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Tre cose da mettere sempre in valigia

Pubblicato da il Aprile 12, 2015
tre cose da mettere in valigia

Le tre cose da mettere valigia

Sbagliando s’impara… così, sbagliando, ho imparato che ci sono tre cose irrinunciabili che non dimenticherò mai più di mettere in valigia.

Non mi riferisco a macchina fotografica e documenti che, per la verità, sono anche scontati. Bensì trattasi di cose tanto semplici che sfuggono all’attenzione come niente e che, tuttavia, tornano utili quando servono.

Dunque, mai più partenze senza numero di telefono dei carabinieri, del taxi e di un pronto soccorso del luogo-meta di viaggio. Chissà quali filmini vi siano partiti in testa… con calma, vi spiego le mie disavventure!

Le tre cose da non dimenticare

 

1. Dove cercare i carabinieri o polizia o come la volete chiamare

 

(Al paese mio sono al 90% poco utili entrambi, mi spiace dirlo!).

Mettete un bell’hotel a 4 stelle vicino allo stadio del Vicente Calderón (quello dell’Atletico Madrid), dove però nemmeno funziona il frigo-bar…

Ora pensate che siete in partenza da Madrid e che nella hall vi sentite sicuri perché ci sono il tipo alla reception, le telecamere puntate, della serie non sgarrate che vi vediamo, e in più ci sta mezzo pullman, ovvero metà dei compagni di viaggio che stanno condividendo con voi il 60% dell’itinerario in terra spagnola (meno male che quella giornata eravamo nei giorni del tour!).

Aggiungete come contorno la guida portoghese che parla spagnolo, così che non vi si possa dire che “sorry, I don’t speak English”.  Insomma, cullati da tanti apparenti motivi, io e mio marito, tra l’altro sposini in viaggio di nozze, avemmo la brillante idea di lasciare incustoditi il gruppo di zaini e valigie, giusto un minuto per andare a bere un bicchiere d’acqua nella stanza di fianco alla hall.

Quale tragico fu quel minuto, il gruppetto di bagagli non era più sormontato da uno dei due zaini.

Fortunatamente i documenti ce li avevamo addosso ma quale aiuto abbiamo ricevuto… a parte i nostri compagni di viaggio, erano tutti “indiani” alle nostre richieste di collaborazione, manco volessimo indire il primo concorso di caccia allo zaino rubato nell’albergo spagnolo!

Insomma, la guida (veramente appassionata al suo lavoro che manco sapeva che a Malaga ci fosse la Feria) aveva fretta di essere puntuale per la tappa successiva. Così abbiamo dovuto attendere che finisse il tour e cercarci, dopo una settimana,  da soli, chiedendo qua e là, la caserma più vicina per fare la denuncia del furto. Accogliente, gentile (e pure bello) il poliziotto che ci assiste.

Come si è conclusa la vicenda? Siamo stati risarciti dall’assicurazione, valida, chiaramente, solo per quei giorni di viaggio organizzato.

2. Mai più senza il numero di un taxi

 

Fare la denuncia ci è costato tempo, e quando siamo arrivati in treno, da Madrid a Valencia, erano le 22:00 circa. Potevamo mai immaginare che da quella sperduta stazione, l’ultima metro fosse quella che ci era partita davanti agli occhi?

Eppure da quel vagone, delle ragazze ci facevano cenno di salire. Ma io no, io sono troppo onesta per salire su un treno o su una metro senza biglietto.

Già, ma in quei metri quadri di buio e isolamento, non c’era ombra di biglietterie aperte. Così, oltre alla mia onestà, c’è da ringraziare quell’impiegato o bigliettaio o controllore che fosse, per averci fatto perdere tempo con inutili chiacchiere invece di dirci che era meglio darsi una mossa e salire su quell’ultima metro.

Sembrava fatto apposta, sembrava che volesse che rimanessimo lì, in attesa di chissà quale sventura.

La fortuna fu una donna, sua collega, che insistette perché ci fosse chiamato un taxi. Altrimenti? Senza mappa, con le luci della città lontane… dove eravamo? Quale strada avremmo dovuto prendere? A chi chiedere informazioni dato il deserto nel quale sembravamo trovarci?

Il taxi era un’auto elettrica, silenziosissima se non fosse per le canzoni di Julio Iglesias che l’autista aveva messo su per farci sentire a nostro agio, essendo noi italiani. Vabbè, Julio Iglesias non è italiano ma canta nella nostra lingua, no?

Al di là di tutto, da quella serata… mai più senza il numero di telefono di un taxi!

3. Mai più senza il numero di telefono del Pronto Soccorso

 

La “mala Suerte” madrilena, aveva tentato di metterci in difficoltà sin dalla capitale spagnola e sembrava non volerci mollare nemmeno a Valencia.

Dunque, dopo una giornata nella bollente città affacciata sul Mediterraneo, il fresco della sera, le luci e la rilassatezza del luogo, ci stavano regalando istanti piacevoli in cui godersi il tragitto fino all’hotel. Fu così, camminando, che notai una fontana, certo non grande come quella di Barcellona, ma i giochi di luci e di movimenti dell’acqua, ricordavano proprio la fontana magica catalana.

E chi mi spostava più dal Palazzo della Musica? In effetti qualcosa ci sarebbe stato.

Nella tranquillità del momento, sentiamo un sordo tonfo alle spalle. Ci giriamo e notiamo un signore steso a terra, proprio ai piedi di un muro alto, chessò, due piani.

Increduli, nelle menti vengono elaborate le più svariate ipotesi: sarà un barbone che dorme là per terra? Si è sentito male? E’ svenuto? E’ caduto? E se è caduto, da dove sarà caduto? Ipotesi fatte velocemente, tutte nel giro di qualche secondo, tanto quanto bastava a un ragazzo per raggiungere quell’uomo caduto a terra e soccorrerlo.

E sì, quello che era caduto, avevo fatto un volo da quel circa secondo piano di muretto e ora se ne stava dolorante e sanguinante, con della droga in tasca, vivo per miracolo.

Ognuno, eravamo in pochi, lo ha aiutato come poteva… chi gli parlava per tenerlo cosciente, chi dispensava fazzolettini di carta e chi chiamava il pronto soccorso prontamente arrivato dopo circa 15 minuti.

Il ragazzo che per primo lo aveva soccorso era un poliziotto del posto che stava semplicemente facendo footing in una calda sera d’estate in città.

Potete immaginare la sua faccia sbigottita dopo aver frugato nella tasca del tipo… a fare la respirazione bocca a bocca non ci aveva pensato due volte ma, probabilmente, dopo avergli trovato addosso della droga, si sarà posto alcune domande. Soccorso non negato e ambulanza tempestiva.

Ma se fossimo stati soli, quale sarebbe stato il numero di telefono a cui fare riferimento?

Morale della storia? Mai più senza i recapiti per le emergenze.

Denuncia furto

Aggiornamento del 11/06/2016: ecco, se pur non rispettando i giusti tempi, essendo questo post un po’ datato, ci tenevo a candidarlo per partecipare all’iniziativa di theworldpassenger

Dopo tutto, trattasi di #leViaggioSventure,  no?

_________________________

Three things that I’ll never forget to pack

 

Live and learn, … so I learned that there are three essential things that I will never forget to pack for a travel. I am not referring to the camera and documents that, in truth, are also discounted.

These are such simple things that escape attention.

So, no more departures without phone number of the police, of the taxi and an emergency room of the place-travel destination. Who knows what movies there are now in your head … with calm, I explain my misadventures!

1. Where to look for the police

 

Think of a beautiful 4-star hotel near to the stadium of the Vicente Calderón Stadium (the stadium of Atletico Madrid), where, however, even the mini-bar doesn’t work…

Now  think you are  departing from Madrid and in the lobby you feel safe because there are the type in the reception, the cameras, for the series “we see you”, and in addition there is a half bus, or half of the traveling companions who are sharing with you the 60% of the itinerary in Spanish land (luckily  we were in the days of the tour group!).

Add a Portuguese guide who speaks Spanish, so that no one can say “sorry, I don’t speak English”. So, lulled by so many apparent reasons, my husband and I,  newlyweds on our honeymoon, had the bright idea to leave unattended the group of backpacks and suitcases, just one minute for drinking a glass of water in the room next to the lobby.

How tragic it was that minute!

The small group of luggage was not topped by one of the two backpacks. Fortunately we had the documents with us but what help we received … except our fellow travelers, the others were all indifferent to our requests for cooperation, even if we want to organize the first contest of treasure hunt (our backpack) in that Spanish hotel!

The guide (really passionate about his work that not even knew that there  was the Feria in Malaga) was in a hurry to be on time for the next stage.

So we had to wait the end of tour group for looking for, after a week, alone, wondering here and there, the nearest  Police Department to make the complaint of theft. Cozy, friendly (and also nice) the policeman  who assisted us.

At the end, we had  the insurance settlement, that was valid, of course, only for those days of tour Group.

2. Never without the telephone number of a taxi

 

For doing the complaint, we needed long time, and so,  when we arrived by train, from Madrid to Valencia, were approximately 10 p.m..

We could not imagine that from that remote station, the last meter was the one that  was leaving before our eyes. Yet from that metro, the girls made us nod to rise.

But  I’m too honest for going by a train or by a subway without a ticket. Yeah, but in those square meters of darkness and isolation, there was no shadow of ticket offices that were open.

Thus, in addition to my honesty, an employee or courier or controller that was, didn’t tell us that it was better to get on that last meter.

It seemed  he did it on purpose, it seemed that he wanted that we were there, waiting for some kind of misfortune. A woman, his colleague, was our  lucky because she insisted that he called a taxi for us. Otherwise?

Without a map, with the distant lights of the city … where were we? Which path we should take from that desert in which we seemed to find us?

The taxi was an electric car, very silent if it were not for the songs of Julio Iglesias that the driver had put on to make us feel at ease, since we are Italians.

Oh well, the singer is not Italian but Julio Iglesias sings in our language, is not it? Beyond everything, from that night … never again without the phone number of a taxi!

3. Never without the phone number of the Emergency Room

 

The “Mala Suerte” had tried to put us in trouble from the Spanish capital and didn’t seem unwilling to give up even in Valencia. So, after a day in the hot city overlooking the Mediterranean, with the cool of the evening, the lights and the peace of the place, we were happy for the pleasant moments in which to enjoy the walk to the hotel.

So, while we were walking, I noticed a fountain, certainly not as big as that of Barcelona, but the play of lights and movements of water, just remembered the Catalan “magic fountain”.

Could I moved over from the Palace of Music? In the tranquility of the moment, we heard a dull thud behind. We turned around and noticed a man lying on the ground, right at the foot of a high wall about two floors.

Incredulous, we  thought about various assumptions: was he sleeping on the ground? Was he passed out? Was he fallen? And if he was fallen, from where was he fallen? Assumptions made quickly, all in a matter of seconds, just enough time when a boy went to the man for help him.

That man was fallen from that high wall and now he was in pain and bleeding, with the drug in his pocket, lucky to be alive. We were few and we helped him how we could: there were those who spoke to keep him conscious, those who dispensed paper towels and who called the emergency room promptly arrived after about 15 minutes.

 The boy who supported him for first, was a policeman that was just jogging on a warm evening in the city.

You can imagine his face,  when he did mouth-to-mouth and then, searching in the pocket of the man, he found drugs! The ambulance arrived but if we were alone, what would be the phone number to be referenced?

Wich is the moral of this story? Never without of phone numbers for emergencies.

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