Sin da quando ero bambina, il Carnevale di Putignano è stato una costante della mia vita.

Non erano solo i veglioncini ad allietare la mia infanzia; ogni volta che c’erano le sfilate dei carri, avevo quella irresistibile voglia di stare lassù, su quei giganti in movimento completamente fatti di cartapesta.

Poi, però, alle sfilate ci partecipavo solo con l’anima, con il piedino che seguiva il ritmo delle musiche, con le lacrime agli occhi per la troppa bellezza di quella gioia che mi passava davanti.

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La Cartapesta di Putignano

Piovevano coriandoli che, come neve, trasformavano le strade di un manto bianco misto a colori.

Come se non bastasse, si tornava a casa con una manciata di coriandoli che ti trovavi addosso, perfino sotto il maglione!

Era come se quei pezzettini di giornale fossero polvere magica lanciata su di sé da fate, pagliacci e maschere di vario tipo. Tutt’ora è così.

Certo, in proporzione a sé stessi, ora che si è cresciuti, i carri sembrano essersi ristretti, ma il cuore di bambina, contagiato da tanta frenesia,  batte ancora forte ogni volta che questo evento torna ad animare Putignano.

Dove nascono i carri di Putignano

 

I carri allegorici, assoluti protagonisti di questo Carnevale pugliese, nascono nei capannoni per mano dei maestri cartapestai.

Là dove prendono forme e colori, mi viene di pensare che dietro ogni porta ci sia un mondo fantastico.

Acqua, farina, colla e vecchi giornali: questo basta loro per materializzare quelli che, inizialmente, erano solo bozzetti su carta.

Quell’insieme di figure si fa portavoce di messaggi satirici da cui non è esente niente e nessuno: politici, personaggi pubblici, fenomeni sociali…così il Carnevale fa divertire e fa riflettere.

I bozzetti dei carri, appesi nei capannoni dove nascono queste opere.
I bozzetti dei carri, appesi nei capannoni dove nascono queste opere.
Colori e pennelli...
Colori e pennelli…
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Le sfilate dei giganti di cartapesta

 

Nei giorni delle sfilate, i giganti percorrono la via principale del Paese, tra la pioggia di coriandoli e i balli dei gruppi mascherati. I carri si muovono.

I loro occhi si posano sulla folla. Sembrano vivi.

Di vero c’è che nel cuore dei carri c’è l’energia che dona loro i movimenti.

 Tutti commentano il carro più bello e sebbene solo uno si aggiudicherà il primo premio, alla fine sono tutti vincitori.

Cosa sarebbe il Carnevale di Putignano senza i suoi maestri cartapestai?  Cosa sarebbe il Carnevale di Putignano senza le tradizioni che lo rendono così antico?

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Quattro sono i giorni dedicati ai corsi mascherati, l’ultimo dei quali il martedì grasso.

Con il Funerale del Carnevale si chiude questa festa vecchia tanti anni quanti ne calcolate dal 1394.

Da non perdere gli eventi collaterali, in cui rivivono gli storici riti legati all’evento o le mostre allestite per l’occasione.

 Il Carnevale, ancora una volta, s’è fatto libertà di espressione, libertà d’essere, libertà.

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Da qui potete fare un salto su blogdiviaggi.com, per leggere il mio post relativo al Carnevale di Putignano.

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Giants of papier-mache to the Carnival of Putignano

 

 Ever since I was a child, the Carnival of Putignano has been a constant in my life.

They were not only Carnival parties to cheer my childhood; whenever there were parades of floats, I had the irresistible desire to be up there on those giants moving completely made of papier mache.

Then, however, I was there only with my soul, with the foot that followed the rhythm of the music, with tears in my eyes for too much beauty of the joy that I saw.

 Confetti was raining like snow; on the streets there was a white with colours.

You came home with a handful of confetti that you had even under the sweater! It was as if those little pieces of paper were magic dust thrown upon himself by fairies, clowns and masks of various types. Still is so.

Of course, in proportion to themselves, now that you are grown up, the carts seem to be restricted, but the heart of a child, with so much frenzy, still beats strong whenever this event returns to animate Putignano.

The masters of Giants 

 

The floats, absolute protagonists of this carnival of Puglia, are born in the sheds at the hands of the masters “cartapestai”.

Here, where they take shape and color, It seems that behind every door there is a fantasy world. Water, flour, glue and old newspapers: this is enough for them to materialize those that initially were just sketches on paper.

That set of figures is the mouthpiece for satirical messages.

It is not exempt anyone or anything: politicians, public figures, social phenomena … so the Carnival is fun and makes you think. In the days of the parades, the giants march on the main street of the country, between the rain of confetti and dances of masked groups.

The carts move.

Their eyes look the crowd.

They seem alive. In fact there is, in the heart of the carts, the energy that gives their movements.

All comment on the giant more beautiful and although only one will win the first prize, in the end they are all winners.

What would be the Carnival of Putignano without its maestri “cartapestai”?

What would be the Putignano Carnival without the traditions that make it so old?

Four days are dedicated to parades, the last of which on Shrove Tuesday.

The Funeral of Carnival closes this festival, that was born in 1394.

Don’t miss the side events, in which historians rituals, related to the event, relive or the exhibitions held for the occasion. The Carnival, once again, made himself freedom of expression, freedom to be, freedom.

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