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Cascia e Roccaporena: i luoghi di Santa Rita

Pubblicato da il Maggio 18, 2015
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Ricordi di Santa Rita

Il 22 maggio è il giorno dedicato a Santa Rita. Quale occasione migliore, dato il periodo, per scrivere di lei?

Prima degli anni universitari non sapevo chi fosse. Poi, tra un esame e l’altro, conobbi studenti che si appellavano a lei nella speranza di portare a casa il libretto con un rigo in più compilato dall’insegnante.

A Urbino, nella piccola chiesa del Monastero di Santa Caterina, c’è la statua che la rappresenta.

Nel mese di maggio, le Suore di Clausura della chiesetta, per nulla “chiuse” al mondo, come ci si potrebbe aspettare, le dedicano un giorno di festa che riempie quello spazio accogliente di  studenti e fedeli di ogni età.

Così, nella città dove ho studiato per cinque anni,  capì  chi era la Santa dei Miracoli.

Roccaporena

 

In principio, viveva a Roccaporena, aveva un marito e due figli.

In questo paesello dell’Umbria, non molto distante da Assisi, si può respirare l’atmosfera di silenzio e preghiera che avvolge le stradine della sua vita: la chiesetta dove si sposò,   la sua casa, il lazzaretto, l’Orto dei Miracoli, conosciuto per la rosa sbocciata in inverno, lo scoglio su un dirupo altissimo dove si recava per pregare, quasi a voler far toccare il suo animo onesto da Dio, e su cui, si dice, siano rimaste le impronte delle sue ginocchia.

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Roccaporena

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Roccaporena

L’unico dispiacere è stato vedere le pareti rocciose attorno alla statua che rappresenta la  santa morente, tappezzata di gomme da masticare, usate come colla per “imprimere” i bigliettini dei fedeli-vandali (lasciatemi passare il termine).

Sarebbe bastata una scatola da riempire di preghiere, purché quel posto non venisse così sporcato.

Cascia

 

Torniamo alla storia di Santa Rita.

L’onesta Rita ebbe vita difficile per via di quei figli che, all’uccisione del padre, cercarono giustizia attraverso la via della vendetta.

 A Dio sacrificò ciò che lei più amava, purché non diventasse reale quella scelta di sporcarsi le mani che i figli stavano per fare.

Quando non le rimase più nulla, essendo i suoi figli morti di malattia, Rita aveva ancora l’amore per la sua fede. Su quella indirizzò più che mai la sua vita che, da quel momento, si spostò nel Monastero Agostiniano di Cascia, a circa cinque km  dal suo paese, dove oggi, è conservato il suo corpo, rimasto intatto nonostante la morte.

Quando andai a Cascia, conoscevo appena la sua storia. Sapevo solo che era detta la Santa dei miracoli per via delle sue rose, cresciute rigogliose quando nessuno lo avrebbe creduto possibile.

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Cascia

La Basilica di Cascia, come ho già scritto, custodisce il corpo della Santa, incredibilmente rimasto intatto.

La  vetrata all’interno della quale riposa, dietro la grata in ferro, è avvolto dal calore dei fedeli, dai colori dei dipinti tutti intorno, dal profumo dell’incenso e dal senso di pace e cristianità.

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Cascia

Nella Basilica inferiore ci sono anche la Misteriosa Ostia Insanguinata e  i corpi della Beata Teresa Fasce e del Beato Simone Fidati, entrambi appartenuti all’Ordine Agostiniano.

Appena fuori dalla Basilica, negli orari consentiti, si potrà accedere al Monastero dove Santa Rita visse.

Questa visita è assolutamente da non perdere perché potrete conoscere la sua storia attraverso il percorso guidato tra i luoghi di cui è piena la santità di Rita.

Se volete, potrete lasciare una libera offerta alle Suore Agostiniane. In cambio, loro, vi doneranno accoglienza, sorrisi aperti e un sacchettino di carta con i semi delle rose benedette, la Polvere della “vite prodigiosa”, un Rosario e un opuscolo di preghiere. Poi, quando un gruppo s’è compattato, potrete entrare in quel percorso intriso di misteri.

Nel piccolo chiostro, poserete lo sguardo sulla vite. Annaffiare quello che ormai sembrava essersi seccato, fu l’impegno affidato a Santa Rita.

Le mura esterne del Chiostro, noterete, hanno dei fori, all’interno dei quali vivono le api Murarie, legate, nella tradizione popolare, alle api che si posarono su Rita, ancora in fasce, senza farle alcun male.

Camminando per il Monastero, visiterete anche  le celle dove Santa Rita visse,  vedrete il suo anello nuziale e, poco distante, la spina della corona del Crocefisso che, si racconta, fu la sua stigmate.

Le rose furono un altro mistero della  vita di Rita, giacché sbocciarono nonostante il freddo d’inverno.

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Cascia

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Cascia

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Cascia

Non riesco a immaginare come ognuno di voi possa sentirsi dopo aver fatto visita ai luoghi di Santa Rita; io stessa non sono riuscita a mettere a fuoco  le mie sensazioni.

Forse ero solo piena di stupore perché, dopo tutto, Santa Rita è stata anche una moglie che ha avuto vita difficile. Forse, credo, sono ancora adesso presa da quella stessa meraviglia e le mie emozioni, così, restano silenti in fondo all’anima.

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The places of Santa Rita

 

 “22 May”: this is the day dedicated to Saint Rita. What better time to write about her?

Before university years, I didn’t know who she was.

Then, between a test and another, I met students who appealed to her in the  hope to bring home the little book with another line compiled by the teacher.

In Urbino, in the little church of the Monastery of St. Catherine, there’s the statue of Santa Rita. In May, the enclosed nuns of the church, not “closed” to the world, as you might expect, dedicate to her a day of celebration that fills their small space with students and faithful of all ages.

Thus, in the city where I studied for five years, I began my knowledge of Santa Rita.

At first, she lived in Roccaporena, had a husband and two children.

In this village of Umbria, not far from Assisi, you can feel the atmosphere of silence and prayer that is around the streets of her life: the church where she married, her home, the hospital, the Garden of Miracles, known for the rose that bloomed in winter, the rock on a cliff top where she went to pray,and where, is said, there are the prints of her knees.

Only regret is to see the rock walls around the statue of the saint while dying, full of chewing gum used as glue “to imprint” the cards of the faithful-Vandals.

It would be enough if  there was a box for all prayers!


We return to the story of Santa Rita.

The honest Rita had a hard life: after the killing of her  husband, infact, her sons wanted justice through the path of revenge. She sacrificed them,  praying to God because she didn’t want to see them on the wrong way.

When she had nothing more, because her sons died of disease, Rita still had love for her faith. So, from that moment, she moved in the Monastery of Cascia, about five miles from her country, where today, is preserved her body, intact despite the death. When I went to Cascia, I did not know about her story.

I knew it was known as the Saint of miracles because of her roses, blossomed when no one would have believed that was possible.

The Basilica of Cascia, as I wrote, houses the tomb of the saint. The glass with her body, behind the iron grate, is enveloped by the warmth of the faithful, the colors of the paintings all around, the scent of incense and the sense of peace and Christianity.

In the lower church there are also the mysterious Bloody Ostia and the bodies of Teresa Bands and Simone Trust (both belonged to the Augustinian order).

Just outside the Basilica, during the hours allowed, you will have access to the monastery where Saint Rita lived. This visit is perfect because you can see her history through a guided tour of the places full of the sanctity of Rita. If you want, you can leave a free offer to the Augustinian Nuns.

In return, they, will bestow warmth, smiles and give you a paper bag with the seeds of blessed roses, the powder of “miraculous screw”, a rosary and a booklet of prayers. Then, when you can go in that path steeped in mystery, you can see the vine of Santa Rita, in the small cloister. On the outer walls of the cloister, you’ll see the holes of bees, linked in the folk tradition, to the bees of the infancy of Rita.

Walking in the Monastery,you’ll visit the cells where Santa Rita lived, her wedding ring and, nearby, the thorn from the crown of the Crucifix which, it is said, was her stigmata. The roses were another mystery of life of Rita, blossomed despite the cold winter. I can’t imagine how each of you can feel after a visit to the places of Santa Rita; I’ve not been able to focus my feelings. 

Santa Rita, I thinked, was also a wife who had a hard life. Perhaps, even now I’m taken with that same wonder and so, my emotions remain silent.

2 Responses to Cascia e Roccaporena: i luoghi di Santa Rita

  1. Manuela

    Salve potrei avere la valigetta compresa polverine Rosario e libretti di santa rita

    • lavaligiainviaggio

      Ciao Manuela. Mi piacerebbe tantissimo poterti aiutare. Tuttavia sono state le suore del Monastero di Cascia a farmi questo prezioso regalo in cambio di una piccola donazione al Convento. Come potrai leggere le suore onorano i fedeli della visita del Monastero dove è vissuta Santa Rita. Ora non so se a distanza di qualche anno omaggiano i visitatori con questo bellissimo regalo (la polvere di Santa Rita e i libricini con le preghiere) ma sono certa che sapranno risponderti loro stesse se le contatti. Prova a contattarle a questa mail monastero@santaritadacascia.org
      Ciao Manuela.

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