C’è un luogo, in terra di Puglia, che sembra uscito dalle fiabe.

E’ un luogo fatto di casette con porte e finestre piccine, tetti di pietra a forma di cono e pareti bianche come il latte.

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Alberobello Light Festival

Un po’ ovunque, fiori adornano le casette e spesso simboli misteriosi svettano come a volerle proteggere.

Strade e piazzette s’incontrano là, quasi dietro l’angolo dove io vivo.

Alberobello, quel villaggio uscito dalle fiabe di cui scrivo, sa come avere su di sé sguardi sempre nuovi.

Sa sorprenderti ogni volta che le fai visita.

Adesso che è Natale, per esempio, le sue strade, a sera, si vestono di stelle, auguri, luci, musiche, voci…

C’è davvero una bella atmosfera qui.

Assapori l’aria natalizia così sul Rione dei Monti, Patrimonio Mondiale  riconosciuto dall’ Unesco dal 1996.

L’ Aia Piccola, anch’essa Patrimonio Unesco, è riscaldata dal Presepe vivente che da oltre 40 anni porta il suo messaggio di pace e speranza ai suoi visitatori.

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Non è solo una rappresentazione di oggetti e personaggi.

Qui tendi a vivere le storie lungo un cammino che aiuta a sentirci uno dei tanti che, al freddo, in un tempo lontano, s’incamminarono per raggiungere la grotta indicata da una stella cometa, incrociando uomini e donne, ciascuno con le sue gioie e i suoi problemi.

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Meravigliose la Chiesa di Sant’Antonio, i vicoli con i negozietti, il Trullo Sovrano ( il più grande tra i trulli), la Casa d’Amore (evolutasi in una palazzina ottocentesca con tanto di balcone) o quell’abbraccio tra i tetti dei trulli e la Chiesa dei Santi Medici.

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Sempre accogliente Alberobello, abituata ai turisti da ogni dove.

Qui, in un angolo di mondo, incontro il mondo ogni volta che le faccio visita.

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