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Tanti viaggi in un solo oggetto

Pubblicato da il Luglio 4, 2015
Un oggetto, tanti viaggi

Se un oggetto è capace di raccontare tanti viaggi (immagine da pixabay.com)

Parte da TalesOnTheRoad l’idea di scrivere di quale sia l’oggetto che apre alla mente immagini e storie di viaggi. Non c’era da pensare molto sebbene la mia stessa vita sia un viaggio rappresentato da qualunque cosa sia attorno a me.

Quando ero una bambina desideravo avere un mappamondo. Ecco, all’epoca quell’oggetto sferico che illuminava di azzurro la mia stanzetta, era l’oggetto capace di raccontare di sogni di viaggi da fare. Lo guardavo e il dito puntava su terre ogni volta diverse; pensavo a quanti anni ci sarebbero voluti per visitare ogni singolo luogo… me lo chiedo ancora e ancora credo che non basterebbe una vita (nè lo stipendio di una vita).

Il mio mappamondo oggi, domina la libreria della mia cameretta dove ho l’enorme mole di volumi studiati ai tempi dell’università. Prima o poi farò cambiare casa a quel mio mappamondo ma, per ora, lo lascio custodire alla mia stanza di bambina dove nascevano sogni di viaggi lontani e avventurosi.

Un oggetto, tanti viaggi

 

Ora, se mi chiedete quale è l’oggetto che racconta di luoghi già visti, la risposta è “the pin”. In una spilla c’è l’immagine di un viaggio vissuto e non sognato e tante spille formano una trama fatta di un percorso lungo e paziente che lentamente ricopre una borsa comprata ai magazzini Harrods di Londra. Attenzione, trattasi di una mania bella ma contagiosa. Riuscirete a resistere?

Si perché oramai si perde nella notte dei tempi il conto delle persone che mi chiedono di comprare per loro una spilla dell’Hard Rock dalla mia prossima tappa. Mmm, diciamo che se potessi lo farei anche ma obiettivamente non ci si riesce ad accontentare tutti.

borsa harrods

Le mie spille sono figlie dei miei più recenti viaggi, quelli, cioè dal momento in cui mi sono lasciata contagiare dalla stessa mania espressa sintomaticamente dalla borsetta di mia cugina. Ok, non baro, tre spille sono figlie dei viaggi di altri che gentilmente hanno offerto loro un passaggio affinchè giungessero a me. Le altre sono “ooopera” mia. Le guardo e ricordo le leggende portoghesi, l’atmosfera fiabesca di Disneyland Paris, i sogni di Mariantonietta racchiusi nella sua villa a Versailles, i passi appassionati dei ballerini di flamenco, l’essenza visionaria di un Gaudì che è racchiusa nelle forme colorate di Barcellona, i giorni di attesa e vivacità della JMJ di Madrid 2011 o le strade leggendarie di Londra, dove sarei rimasta tutta la vita a scrivere libri che liberassero un’infinita fantasia… ah, quanti ricordi tutti sulla facciata di una borsa che custodisco come un cimelio che racconta di quanto ami stare nel mondo.

Ho scritto di “tendenze”, style o che? Questo non lo so, ma certamente di sogni e ricordi, questo sì.

Mi si chiede di fare di questo tema una catena… sono curiosa di tutti i vostri cimeli capaci di aprire immagini di viaggi, ma giacchè son quattro le persone a cui, secondo le regole delle mie tre colleghe blogger, va passato il testimone, cito anche coloro che ancora attendono le mie dieci risposte del Liebester Arward e con cui mi scuso per non essere mai (ancora, forse, non lo so…confusione e tentativi inutili di giustificarmi) riuscita a rispondere.

ImpronteNelMondo  (ops, già citati dalle amiche di TalesOnTheRoad)

fefa

rintronauti

Illatobellodellecose

warmcheaptrips

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An object, so many trips

 

The idea of writing about an object that opens up to mind  images and stories of travel, is from TalesOnTheRoad. There was not much to think about, although my own life is a journey represented by whatever is around me. When I was a child I wanted a globe.

That ball shaped object in my little room  illuminated with its blue light , was able to tell about dreams of trips to take.

I looked it, I pointed the finger on a land and I thought about how many years it would take to visit each I wonder again and again I think my entire life would not be enough (and neither the salary of a life).  Today my little globe dominates the library of my room where I have the huge amount of volumes studied at university. Sooner or later I will change the house to my globe, but for now, it is still in my room where dreams of distant travels and adventurous were born.

Now, if you ask me which is the object that tells about places already seen, the answer is a broach.

In a broach there is the image of a journey lived and dreamed  and so many pins form a texture made of a long and patient route that slowly covers a bag bought at Harrods in London.

Attention, this is a beautiful obsession but also contagious. Can you resist? The count of the people who ask me to buy them a brooch of the Hard Rock from my next stop, in fact, is lost in the mists of time. Mmm, let’s say that if I could I’d do it but I can’t accommodate everyone.

My pins are daughters of my latest travels, those, that is, from the moment I let myself be infected by the same mania expressed symptomatically from the handbag of my cousin.

Ok, I don’t cheat, three pins are daughters of trips of others who have kindly offered them a ride to me. I look at them and remember the Portuguese legends, the fairy-tale atmosphere of Disneyland Paris, the dreams of Mariantonietta enclosed in her Château of Versailles, the steps of passionate flamenco dancers, the essence of a visionary Gaudi which is enclosed in colorful shapes of Barcelona, the days of waiting and liveliness of JMJ Madrid 2011 or the legendary streets of London, where I would have stayed for writing books full of an infinite imagination…

How many memories all on the facade of a bag that I keep as an heirloom that tells how much I love being in the world. I wrote of “trends”, style or what? I don’t know, but certainly I wrote about dreams and memories. 

I was asked to make this issue a chain … I’m curious to know about your heirlooms of travel. According to the rules of my three fellow bloggers, I’m passing the baton to other four bloggers.

So I quote those which still await my ten responses about the Liebester Arward and with which I apologize never to be failed to respond (yet, perhaps, I don’t know … confusion and futile attempts to justify myself).

Impronte nel mondo  (ops, already mentioned by TalesOnTheRoad)

fefa

rintronauti

Illatobellodellecose

warmcheaptrips

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