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Un giorno speciale tra ricci di mare e pesce crudo

Pubblicato da il Marzo 27, 2015
"Osteria Sant'Anna", Cisternino

L’ “Osteria Sant’Anna” (Cisternino) dove ci han servito i ricci di mare

Ci sono due categorie di pugliesi.

Ci sono quelli che amano mangiare pesce crudo, rischiando di sentirsi male, e quelli che “lungi da me tale predilezione di sapore” (tra cui io).

Ci sono quelli che, quando ci sono le occasioni speciali, finiscono di mangiare l’intera pietanza nonostante le tre, quattro e perché no, cinque ore seduti a tavola (vedi il film di Chezzo Zalone quando tra i trulli si sottolinea il fatto che, qui, “mangiano e mangiano”) e quelli che non possono fare a meno di lasciare la “crianza” (l’avanzo) nel piatto (io sono una tra questi).

Tra una portata e l’altra ci si alza, ci si scambia temporaneamente il posto a tavola così da parlare con tutti, si balla, si canta e si mettono da parte i dispiaceri che inevitabilmente fanno parte della vita quotidiana.

Questi lunghi momenti a tavola, lunghi come puntini che messi insieme, vicini vicini, formano una linea, sono gli eventi speciali come speciale è il Natale, un Battesimo, una Comunione, un Matrimonio, un anniversario… insomma, ci siamo capiti.

Per aiutarvi a immaginare l’atmosfera di una sola di queste “belle giornate”, vi scriverò del giorno in cui s’è festeggiato il 25° anno di vita insieme, da sposati, dei miei zii.

Con l’occasione, rinnovo loro gli auguri, e mi scuso se, con discrezione, sbandiero ai quattro venti un vissuto che oltre ad essere il mio, è stato soprattutto il loro.

Comincio dal fatto che non ero molto in forma: dente del giudizio infiammato, mal di gola, stomaco messo sotto sopra dal tragitto in auto. Io ero praticamente e leggermente (qualunquemente) “accustipata”.

Loro, i miei zii, avevano gli occhi luccicanti di emozione come se si stessero sposando la prima volta, sotto il cielo grigio che copriva la Puglia e, forse, buona parte dell’Italia.

Ai piedi di Cisternino, in una sala tutta per noi che ci si sentiva a casa, i due sposi sono stati festeggiati.

Lacrime di gioia, sorrisi larghi, canti stonati, sguardi innamorati e danze in un repertorio che spazia tra la dance e la pizzica.

E io che m’improvviso fotografa poco in forma, con la mia umile macchina fotografica scatto foto alla “location” prima che il ristorante si riempia di gente. Così, penso, chi di voi si trovasse a Cisternino e volesse mangiare all’Osteria Sant’Anna, sa, più o meno, cosa attendersi.

Già che ci sono, di questo posto consiglio i piatti che hanno un legame forte con la tradizione pugliese, per esempio, il purè di fave.

Giunto è il momento di far parlare più le immagini che le parole.

Per questo, vi lascio qui le fotografie degli antipasti, tra cui il pesce crudo e ricci di mare, amatissimi dai baresi doc, e da quella categoria di pugliesi, di cui io non faccio parte.

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Ricci di mare

I ricci di mare

Ricci e pesce crudo…

Volete sapere se erano buoni? Non lo chiedete a me a parte il fatto che per la seconda volta sono riuscita a mangiare il baccalà che proprio con me stava litigato.

Ho ripensato al baccalà del Portogallo e sono tornata al presente come se avessi avuto il potere del teletrasporto.

Poi i primi, il secondo di pesce, il sorbetto, il gelato adagiato su un letto di frutta e la torta, quella che, prima di mangiare, andava fotografata con lo sfondo degli invitati.

Cisternino.6

Cosa c’era di pugliese in questo post, tanto da meritare di rientrare nella categoria dei Sapori di Puglia, sul mio semplice blog?

C’ero io, pugliese in terra di Puglia. C’era una giornata di vita di una famiglia pugliese in un ristorante pugliese.

C’era Fasano prima e Cisternino poi, circondate dal colore del cielo che si unisce a quello del mare, dai campi di ulivi secolari (che meraviglia!) e dal bianco dei centri storici.

C’era la pizzica e c’erano i dialetti pugliesi.

C’erano le polpette, il pesce crudo, i panzerottini, le mozzarelline e le cicorielle.

C’erano le famiglie pugliesi che diventano una sola.

E c’era l’amore nell’aria, ma quello è universale.

La mia grande famiglia presso l'Osteria Sant'Anna

La mia grande famiglia presso l’Osteria Sant’Anna

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Cisternino

Cisternino

La piazzetta nel cuore di Cisternino

La piazzetta nel cuore di Cisternino

A special day with sea urchins and raw fish

 

There are two categories of Apulian people.

There are those who like eating raw fish, with the risk to feel bad, and those who “far from me this predilection of flavor” (this is me).

There are those who, when there are special occasions, end up eating the whole dish despite three, four, and why not, five hours sitting (see the film of Checco Zalone when the girl, among trulli, emphasizes the fact that, here, people eat always) and those that cannot help but leave the “crianza” (surplus) in the pot (I am one of these).

Between courses and the other, we get up and sit on another chair, temporarily, so as to talk to everyone, we dance, sing and we put aside the sorrows that are an inevitable part of everyday life.

These long moments at the table, long like dots together, that close neighbors, form a line, are special events such as the Christmas, a baptism, a communion, a wedding, an anniversary … well, we understand each other. 

To help you imagine the atmosphere of one of these “good days”, I write about the day in which we have celebrated the 25th year of life together as a married couple, of my uncles.

On this occasion, I renew my wish to them, and I apologize if, discreetly, I tell to the four winds about their special day. 

Unfortunately, I was not very fit: my tooth was inflamed and I was bad.

My uncles had the eyes shining with excitement as if they were marrying the first time, with a grey sky on the Apulia and, perhaps, on Italy.

At the foot of Cisternino, in a room only for us, so we felt at home, we stayed together for them.

Tears of joy, smiles, songs, loving looks and dances like the “pizzica”.

With my humble camera, I make photos before the restaurant fills up with people. So, I think, if you want to eat in Cisternino, at the “Osteria Sant’Anna“, you know, more or less, what to expect.

Here, I would recommend the dishes that have a strong bond with the tradition of Apulia, for example, fava beans. Now, it’s time to talk with pictures.

For this, here you are the pictures of appetizers, including the sea urchins and raw fish beloved by people of Bari, and from that category of Apulians, of which I am not part.

Do you want to know if they were good? Don’t ask me, other than the fact that, for the second time, I was able to eat the cod. I thought back to the cod of Portugal and I came back to the present as if I had the power of teleportation.

Then pasta, fish, sorbet, ice cream laid on a bed of fruit and the cake, one that, before eating, was photographed with the background of the guests.

What was about Apulia in this post, as to deserve to fall into the category of Flavors of Puglia, on my simple blog? I was there, in Puglia like an apulian girl.

There was the day of an apulian family in an apulian restaurant.

There was Cisternino, surrounded by the color of the sky, by the fields of olive trees (how wonderful!) and by the white of the historic center.

There was the pizzica and there were the dialects of Puglia.

There were the  meatballs, the raw fish, panzerottini, cheese balls and chicory.

There were families of Puglia which become one. And there was love in the air, but this is universal.

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