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Le polpette di pane

Con il post natalizio sulle pettole e le cartellate, ho già dato un’idea dell’atmosfera che regna a casa di mia nonna. E’ la cuoca prediletta della mia famiglia, talmente brava che il terzetto di Master Chef non potrebbe non lodare la sua cucina.

Quando ero una bambina e la domenica andavo a casa di mia nonna, riconoscevo subito il profumo delle sue polpette di pane. Andavo silenziosamente in cucina, prendevo la sedia, ci salivo, aprivo la credenza e con una mano ne prendevo almeno tre alla volta!

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Il ricordo che ho delle sue polpette speciali, per via di quel sapore unico, dovuto  probabilmente al tocco di aglio, è anche legato al classico momento del pranzo domenicale, in cui, una volta su dieci, si ripetevano gli effetti di un qualche sortilegio malefico. Il giro di consegne, piatto per piatto, delle mitiche polpette inzuppate nel sugo, per qualche ragione inspiegabile, si concludeva sempre con me e con la frase “scusaaaa, sono finite!”

Si faceva male il calcolo delle porzioni o chi, attrezzato di mestolo, era addetto al “giro del tavolo” non guardava affatto nel tegame per controllare quante ne stessero rimanendo. Fortunatamente, i miei genitori condividevano con me la loro porzione.

Ora bambina non lo sono più e quel sortilegio malvagio non ha più alcun effetto su di me.

Le polpette cucinate da mio padre

I pranzi a casa della nonna si sono limitati alle festività in cui è tradizione riunire le famiglie “allargate” attorno allo stesso tavolo ma la domenica delle polpette inebria ancora l’atmosfera a casa dei miei genitori.

Amorevolmente, le grandi mani di mio padre impastano gli ingredienti che assumeranno forme rotonde per poi essere fritte in olio bollente. Le si mangia calde, appena cucinate, o con il sugo fatto in casa che le rende morbide e gustose più di quanto già lo sono.

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Come fare le polpette di pane

Le polpette hanno il sapore della  mia infanzia e della spensieratezza domenicale.

Prepararle è semplice. Basta impastare il pane raffermo (strizzatelo dopo averlo tenuto in “ammollo”) con uova, prezzemolo tritato, formaggio grattuggiato, un pizzico di sale e un tocco di aglio.

Formate le polpette (eh, vi dovete sporcare le mani) e friggetele in olio bollente. Siccome non sono una cuoca, io faccio tutto un po’ ad occhio.

Regolatevi in base alla consistenza dell’impasto e, naturalmente, buon appetito!

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One Reply to “Non è domenica senza polpette”

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