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La meraviglia dell’Alhambra e del Generalife di Granada

Pubblicato da il Marzo 31, 2015
'Alhambra e il Generalife di Granada

L”Alhambra e il Generalife di Granada

L’Andalusia è calda, anzi, bollente.

Del resto non ci si potrebbe aspettare altro da un territorio che dista un soffio dall’Africa.

Forse sarete più fortunati di me a capitarci in un periodo che non sia agosto e chissà che non abbiate un fresco venticello ad accompagnarvi nel viaggio.

Premesso quello che è relativo alle condizioni climatiche, posso dirvi che di questa terra dal nome fiabesco (sarà un caso che il fatato mondo disneyano di “Come d’incanto” si chiami Andalasia?) rispetta le aspettative di luogo incantevole, abitato, se pur in tempi passati, da principi e principesse.

Dimora di antichi sultani, l’Andalusia è la terra di una medina dichiarata dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità  e candidata per essere una delle sette meraviglie del mondo.

E’ un incontro di archi fatti di acqua, di piante, di stucco, legno, piastrelle.

Così suoi giardini si distinguono per le fontane che creano scenografiche arcate fatte di zampilli, le pareti per i delicati ricami arabeschi che la ricoprono, per le decorazioni di maioliche spagnole e per le volte dallo stile moresco.

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Il complesso dell’Alhambra e il Generalife di Granada, sul colle della Sabika, è decisamente più grande di quello che ti aspetti.

Peccato solo che quell’anno non avevo ancora in testa l’idea di un blog di viaggi… mi sarei impegnata a fare più foto che riprese con la telecamera.

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In un’atmosfera dalle tante leggende, questo regno di re e sultani guarda alla città di Granada, fatta di casette bianche come perline in mezzo a un campo color oro.

Gli aranceti arricchiscono la magia di una bellezza arabeggiante che ti affascina e ti avvolge di serenità.

Ma non lasciatevi ingannare dal profumo delle arance.

In realtà il melograno è il simbolo di Granada, tanto da essere rappresentato nello stemma della città.

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Il melograno, simbolo di Granada

Il melograno, simbolo di Granada

Il suono della chitarra e le movenze dei danzatori di flamenco sembrano echeggiare tra le strade illuminate dal sole rovente.  E’ l’incantesimo della splendida Alhambra, le cui mura, al tramonto, si colorano di rosso, come se si vestissero per una serata al fresco chiaro di luna, tra gitani e nacchere.

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The wonder of the Alhambra and the Generalife in Granada

 

Andalusia is hot, boiling.

What do you expect  if you are in  territory which is a breath from Africa?

Maybe you’ll be lucky to be there in a period that is not August and, who knows, you’ll have a fresh breeze to accompany you on the journey.

Given what is related to the weather conditions, now I can tell you that this land named like a  fairytale (is it a case that in the film of Disney “Enchanted” there is a magic land called Andalasia?) meets the expectations of charming place, inhabited, in past times, by princes and princesses.

Home of ancient sultans, Andalusia is the land of a medina that is a UNESCO World Heritage Site and a candidate to be one of the seven wonders of the world.

It’s a meeting of arches made of water, plants, plaster, wood, tile.

So its gardens are distinguished by the fountains that create spectacular arches made of jets, the walls  are covered with delicate and arabesques embroiderys  and with decorations of Spanish majolica and the arches have a Moorish style.

The complex of the Alhambra and the Generalife in Granada, on the hill of Sabika, is much bigger than what you expect.

Unfortunately  that year I didn’t get the idea of a travel blog yet … I would have committed to take more photos with the camera.

In an atmosphere between many legends, this realm of kings and sultans looks to the city of Granada, made of white houses like beads in the middle of a field of gold.

The orange groves enrich the magic of an Arabian beauty that fascinates you and wraps you with serenity.

But don’t be fooled by the scent of oranges.

In reality, the pomegranate is the symbol of Granada and it’s represented in the emblem of the city.

The sound of the guitar and movements of the dancers of flamenco seem to echo through the streets lit by the hot sun. It’s the spell of the magnificent Alhambra, with its walls that, at sunset, seem red, as if to dress for an evening, in the moonlight, between gypsies and castanets.

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