browser icon
You are using an insecure version of your web browser. Please update your browser!
Using an outdated browser makes your computer unsafe. For a safer, faster, more enjoyable user experience, please update your browser today or try a newer browser.

Non e’ domenica senza polpette

Pubblicato da il Maggio 26, 2015
Polpette .1

Le polpette di pane

Con il post natalizio sulle pettole e le cartellate, avete già avuto occasione di farvi un’idea dell’atmosfera che regna a casa di mia nonna, la cuoca prediletta della mia famiglia, talmente brava che il terzetto di Master Chef non potrebbe non lodare la sua cucina.

Vi svelerò qualcosa che la riguarda e che d’ora in poi, non sarà più un segreto (se mai lo è stato).

Quando ero una bambina e la domenica andavo a casa di mia nonna, il mio olfatto non poteva non riconoscere l’odore delle sue polpette di pane che, con la scia, tracciava il percorso verso il loro nascondiglio! E si, perché io da finta-brava bambina, andavo zitta zitta in cucina, prendevo la sedia, ci salivo, aprivo la credenza e “ZAN”, con una sola mano ne prendevo almeno tre alla volta!

Non pensate che mia nonna fosse cattiva, perché anche se le “arroccava” (come direbbe mia cugina), poi arrivava puntuale (vabbè, non proprio) a dire “là ci sono le polpette, se le volete”. Come se non me ne fossi accorta prima!

Nonna .1

.

 A pensarci bene, il ricordo che ho delle sue polpette speciali, per via di quel sapore unico dovuto, probabilmente, a un tocco di aglio, è anche legato al classico momento del pranzo domenicale, in cui, una volta su dieci, si ripetevano gli effetti di un qualche sortilegio malefico, tale per cui, il giro di consegne, piatto per piatto, delle mitiche polpette inzuppate nel tegame del sugo, per qualche ragione inspiegabile, si concludeva sempre con me e con la frase “scusaaaa, sono finite!”

Capite? Si faceva male il calcolo delle porzioni o chi, attrezzato di mestolo, era addetto al “giro del tavolo” non guardava affatto nel tegame per controllare quante ne stessero rimanendo. O devo pensare che fosse tutto un complotto contro quella bambina che se le prendeva furtivamente da dove erano stipate? Fortunatamente, i miei genitori condividevano con me la loro porzione.

Ora bambina non lo sono più e quel sortilegio malvagio non ha più alcun effetto su di me.

I pranzi a casa della nonna si sono limitati alle festività in cui è tradizione riunire le famiglie “allargate” attorno allo stesso tavolo, ma la domenica delle polpette inebria ancora l’atmosfera a casa dei miei genitori.

Amorevolmente, le grandi mani di mio padre, impastano “quanto basta” gli ingredienti che assumeranno forme rotonde per poi essere fritte in olio bollente. Le si mangia calde, appena fatte, o con il sugo fatto in casa che le rende morbide e gustose più di quanto già lo sono.

Polpette .2

.

Come fare le polpette di pane

 

Le polpette, hanno il sapore della  mia infanzia, della spensieratezza della domenica, della famiglia.

Prepararle è semplice: basta impastare il pane raffermo (dopo averlo tenuto in “ammollo”, strizzatelo) con uova, prezzemolo tritato, formaggio grattuggiato, un pizzico di sale e un tocco di aglio.

Formate le polpette (eh, vi dovete sporcare le mani) e friggetele in olio bollente. Siccome non sono una cuoca, io faccio tutto un po’ ad occhio…vi pare che uso la bilancia per le polpette? Regolatevi in base alla consistenza dell’impasto e, naturalmente, buon appetito!

Polpette .3

.

 

______________________

No meatballs, No Sunday

 

With the post of Christmas about “pettole and cartellate”, you can get an idea of the atmosphere in my grandmother’s house, the favorite cook of my family, so good that even the chefs of Master Chef cannot fail to praise her cuisine. I’ll reveal something about her that, from now on, it will not be a secret anymore (if it ever was).

When I was a child and on Sunday I went to my grandmother’s house, I could  recognize the smell of her meatballs of bread, so I went to their hideout and yes, I took the chair, I went up on it, I opened the cupboard and “ZAN”, with one hand I took at least three at a time!

Don’t think that my grandmother was a bad woman, because after a little time (okay, not really little) she said   “there are the meatballs, if you want.” 

I had noticed! I’m thinking… the memory that I have of her special meatballs, special for that unique flavor, probably, for a touch of garlic, is also related to the classic lunch on Sunday, in which, once out of ten, there were the effects of an evil spell: the delivery round, flat to flat, in fact, of the legendary meatballs soaked into the sauce, for some inexplicable reason, always ended with me and with the phrase “sorry, are over!”

  Can you understand? There was not a correct calculation of portions or who, equipped with ladle, had the role to give meatballs, was not looking into the pan to check how many were staying. Or was it a plot against the little girl that took furtively the meatballs from where they were crammed?

Fortunately, my parents shared with me their portion.

Today I’m not a child and the evil spell no longer has any effect on me.

The lunch at my grandmather ‘s house is limited to the festivities where, for tradition,  families stay together around the same table, but the meatballs of Sunday there are in my parents’ house.

Lovingly, the big hands of my father, mixed the ingredients that will take round shapes before being fried in hot oil. We eat them still hot or with homemade sauce that makes them soft and tasty more than they already are.

The meatballs, have the taste of my childhood, of the carefree Sunday, of the family. 

The recipe is very simple: just knead the bread (after holding it in “soaking”, squeeze) with eggs, chopped parsley, grated cheese, a pinch of salt and a touch of garlic. Make  the meatballs and fry in hot oil. I’m not a cook but I don’t use the balance for making the meatballs: it’s important the consistency of the dough.

Well,  enjoy your meal!

One Response to Non e’ domenica senza polpette

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Site managed by Scribit