Il 22 maggio è il giorno dedicato a Santa Rita. Quale occasione migliore, dato il periodo, per scrivere di lei?
Prima degli anni universitari non sapevo chi fosse. Poi, tra un esame e l’altro, conobbi studenti che si appellavano a lei nella speranza di portare a casa il libretto con un rigo in più compilato dall’insegnante.

A Urbino, nella piccola chiesa del Monastero di Santa Caterina, c’è la statua che la rappresenta.
Nel mese di maggio, le Suore di Clausura della chiesetta, per nulla “chiuse” al mondo, come ci si potrebbe aspettare, le dedicano un giorno di festa che riempie quello spazio accogliente di studenti e fedeli di ogni età.
Così, nella città dove ho studiato per cinque anni, capì chi era la Santa dei Miracoli.
Roccaporena
In principio, viveva a Roccaporena, aveva un marito e due figli.
In questo paesello dell’Umbria, non molto distante da Assisi, si può respirare l’atmosfera di silenzio e preghiera che avvolge le stradine della sua vita: la chiesetta dove si sposò, la sua casa, il lazzaretto, l’Orto dei Miracoli, conosciuto per la rosa sbocciata in inverno, lo scoglio su un dirupo altissimo dove si recava per pregare e su cui, si dice, siano rimaste le impronte delle sue ginocchia.
L’unico dispiacere è stato vedere le pareti rocciose attorno alla statua che rappresenta la santa morente, tappezzata di gomme da masticare, usate come colla per “imprimere” i bigliettini dei fedeli-vandali (lasciatemi passare il termine).
Sarebbe bastata una scatola da riempire di preghiere, purché quel posto non venisse così sporcato.
Cascia
Torniamo alla storia di Santa Rita.
L’onesta Rita ebbe vita difficile per via di quei figli che, all’uccisione del padre, cercarono giustizia attraverso la via della vendetta.
A Dio sacrificò ciò che lei più amava, purché non diventasse reale quella scelta di sporcarsi le mani che i figli stavano per fare.
Quando non le rimase più nulla, essendo i suoi figli morti di malattia, Rita aveva ancora l’amore per la sua fede.
Su quella indirizzò più che mai la sua vita che, da quel momento, si spostò nel Monastero Agostiniano di Cascia, a circa cinque chilometri dal suo paese, dove oggi, è conservato il suo corpo, rimasto intatto nonostante la morte.
La Basilica
Quando andai a Cascia, conoscevo appena la storia di Santa Rita. Sapevo solo che era detta la Santa dei miracoli per via delle sue rose, cresciute rigogliose quando nessuno lo avrebbe creduto possibile.

La Basilica di Cascia, come ho già scritto, custodisce il corpo della Santa, incredibilmente rimasto intatto.
La vetrata all’interno della quale riposa, dietro la grata in ferro, è avvolto dal calore dei fedeli, dai colori dei dipinti tutti intorno, dal profumo dell’incenso e dal senso di pace e cristianità.

Nella Basilica inferiore ci sono anche la Misteriosa Ostia Insanguinata e i corpi della Beata Teresa Fasce e del Beato Simone Fidati, entrambi appartenuti all’Ordine Agostiniano.
Il Monastero
Appena fuori dalla Basilica, negli orari consentiti, si potrà accedere al Monastero dove Santa Rita visse.
Questa visita è assolutamente da non perdere perché potrete conoscere la sua storia attraverso il percorso guidato tra i luoghi di cui è piena la santità di Rita.
Se volete, potrete lasciare una libera offerta alle Suore Agostiniane. In cambio, loro, vi doneranno accoglienza, sorrisi aperti e un sacchettino di carta con i semi delle rose benedette, la Polvere della “vite prodigiosa”, un Rosario e un opuscolo di preghiere. Poi, quando un gruppo s’è compattato, potrete entrare in quel percorso intriso di misteri.
Nel piccolo chiostro, poserete lo sguardo sulla vite. Annaffiare quello che ormai sembrava essersi seccato, fu l’impegno affidato a Santa Rita.
Le mura esterne del Chiostro, noterete, hanno dei fori, all’interno dei quali vivono le api Murarie, legate, nella tradizione popolare, alle api che si posarono su Rita, ancora in fasce, senza farle alcun male.
Camminando per il Monastero, visiterete anche le celle dove Santa Rita visse, vedrete il suo anello nuziale e, poco distante, la spina della corona del Crocefisso che, si racconta, fu la sua stigmate.
Le rose furono un altro mistero della vita di Rita, giacché sbocciarono nonostante il freddo d’inverno.



Non riesco a immaginare come ognuno di voi possa sentirsi dopo aver fatto visita ai luoghi di Santa Rita; io stessa non sono riuscita a mettere a fuoco le mie sensazioni.
Forse ero solo piena di stupore perché, dopo tutto, Santa Rita è stata anche una moglie che ha avuto vita difficile. Forse, credo, sono ancora adesso presa da quella stessa meraviglia e le mie emozioni, così, restano silenti in fondo all’anima.



Salve potrei avere la valigetta compresa polverine Rosario e libretti di santa rita
Ciao Manuela. Mi piacerebbe tantissimo poterti aiutare. Tuttavia sono state le suore del Monastero di Cascia a farmi questo prezioso regalo in cambio di una piccola donazione al Convento. Come potrai leggere le suore onorano i fedeli della visita del Monastero dove è vissuta Santa Rita. Ora non so se a distanza di qualche anno omaggiano i visitatori con questo bellissimo regalo (la polvere di Santa Rita e i libricini con le preghiere) ma sono certa che sapranno risponderti loro stesse se le contatti. Prova a contattarle a questa mail monastero@santaritadacascia.org
Ciao Manuela.