessi, fregandosene se l’altro non ricambia con altrettanta gioia solo perché, forse, è scontento della propria vita.

4 berlino

First day in Berlin – part number 3 -Think … until a few years ago, here there was the wall. -And now the Brandenburg Tor is the symbol of the city. Let’s take a picture. -Sorry! Can you make a picture, please? -Sure! Where are you from? Do you like Berlin? -Eh?! What did he say? I think I have to study English again! It’s as poor as the English Language of Renzi! LATER -Do you want to visit the dome of the Reichtags Building, like me? Eeeeh, but there is the row for the reservation. So we cannot visit the city! THIS IS FOR ALL FRIENDS IN THE WORLD, ESPECIALLY FOR THE PERSON IN THIS PICTURE.

Come altre persone che dell’ India hanno il cuore, e che ho incontrato per la strada, anche Madhu, ricco di sorrisi, pace e libertà, ha il dono di saper abbracciare il mondo e di farti sentire a casa, ovunque tu sia.

Credo che l’India, che per molti rappresenta anche un viaggio dentro sé stessi, mi stia chiamando. E più le sono indifferente, più lei mi chiama. Prima o poi prenderò la chiamata.

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 Sorrisi, smiles on my trip

 

Between a lot of people, in everyday life and in every travel,  we encounter those who seems as though you’ve met on a previous occasion.  They inspire confidence, sympathy.

So, in some way, the fate continues to embroider your story, beyond those brief encounters that become a detail of life.

Life is like a journey by train: in a corner there are you and other people with whom exchange looks, words, while out of the window changes the background.

It will not be easy to forget the faces of some of those people, their stories told briefly, anything for which “they were they” and “you was you”.

On my trip to Berlin, in a few moments of my life, I met someone who is hard to forget: persons like him are so many but also rare. I like to remember those moments because for someone like me,  shy and unsociable, it was like finding an open door inside the sun that says “welcome, Tiziana, this is the beauty of the world.”

So, that sun enlightens me of immense and reminds me how much  of beauty there’s in one small detail made of smiles. I and my husband asked to take a picture in front of the Brandenburg Gate: so, we met the smile of Madhu. To tell the truth, I never understood if Madhu is his name or his last name. He took the opportunity to ask us to take a picture to him (forgive me, but I wanted to take that picture again, because it was very bad!), he asked the classic things that we used to study in the italian school (where are you from? I’m from Italy …) and you understand that, certainly, he could write for a travel blog. How many things I wanted to understand, Madhu.

How many things I wanted to ask you if it was not for my bad English. How I wish I had your same sociality, your smiles to give to others, your courage to travel alone while having the feeling never to be alone really. In your eyes there is the world, the beauty of friendship. If we standed in line with you to climb on top of the German Parliament, we would have known you better and we would not have the regret not to have seen  Berlin from up there. Oh well, it just happened that way.

That time was enough to explain that “our prime minister” is the mirror of Italian people, like me, who speak a bad English (because the italian schools  are what they are), that Italy is beautiful and you like it and that, yes, it was a pleasure to meet you and we are honored to see (through Facebook) your smiles and your travels. Madhu, a page of my  humble comic was not enough to express how important it was to meet you.

For me it’s important to write about people like you, because you remind me to be better every day: when we smile, in some way, we are happier, even if the others don’t reciprocate with equal joy just because, perhaps, they are unhappy with their lives.

Like other Indian people who I met in my life, also Madhu, full of smiles, peace and freedom, has the gift of being able to embrace the world and make you feel at home wherever you are.

I believe that India, which for many is also a journey into oneself, is calling me. And more I’m indifferent, more it calls me. Sooner or later I’ll take the call.

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