Se qualcuno dovesse chiedermi dove eviterei di tornare, risponderei Urbino. Vero è che ogni tanto sogno di tornarci e, come in un incubo, ogni volta le manca qualcosa.

Già starete pensando che sto sconsigliandovi di porvi questa cittadina come meta anche solo di una gita fuori porta. In realtà non è affatto così.

Urbino
Urbino

Urbino è assolutamente unica.

Si respira un’aria frizzantina che ti fa venire voglia di restare.

Non ci crederete se vi scrivo che già ho le lacrime agli occhi solo a pensarci. Il fatto è che per cinque anni mi ha dato tanto.

E’ stata la chiave che mi ha aiutata ad aprirmi agli altri, mi ha incoraggiata a camminare sola. E anche se mi ha tenuta lontana da casa per mesi e mi ha fatto capire cosa sia l’ansia da esami universitari, ha saputo comunque compensare.

Nel Collegio Santa Felicita, in Via del Fiancale, ho trovato la mia seconda famiglia.

Lì ho imparato a cucinare, a condividere spazi e oggetti, a confrontarmi senza litigare e a litigare per poi fare pace. A pregare. Ad avere fede.

Ho anche imparato che l’abbraccio ha un’energia fortissima che la puoi trasmettere per far stare bene anche gli altri (grazie Suor Maria).

Ho compreso cosa sono davvero la pazienza e il perdono (grazie a Suor Ester, la mia seconda mamma), ho imparato che l’amicizia esiste e può durare oltre l’Università (grazie Sveva, Cristina, Elena, Elvira… e tutte voi con le quali ho condiviso un lungo tratto della mia vita). Ho  capito che tutti soffriamo ma che insieme si supera, che si cade e ci si rialza.

E poi ho visto Urbino in tutti i modi: Urbino con i fiori, con la neve, con la nebbia, con la pioggia.

Urbino di sera, Urbino di giorno, Urbino vuota e Urbino gremita. Urbino durante “le mille miglia” e Urbino, a sera, dietro l’Università, accesa di lucciole.

Qualcosa che posso descrivervi solo come una distesa di luci natalizie ma che nemmeno rende l’idea.

Urbino

Ho seduto per terra, fuori dalle aule universitarie, in attesa del mio esame, del mio futuro.

Ad Urbino ho avuto la fortuna di poter frequentare una università accogliente, calda, piccola, vera (alla faccia di chi la disprezza senza conoscerla).

Ho conosciuto professori appassionati che non dimenticherò mai.

Urbino

C’è di bello che Urbino è anche una città d’arte, a misura d’uomo.

E’ giovane e antica al tempo stesso.

Vi direi di non perdervi il Duomo, il Palazzo ducale, la Casa di Raffaello  (sfidando il detto che “se ci vai prima di esserti laureato, va a finire che non ti laurei”…smentisco), il viale del Teatro, davanti a cui ci si divertiva a sfruttare l’acustica tra le due colonnine, il panorama visto dal Parco della Resistenza.

Vi direi di guardare dalle finestre della biblioteca di Economia e Commercio, di fare una visita alla chiesetta delle Suore di Clausura, che hanno sempre saputo aprirsi agli studenti universitari.

Urbino
Il Palazzo Ducale

Chissà poi se ancora c’è la piadineria “l’Aquilone” dove potevi riempire la piadina con tutto quello che volevi, affollatissima, mentre la signora affettava all’istante i salumi.

E chissà la pizzeria “Le tre Piante” con quelle pizze tanto grandi da dover essere piegate all’interno del cartone.

O la “Caffetteria” di Via Raffello, dove si andava per un cioccolato caldo con panna.

Chissà quante valigie vanno su e giù per le ripide stradine, quanti studenti in Piazza del Mercatale.

Urbino

Vi direi di vedere Urbino con gli occhi di uno studente che l’ha vissuta per come andava vissuta.

Ed io? Io non riuscirei mai a tornare ad Urbino sapendo che tutto questo è  un ricordo bellissimo. Le mura non mi basterebbero.

Urbino in una foto, tra le altre, del Signor Vittorio, il papà della mia amica Sveva, nonché ottimo fotografo!
Urbino in una foto, tra le altre, del Signor Vittorio, il papà della mia amica Sveva, nonché ottimo fotografo!

 s.

3 Replies to “Vedere Urbino con gli occhi di una studentessa”

  1. Salve! È possibile avere il contatto (anche Facebook) di questa ragazza per chiederle qualche informazione sul collegio in cui è stata e sulla città, per caso?

  2. Che bella descrizione della mia amata cittadina. Solo chi l’ha vissuta col cuore può apprezzarla così profondamente.

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