Parigi, la città romantica per eccellenza, è celebre per la sua Torre Eiffel, visibile da ogni dove, per gli eleganti Champs-Élysées, per i tesori custoditi nel Louvre, per la bellezza misteriosa di Notre-Dame. Nonostante l’elenco di meraviglie, tuttavia, Montmartre è il luogo di Parigi che più adoro, per via dell’incanto con cui avvolge la collina e affascina chi la respira. Sembra un luogo a sé, lontano dal traffico della capitale.

Montmartre, La Basilica del Sacro Cuore
La Basilica del Sacro Cuore, Montmartre

Le atmosfere di Montmartre

Avete presente il film “Midnight in Paris” di Woody Allen, in cui il protagonista fa un salto negli anni venti che, nel suo immaginario, rappresentano la sua epoca ideale? Ecco, uscire dalla fermata della metropolitana di Anvers (una delle tre in stile art nouveau), è stato come ritrovarsi in un luogo dal tempo ideale.

Montmartre

Ancora prima di arrivare in cima alla collina di Montmartre, ti stupisce il candore della Basilica del Sacro Cuore  che svetta imponente.

Assolutamente un posto unico che non puoi fare a meno di associare ad un altro film che ben richiama l’atmosfera romantica di quest’angolo parigino.

Sono solita citare film e storie ma come fai a non trovarti davanti alla giostrina di cavalli, ai piedi del Sacro Cuore, senza pensare a “Il favoloso mondo di Amélie“?

Per salire in cima e godere di una larga veduta sulla città di Parigi, potete scegliere di salire i 273 scalini o usare la funicolare.

 Prima di lasciare alle spalle la candida Basilica che, si dice, custodisca il cuore di Gesù, vi segnalo i punti luminosi sulla scalinata di Rue du Chevaler de la Barre.

Nati dal progetto di Patrick Rimoux ed Henri Alekan, nel 1996, questi pezzi di vetro, incastonati nei gradini, s’illuminano di luce riflessa per rappresentare il cielo stellato sopra Parigi.

Oltre la Basilica del Sacro Cuore

Scendendo per la viuzza di Rue des Saules, incrocierete la Petit Maison Rose che sembra appena uscita dall’omonima tela dipinta dal pittore Maurice Utrillo, la Vigne de la Butte (l’ultimo vigneto rimasto a Montmartre). Poi il piccolo Cimitero di  Saint-Vincent e Au Lapin Agile, la casa dove nacque il cabaret e che nel 1900 diventò la sede per scambi di opinione tra artisti del calibro di Picasso e Modigliani.

Curiosa l’insegna con il coniglio che salta fuori dalla padella.

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La vivacità di Place du Tertre

Place du Tertre, insieme alla via laterale del Sacro Cuore, brulica di vignettisti, artisti di strada, negozietti con numerosi poster da comprare e i localini come quello di  Le Tire Bouchon che aveva le pareti completamente coperte di post-it e biglietti vari.

Nell’antico ristorante À la Mère Catherine (classe 1793) si racconta che sia nato il termine “bistrot”.  per via della fretta di essere serviti dei soldati russi  che, nel 1814, urlavano nella loro lingua, appunto, “bystro!”.

Così questa piazzetta affollata, sembra essere il cuore vivo di Montmartre, pulsante ad ogni passo dei turisti, tra ritratti e ristorantini.

I personaggi famosi vissuti a Montmartre

Montmartre sembra essere un villaggio composto da case di bambole o, se vogliamo, un incrocio di strade che sono state percorse da leggende e personaggi, una tra le quali Dalida, a cui è dedicata una piazza.

Qui, davanti alla statua che la ricorda, mentre colui che oggi è mio marito traduceva le righe incise su una tabella di pietra, si avvicinò, incuriosito, un ragazzo italiano.

Fu uno di quegli incontri che ti fanno ricordare quanto sia bello essere aperti al mondo. Ci spiegò di essere andato a vivere a Montmartre per lavorare come insegnante.

Tra una chiacchera e l’altra ci parlò anche della leggenda di Saint Denis, vescovo e protettore di Parigi, il quale, si narra, dopo essere stato decapitato ai piedi del Sacré-Coeur, riprese la sua testa tra le mani e si  incamminò fino a morire nel punto in cui fu successivamente eretta la Basilica con il suo nome.

Poco distante da Place Dalida, in Square Suzanne Buisson, troverete la fontana dove, secondo la leggenda, il Santo lavò la sua testa.

La Montmartre che ha ispirato gli artisti

 Passeggiando ancora per le vie di Montmartre vi imbatterete nella strana statua di  Passe Muraille, a metà tra l’aria ed il muro, in Moulin Rodet, oggi un ristorante, e in Moulin de la Gallette, noto per essere stato dipinto da Renoir nel”Bal au Moulin de la Galette” .

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 Nemmeno Van Gogh potè resistere al fascino del Mulino.

Se siete appassionati del pittore olandese, sappiate che dal 1886 al 1888 ha vissuto, insieme al fratello Thèo, al terzo piano del civico numero 54 di  Rue Lepic.

Non perdetevi i luoghi del film di Amélie.

Oltre alla già citata giostrina ai piedi del Sacro Cuore, visualizzerete il volto della giovane Poulain nel Café des 2 Moulins, in Rue Lepic 15, e cercherete il negozietto di frutta e verdura del signor Collignon in rue des Trois Frères.

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Non vi resta che gustare una  crêpe, un crossaint o perdervi nel profumo delle baguette, prima di arrivare al Moulin Rouge (nel quartiere di Pigalle), dove vi sembrerà di sentire il ritmo del can-can mentre ballerine poco vestite fanno rivivere una tradizionale danza, vecchia di oltre cento anni.

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4 Replies to “Montmartre: l’angolo speciale di Parigi”

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