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Un ricordo importante

Pubblicato da il Aprile 2, 2015
Un ricordo importante

Un ricordo importante

Il 2005 è stato un anno strano.

Ero passata dall’emozione fortissima del momento in cui mi ero laureata ai lunghi mesi del tirocinio con chi, pur essendo psicologa, non sapeva nemmeno dove la psicologia fosse di casa. Mesi lunghi in cui passavo a chiedermi (e con la mancanza di lavoro i punti di domanda sarebbero pure aumentati) se fosse valsa la pena sprecare soldi, tempo e pianti per quel sogno che, ancora oggi, ho nel cuore. Ero persa, senza punti di riferimento da ritenere abbastanza importanti perché potessero aiutarmi a ritrovare il centro di me.

Il 2 aprile 2005 è stato uno tra i giorni di quell’anno strano. Giovanni Paolo II moriva, lasciando vuota quella Piazza, ai piedi di San Pietro, gremita di gente che era lì per lui, tra preghiere e luci di candele.

Chi era per me Giovanni Paolo II? Era un uomo che continuerò a capire man mano che diminuisce la mia ignoranza sulla storia. E’ stato un uomo rivoluzionario, tenace, forte, testardo, rispettoso, attento, mai rassegnato. E’ stato un nonno. E’ stato una guida per un oceano di gente. E’ stato un uomo speciale. E sempre lo sarà.

Di lui ricorderò le sue parole  quel giorno mentre ero in gita scolastica. Frequentavo il primo anno del liceo pedagogico.

In una Roma non proprio assolata, mi ritrovai nell’enorme Aula Nervi insieme a gente di molte nazionalità. Un gruppo di spagnoli, per esempio, intonava la stessa, allegra canzone. Il Papa sembrava così vicino a dov’ero io che ancora mi stupisco che nelle foto, allora impresse su di un vecchio rullino, sia venuto piccolo come un puntino. Che puntino però!

Gli venivano presentati tutti i gruppi di persone presenti in aula e lui, per ciascuno, aveva qualcosa da dire. Quando il mio gruppo di scuola fu nominato fra i tanti, noi ragazzine esultammo in una gioia incontenibile. Lui doveva identificarci nella folla. Siamo noi! Siamo qui! E lui disse di non smettere mai di studiare, proprio come un padre farebbe con suo figlio.

Per anni sottovalutammo quel consiglio reso ancora più prezioso perché suo. E quante altre volte l’ho sottovalutato e ancora lo sottovaluterò.

Giovanni Paolo II è stato un pezzo della mia infanzia, della mia adolescenza, della mia vita. Ha lasciato un vuoto che è stato colmato dal grande esempio di umiltà e compostezza di Papa Benedetto XVI e con la grande umanità, la simpatia e il carisma di Papa Francesco. Sarebbe bello incontrare anche loro. Sarebbe bello se non restassero puntini su una fotografia sbiadita. Sarà bello sapere che saranno puntini splendenti più di diamanti, lucenti abbastanza da far luce alla strada che avrò da percorrere nella mia vita.

L'incontro con Giovanni Paolo II nel 1995

L’incontro con Giovanni Paolo II nel 1995

Alla mia amica d’infanzia Arianna, per aver condiviso con me
quell’incontro memorabile con Giovanni Paolo II.

 

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A memory in my heart

 

2005 was a strange year.

I was passed from the strong emotion of the moment in which I had graduated to long months of internship with who, despite being a psychologist, did not even know where psychology has home.

I spent long months  to wonder (and with the lack of job the question marks would also be increased) if it was worth it to waste money, time and tears for that dream that is, even today, in my heart.

I was lost, with no reference points to be considered important for help me find the center of me.

On April 2 2005 was one of the days of that year. John Paul II died, leaving empty the square, at the foot of St. Pietro, full of people who was there for him, between prayers and candles.

Who was John Paul II for me? He was a man that I will continue to understand when it diminishes my ignorance about the history. He was a revolutionary man, strong, stubborn, respectful, attentive,  who never resigned. He was a grandfather and a guide for an ocean of people, a special man…and he always will be.

 I attended the first year of high school when the capital of Italy became the destination for a school trip.

And so, one morning, in a not so sunny Rome, I was in the enormous Aula Nervi alongside people of many nationalities.

A  Spanish group, for example, sang the same, cheerful song.

The Pope seemed so near from where I was that I am amazed that in the photos, imprinted on an old roll of film, he is a small dot. That wonderful point! All groups of people were presented and for each, he had something to say. When my school group was named, the girls had an overwhelming joy.

He had to identify us in the crowd. We are here! And he told to never stop studying, just like a father would with his son.

How many more times I underestimated those words, especially when I feel that my dreams are  like clouds, high in the sky. Then I think that I just take a plane or climb a mountain to see me in a cloud.

John Paul II was a piece of my childhood, my adolescence, my life. He has left a vacuum that has been filled by the great example of humility and composure of Pope Benedict XVI and with the great humanity, sympathy and charisma of Pope Francis.

It would be nice to meet them too. It would be nice if they were not  dots on a faded photograph. It will be nice to know that they will be bright enough to light the road of my life…

To my childhood friend Arianna, for sharing with me the memorable encounter with John Paul II.

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